I prossimi 22 e 23 marzo, in Italia, si terrà il referendum sulla giustizia. Si tratta di un referendum su un’importante riforma costituzionale (si cambierebbero ben sette articoli della Costituzione) che il governo di estrema destra di Meloni ha imposto con il rullo compressore, senza la minima volontà di cercare un dialogo con le opposizioni. Su che cosa andremo a votare? Cosa implica votare sì o votare no ai cinque quesiti del
referendum? In questa puntata di Zibaldone, cerchiamo di spiegare che cosa si gioca la democrazia italiana con questo voto, al di là della retorica e della propaganda che spandono e spendono ormai senza ritegno i vassalli di Trump e gli amici di Orbán al governo a Roma. Ricordiamo che, non essendoci il quorum (poiché si tratta di un referendum su una riforma costituzionale), ogni voto conta ancora di più, anche quello degli italiani all’estero.
Ne parliamo con Alberto Pellegrini, professore di Storia Contemporanea presso l’Universitat de Barcelona e presidente della sezione Spagna Guido Picelli dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI).
Ci ha accompagnato la musica di Hayvanlar Alemi (Referendum Day), Andrea Laszlo De Simone (Pienamente), Matteo Sacilotto – Nino Rota Project (Le notti di Cabiria), Torso Virile Colossale (ULTRAMARATONA) e Hate Moss (Bianca)
– Último trago: Jan Hammarlund e Kjerstin Norén – Daffinis Begravning (Un po’ di qua, un po’ di là, Giovanna Marini, 1981)
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