Di loschi affaristi, di fotografi coraggiosi, e di altri viaggi (7 settembre 2012)

Prima puntata di settembre del nostro Zibaldone. Molta musica e gran belle chiacchierate, cari aficionados, mentre l’estate sembra tenere botta e posticipare l’arrivo dell’autunno e la caduta delle foglie dagli alberi. Si comincia subito con del rock anglosassone come quello “d’epoca” di Neil Young e quello freschissimo di Luther Russell per introdurre il primo ospite della puntata di oggi. In collegamento da Trieste abbiamo avuto il grande Ricky Russo, autore e speaker di In Orbita, programma culto di Radio Capodistria. Dopo otto anni ininterrotti di radio, Ricky ha deciso di prendersi qualche mese di ferie: il mese di agosto a Londra e l’autunno a New York. Approviamo in toto la scelta di Ricky. E noi, allora, si è pensato di proporgli di tenerci al corrente dei suoi viaggi e delle sue scoperte musicali nel mondo anglosassone con dei collegamenti mensili. Oggi tocca a Londra, tra il concerto (l’ultimo?) dei Blur e il ritorno degli Afghan Whigs, tra negozi di vinili e mostre da vedere assolutamente. Ricky ritornerà qui a Zibaldone tra circa un mese e ci racconterà le prime impressioni dalla Grande Mela. Per saperne di più, date un’occhiata al suo blog.

Dopo esserci ascoltati il rock dalle forti tinte blues di Luca Lucchesi, un altro triestino doc che sarà presto qui ai nostri microfoni, è stato il turno di un altro viaggiatore. Il nostro caro Carlo Taglia, in viaggio da oltre dieci mesi tra l’Asia e l’America Latina. Dopo la Colombia e l’Ecuador, Carlo è arrivato in Perù dove gironzola da oltre un mese, tra le isole del Lago Titicaca e il vulcano Misti, nei pressi della città di Arequipa. Per seguire il viaggio di Carlo, cliccate qui.

Piccoli aggiustamenti strutturali per la Repressione Today dell’incombustibile Banzo: a partire da questa puntata, alle consuete carrellate di notizie a cavallo tra Italia e Spagna si alterneranno «episodi monografici» dedicati all’approfondimento. Cominciamo con la questione Eurovegas, che aveva già fatto capolino in precedenti edizioni della rubrica: si passa da dettagli inediti su vita, opere e pensieri di Sheldon Adelson, il magnate americano promotore del progetto e già proprietario di quattro casinò con la sua Las Vegas Sands Corp. a un’analisi dell’opacità informativa che ha caratterizzato le trattative tra Adelson & Co. e le autorità spagnole e catalane, in un ambiguo gioco di smentite e allusioni nel quale ha dimostrato di primeggiare l’ineffabile presidentessa della Comunidad de Madrid, Esperanza Aguirre. Un accenno anche ai futuri scenari che potrebbero aprirsi dopo l’annuncio di accordi definitivi, che a quanto sembra è imminente.

Oggi siamo privi, ahimè, del solito incontro con il trash italiano. La nostra carissima Eva Vignini se ne è tornata a Roma e da quanto pare ci starà ancora qualche settimana. Per oggi, insomma, niente tuffo nel passato scabroso della cultura dell’italiano medio dell’ultimo trentennio. Ma abbiamo trovato un degno sostituto per farvi ridere e sorridere: Alberto Patrucco, bravissimo comico e monologhista che spara a zero sulla politica e la società italiana. Sentitevelo. Anche perché ad aprile lo avremo qui a Barcellona per uno spettacolo nell’ambito del festival di cantautori Cose di Amilcare.

E mentre c’ascoltiamo Nottambula dei Nobraino arriva in studio il nostro caro Angelo, con il suo sipario imprevisto e imprevedibile, con la sua rubrica ballerina Volatili per Diabetici. Con l’accompagnamento musicale dei Kraftwerk c’addentriamo in un racconto allucinato e lucido sui disastri del nostro tempo: le immagini sgranate e impietose di Igor Kostin, fotografo che da quel terribile 26 aprile 1986 ha ritratto passo dopo passo la tragedia di Chernobyl, insieme al racconto limpido che ne ha saputo fare, sono un vero e proprio viaggio attraverso un’umanità stravolta e devastata, attraverso un paesaggio ferito a morte, da un incidente imprevisto che con violenza è arrivato a troncare l’illusione dell’eterno progresso. A quasi trent’anni dall’accaduto (e tutti s’accalcarono a negarne la gravità, a rimuovere, a fingere che nulla fosse successo), a poco più di un anno dall’esplosione di Fukushima, la riflessione sull’energia nucleare è ancora aperta, e ancora viva è la fiducia verso una scienza che produce e avanza senza interrogarsi sui danni e sui rischi, nè su quale sia la direzione. Igor Kostin con il suo sguardo attento, arrabbiato e profondamente umano, ci ricorda invece che viviamo sulla terra e che con quella è necessario fare i conti.

In questa estate che volge lentamente al termine c’ha lasciato  -all’età di novantatrè anni- una grande donna, una grande voce che dal Messico ha fatto il giro del mondo, la «dama del poncho rojo», la straordinaria Chavela Vargas. La salutiamo ascoltandoci uno dei suoi successi, En el ultimo trago, sperando che ci resti un po’ della sua travolgente energia. E Laura ci propone l’ultimo sorso di oggi, quello che si sorbisce dal fondo della bottiglia prima di andare via, come dice Chavela. Oggi la canzonetta sul finale viene dalla Sicilia: sono palermitani, sono irrequieti, sono attenti e stizzosi (così si dichiarano), si condiscono di folk e di fiati e da qualche anno a questa parte stanno riscuotendo approvazioni e premi. Sono le Cordepazze, anche loro presenti nell’album La leva cantautoriale degli anni zero promosso dal Club Tenco e dal MEI. In attesa del nuovo lavoro che uscirà a novembre, c’ascoltiamo un brano dal disco d’esordio, I re quieti, del 2010: ecco a voi, La sinfonica sociale.

Chiudiamo tutti i sipari disparati di oggi e vi salutiamo: a venerdì prossimo!

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