Vivere ancora: omaggio a Gino Paoli (17 aprile 2026)

A marzo ci ha lasciato Gino Paoli, tra le voci più intense e significative della canzone d’autore italiana. Le sue canzoni, frutto dell’unione fra una poetica, uno stile e una visione del mondo personale, continueranno a vivere, accompagnandoci nel tempo.

Noi di “Zibaldone” omaggiamo la sua carriera, lunga più di sessant’anni, con una selezione di brani che spazia dai grandi classici (in versioni alternative) alle collaborazioni di altissimo livello (Vanoni, Morricone, Serrat…), dai successi di classifica fino a rarità che meritano assolutamente una riscoperta, e che testimoniamo uno spirito, fino all’ultimo, audace e anticonvenzionale.

Di Gino Paoli ci siamo ascoltati La gatta (con Danilo Rea, 2012), Vivere ancora (1964), Emmeti (1966), Ma andate a… (Vagabundear) (1974), Oggetti (1977), Il merlo (1980), Un sorriso gratis (1991), Il cielo in una stanza (1992), Boccadasse (con Ornella Vanoni, 2004), Sassi (con i Funk Off, 2021) e Autunno (Uno come me / Quando me ne andrò) (2019).

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Indonesia, un genocidio dimenticato (27 marzo 2026)

Il novecento è stato un secolo di violenza, attraversato da numerosi esempi di genocidio e di stermini di massa, dall’Armenia al Ruanda (seguendo un criterio strettamente cronologico). E se in alcune situazioni persistono sacche di negazionismo motivate da interessi politici o distorsioni ideologiche, potremmo affermare che in linea di principio vige un consenso di massima sull’applicazione di questi termini. Esistono però anche massacri dimenticati, vicende che per una molteplicità di fattori non sembrano aver lasciato nella coscienza collettiva l’impronta dovuta. Un caso drammaticamente calzante è quello dei massacri indonesiani del 1965-1966 nei quali persero la vita centinaia di migliaia di militanti e simpatizzanti del PKI, il Partito Comunista indonesiano (le stime oscillano fra mezzo milione e un milione di vittime) e dei quali, almeno nel nostro continente non si sa praticamente nulla.

Ne parliamo con una vecchia conoscenza di Zibaldone, Nicola Tanno, che ha appena pubblicato per i tipi di Mimesis il volume “Arcipelago Rosso. Lotta politica e genocidio in Indonesia (1914-1968)”, un interessante saggio che ripercorre tutta la storia del PKI, dalle lotte anticoloniali all’ascesa che lo portò a essere il più grande partito comunista del mondo dopo quelli sovietico e cinese, per poi giungere al tragico epilogo. Cosa rese possibile uno sterminio di quelle dimensioni? Quali premesse lo resero possibile? E perché a distanza di sessant’anni questi fatti sono ricordati, discussi, commemorati così poco?

Questa la scaletta della puntata: The Secret Prostitutes, Partai Komunis Indonesia (2013); Lilis Suryani, Gang Kelinci (1963); Homicide, Megatukad (2006); Kuntari, Selestia (2021); Koko Moon (feat. Marta Del Grandi), Sirio B (2026).

-Le Ultimissime

– Último trago: Viktor Sodoma, Stále Mi Vyčítá (cover de I Nuovi Angeli, 1972).

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Per Sergio (20 marzo 2026)

Dedicare una puntata ad un grande amico che, purtroppo, se n’è andato non è cosa facile. Questo amico è Sergio Secondiano Sacchi, colonna portante del Club Tenco di Sanremo dalla sua fondazione e direttore artistico dal 2017, scrittore, traduttore, intellettuale a tutto tondo, attivista culturale… Difficile riassumere una vita così ricca di progetti e di incontri come quella di Sergio che, tra l’altro, è stato nostro ospite a Zibaldone in più di cinquanta occasioni nell’ultimo decennio.

Proviamo a farlo insieme ad altri due amici che lo hanno conosciuto molto bene: Antonio Silva, storico presentatore del Tenco, e Alessio Lega, cantautore e scrittore. Ci accompagnano poi alcuni brani scritti o tradotti da Sergio Sacchi.

Adiós, compañero!

Ci siamo ascoltati Francesco Guccini (Sulla strada), Pan Brumisti (Ai compagni di Madrid), Peppe Voltarelli (Cavalli bradi), Lu Colombo (Al chiosco di Giosuè) e Sergio Sacchi (Il volo di Volodja).

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Chi era davvero Ludwig? (13 marzo 2026)

Serial killer o terroristi? Come definire a oltre quarant’anni di distanza dai fatti che li videro protagonisti Wolfgang Abel e Marco Furlan, i due veronesi condannati per i crimini della sigla di ispirazione neonazista Ludwig? La domanda è forse meno oziosa di quello che potrebbe sembrare, benché per anni l’interpretazione prevalente volesse i due sostanzialmente avulsi dal fitto sottobosco estremista della loro città: ne abbiamo parlato con Alessandra Coppola, autrice de “Il fuoco nero: storia della banda neonazi Ludwig”, volume pubblicato da Einaudi alla fine di ottobre 2025. Partendo in medias res da una delle azioni più efferate del marchio, il rogo del cinema Eros a Milano il 14 maggio 1983 (sei morti e almeno trenta feriti), Coppola riavvolge il filo degli eventi, ritornando nella città dove tutto aveva avuto inizio sei anni prima, quella Verona abitata e frequentata da numerose figure attivamente coinvolte nella strategia della tensione. E forse così, collegando i vari elementi, la vicenda Ludwig può smettere i panni del true crime per avvicinarsi alla torbida galassia dei cosiddetti misteri italiani. Un cambio di prospettiva radicale.

Questa la scaletta della puntata: Ronny Romanovitch, Indecent Exposure (Movie Main Theme) (1981); Colapesce Dimartino, Ragazzo di destra (2023); The Unknown Cases feat. Rebop Kwaku Baah, Masimba Bele (1983); Tullio De Piscopo, Stop Bajon (1983); Die Toten Hosen, Sascha… ein aufrechter Deutscher (1991); Frankie Hi-NRG MC, Voci di piazza (2003);

-Le Ultimissime

-Último trago: I Gatti di Vicolo Miracoli, Verona Beat (1979)

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Referendum Day (6 marzo 2026)

I prossimi 22 e 23 marzo, in Italia, si terrà il referendum sulla giustizia. Si tratta di un referendum su un’importante riforma costituzionale (si cambierebbero ben sette articoli della Costituzione) che il governo di estrema destra di Meloni ha imposto con il rullo compressore, senza la minima volontà di cercare un dialogo con le opposizioni. Su che cosa andremo a votare? Cosa implica votare sì o votare no ai cinque quesiti del referendum? In questa puntata di Zibaldone, cerchiamo di spiegare che cosa si gioca la democrazia italiana con questo voto, al di là della retorica e della propaganda che spandono e spendono ormai senza ritegno i vassalli di Trump e gli amici di Orbán al governo a Roma. Ricordiamo che, non essendoci il quorum (poiché si tratta di un referendum su una riforma costituzionale), ogni voto conta ancora di più, anche quello degli italiani all’estero.

Ne parliamo con Alberto Pellegrini, professore di Storia Contemporanea presso l’Universitat de Barcelona e presidente della sezione Spagna Guido Picelli dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI).

Ci ha accompagnato la musica di Hayvanlar Alemi (Referendum Day), Andrea Laszlo De Simone (Pienamente), Matteo Sacilotto – Nino Rota Project (Le notti di Cabiria), Torso Virile Colossale (ULTRAMARATONA) e Hate Moss (Bianca)

Último trago: Jan Hammarlund e Kjerstin NorénDaffinis Begravning (Un po’ di qua, un po’ di là, Giovanna Marini, 1981)

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No Kings! Canzoni contro Trump (27 febbraio 2026)

Parlare di una figura come quella di Donald Trump, a questo punto del suo secondo mandato presidenziale, potrebbe suscitare sconforto, nausea, perfino un rassegnato silenzio (del plauso dei suoi sostenitori sarebbe superfluo parlare visto che siamo strenuamente ai loro antipodi): oggi però preferiamo focalizzarci su altri sentimenti, come la rabbia, il sarcasmo, l’indignazione, e su come siano stati utilizzati da molteplici artisti, statunitensi, ma non solo, per descrivere l’ineffabile orange man nelle loro canzoni (perché sì, oggi parleremo di politica esclusivamente attraverso la musica).

Per esempio, quelle risalenti a una decina di anni fa riflettono il rifiuto alla sua imprevista elezione e a alcune delle sue prime politiche (ad esempio il famigerato muslim ban) mentre i brani più recenti sono quasi delle instant songs volte a raccontare le proteste di Minneapolis e gli abusi dell’ICE. Ed è proprio dal presente che partiamo, andando su e giù per l’ultimo decennio in un viaggio musicale dalle tappe serrate, fra canzone di protesta, punk-hardcore, trap, comedy music e una spruzzatina di elettronica, accompagnati sia da nomi arcinoti che da musicisti sconosciuti al grande pubblico, tutti uniti in un composito, variopinto, necessario vaffanculo musicale che speriamo possa risuonare a lungo.

Questa la scaletta della puntata:

Bruce Springsteen, Streets of Minneapolis (2026); Billy Bragg, City of heroes (2026); Mitch Benn, ICE ICE (maybe) (2026); Emilio Rojas, I hate Donald Trump (2016); D.O.A., Fucked up Donald (2016); Anal Trump, Not so funnynow, is it motherfuckers? / Me first! / Body cambera malfunction (2026); The Original Donald Trump, Dump Trump (2016) / Jeffrey Epstein Was My Friend (2020); Ryan Harvey, Ani DiFranco, Tom Morello, Old man Trump (2016);  Moby and the Homeland Choir, Trump is on your side (2016); Philémon Cimon, Trump parle comme Elvis (2020); Mara Redeghieri, STrump (2017); Earthquake Island, No ban, old blonde guy! (2017).

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Respinti all’Ariston. Vol. IV (20 febbraio 2026)

E per il quarto anno consecutivo eccoci qui, strategicamente posizionati nella settimana precedente al Festival di Sanremo, per raccontarvi di chi ha provato a esserci e non ce l’ha fatta: ovviamente si tratta di un piccolo campione (undici brani) in un oceano sterminato di musica, perché se è vero che alla manifestazione, in settantasei anni, hanno preso parte più di 2,000 canzoni, è verosimile credere che quelle proposte ma bocciate siano molte ma molte di più. I numeri però non spiegano tutto: ogni brano infatti porta con sé frammenti di storie, dettagli dell’epoca in cui è stato composto e, secondo il caso, il peso di un oblio immeritato o l’eco di un successo duraturo che ha trasformato l’esclusione dal palcoscenico sanremese in un aneddoto pressoché dimenticato: ed è anche di questo che ci interessa parlare. Come nelle edizioni precedenti, poi, c’è il piacere di viaggiare fra i decenni, ovviamente a passo sostenuto, partendo dagli arrangiamenti orchestrali degli anni ’50 alle esclusioni più recenti, così da toccare con mano, anche se dal punto di vista degli esclusi, l’evoluzione del concetto di canzone italiana.

Questa la scaletta della puntata (l’anno riportato è quello di pubblicazione, non quello di esclusione dal festival):

Gino Latilla, Gli uomini non piangono (1959); Elke Sommer, Ich sage no (Ma ora no) (1965); Giorgio Gaber, Il Riccardo (1969); I Nuovi Angeli, Singapore (1972); Anna Rusticano, Tutto è musica (1979); Gaznevada, Ragazzi dello spazio (1982); Mario Venuti, Veramente (2003); Sir Oliver Skardy, Super skank (2004); Paola Turci, Danza intorno al sole (2010); Roberta Giallo, Ho fatto l’amore per pietà (2025); Tricarico, Sorridiamo (2025).

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Canzoni di rabbia e di guerra (13 febbraio 2026)

Canzoni di rabbia e di guerra è il titolo del nuovo disco di Gerardo Balestrieri. Un disco che, come si può facilmente capire, racconta il mondo in cui stiamo vivendo tra il genocidio israeliano a Gaza, il silenzio di molti in occidente, le guerre che ritornano drammaticamente protagoniste in Sudan e Ucraina. Un disco in cui non si può cantare l’allegria, la spensieratezza e l’amore, come Balestrieri avrebbe voluto. Un disco necessario, delle canzoni “urgenti”. Dal nuovo album di Balestrieri, ospite di questa puntata di Zibaldone, vi abbiamo proposto 50 mila morti (con Pierpaolo Capovilla), Kurz e Festival.

Ci ha accompagnato anche la musica di Carlone Li Calzi Righeira (Ha tutte le carte in regola), Flavio Giurato (Atene 4) e Alessia Arena e Chiara Riondino (Alla mia Principessa).

– Le Ultimissime

Último trago: Sounds Unlimited Tar And Cement (Il ragazzo della Via Gluck, 1966)

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Abbecedario Pallonaro (6 febbraio 2026)

Splendori, miserie e strane storie del gioco del pallone. Di quello dei tempi che furono, però. Di questo parla, in fin dei conti, Abbecedario pallonaro. Da Aaltonen a Zubizarreta, libro uscito recentemente per i tipi di Garrincha Edizioni a firma del Collettivo AthletiQuillo, dietro cui si “nasconde” una rosa di scrittori – dodici per la precisione: il mister e undici giocatori – che ha trasformato in piccoli racconti la vita di 26 giocatori del passato. Da Aaltonen a Zubizarreta passando per Baggio, Charles, Luís Sílvio Danuello, Edmundo, Friday, Béla Guttman, Hatzipanagis, Índio da Luz, Juary, Kempes, Lodetti, Macina, Nakata, Ortega, Pagano, Raposo, Skuhravý, Tevez, Uribe, Valderrama, West, Xavier e Yashin.

Nato come un gioco inventato nelle osterie di Parma alla metà degli anni Novanta e apprezzato dal compianto Gianni Mura, l’abbecedario pallonaro si è trasformato in libro mantenendo, però, lo stesso spirito realistico e magico, ribelle e alcolico, accademico e surreale. Ce ne parlano Marco Valesi, mister del collettivo, e Marco Galeotti, inventore del gioco. Ed entrambi, ovviamente, “giocatori”, ossia autori di alcuni racconti. Ma in questo caso, anche noi di Zibaldone siamo parte integrante del progetto: Forti libero vecchio stile e Banzo terzino alla Bergomi.

Ci ha accompagnato la musica di Juary (Sarà così), Marlon And The Confidence (Oliver – The spirit of Luis Silvio Danuello), The Pete Surgeon Experience (Viva Carlos Valderrama), La Lucha Libre (Lev Yashin) e John Charles (Sixteen Tons)

– Le Ultimissime  

Último trago: Jordi Pèlach & Sergi Estella Vull matar (2025)

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Senza fine: omaggio a Ornella Vanoni (30 gennaio 2026)

A fine novembre ci ha lasciato Ornella Vanoni. La sua storia è, in fin dei conti, quella della canzone d’autore italiana: dal piccolo di Strehler ai cantautori genovesi, dal legame con il Brasile al jazz, dalle infinite collaborazioni (Gino Paoli, Franco Battiato, Delta V,giusto per citarne tre) agli ultimi progetti. Oltre sessant’anni sulle scene. Spirito libero, donna coraggiosa, curiosa per natura. Questo vuole essere il nostro piccolo omaggio. Ci accompagnano Stefano Senardi, presidente del Club Tenco di Sanremo, e Flavio Ferri dei Delta V.

Di Ornella Vanoni ci siamo ascoltati Senza fine (1961), Hanno ammazzato il Mario (1959), Senza paura (con Toquinho e Vinicius de Moraes, 1976), L’Infinito (con i Delta V, 2000), Aurora (2013) e Amore vicino (1997).

Último trago: La Band del Brasiliano (canta Serena Altavilla) – Ti voglio (2017)

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Trump e l’America Latina (23 gennaio 2026)

Il 2026 si è aperto con l’attacco militare degli USA al Venezuela e il sequestro di Nicolás Maduro. L’impero americano in declino mostra i denti e mette in atto una strategia neoimperialista aggressiva, specialmente in America Latina con un aggiornamento della dottrina Monroe. Parallelamente, in un mondo in cui l’ordine globale liberale creato dopo la Seconda Guerra Mondiale va in frantumi, Donald Trump vuole annettersi con le buone o le cattive la Groenlandia e crea un orrorifico Board of Piece per Gaza. Nel mentre nella regione latino-americana avanzano le estreme destre di Milei, Kast e Noboa. Di tutto questo ne parliamo con Ramon Mantovani, ex deputato di Rifondazione Comunista che con l’America Latina ha avuto stretti contatti tra anni novanta e duemila.

Ci ha accompagnato la musica di Peter Maybarduk (Statues of Simón Bolívar), Marco Castello (Editto dal sottoscoglio), Selton e Emma Nolde (Panda 2013), Luigi Lo Cascio e Moni Ovadia (Canto e canterò ancora) e Porfirio Rubirosa (La mia parola è un impegno).

– Le Ultimissime

Último trago: Los Melódicos – Come prima (Tony Dallara, 1959)

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Pasolini secondo Zamboni (16 gennaio 2026)

Che cosa rimane, in questo 2026, dell’opera e dell’impegno civile di Pier Paolo Pasolini, a cinquant’anni dalla sua uccisione? Ne abbiamo parlato con Massimo Zamboni, storico chitarrista dei CCCP Fedeli alla Linea e dei CSI e protagonista, da vent’anni, di un personalissimo percorso artistico solista fra rock d’autore e scrittura (il suo ultimo libro, Pregate per ea, è uscito per Einaudi lo scorso ottobre).

Zamboni ha pubblicato lo scorso anno su disco P.P.P. – Profezia è Predire il Presente, reading/concerto che segue il percorso di Pasolini, come uomo e come intellettuale che ha saputo intuire le successive, laceranti, trasformazioni dell’Italia. Un percorso arricchito da vecchie e nuove canzoni, da canti popolari e dall’omaggio a Giovanna Marini, multiforme e ricco di sfaccettature come così come lo sono l’anima e il pensiero di Pasolini.

Da “P.P.P.” (2025) ci siamo ascoltati Vorremmo esserci, La rabbia e l’hashish e Lamento per la morte di Pasolini / Beati noi, e abbiamo riscoperto la primissima versione di Sorella sconfitta, cantata nell’album omonimo da Lalli (2004).

Ci ha accompagnato anche la musica dei LOSTATOBRADO (Auguri).

Último trago: Combo Piano – Diary (2004)

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Le canzoni di Natale. Vol. VIII (19 dicembre 2025)

Gli anni si succedono, le traduzioni proseguono, ed eccovi quindi l’ottavo volume delle nostre canzoni di natale. La constatazione che ci guida, edizione dopo edizione, è in fondo sempre la stessa: i brani natalizi che si sentono in giro sono sempre gli stessi, quando invece si potrebbe spaziare quasi a piacimento. Al natale, ovunque si festeggi, sono state dedicate canzoni di praticamente qualsiasi genere musicale, e spesso con punti di vista molto diversi dall’abituale trionfo di buoni sentimenti. No, non è cinismo, ma un’altra semplice constatazione: il natale si può racconare in molti modi diversi, facendoli anche coesistere nella stessa scaletta. Stavolta i paesi coinvolti sono sette, e i generi probabilmente undici, cioè uno diverso per canzone, e come sempre speriamo di farvi scoprire qualcosa di inatteso (e piacevole). A voi la risposta.

E anche per quest’anno (solare) è tutto! Zibaldone va in vacanza, ci risentiamo il 16 gennaio 2026. Nel frattempo fate i bravi e godetevi le feste!

Questa la scaletta della puntata:

The Beach Boys, The man with all the toys (1964); Joseph Kamaru, Happy Christmas (metà anni ’60); Maki Asakawa, Zenkasha no Christmas (1970); Rosko, Oú est Pére Noël (1973); Patrizio, Papà… è natale (1975); The Waitresses, Christmas wrapping (1981); The Vestibules, Christmas on acid (1994); The Men That Could Not Be Blamed for Nothing, Ebenezer’s carol (2010); Queen of Saba, Natale anticapitale (2024); Crudbump, Fuck you if you don’t like Christmas (2010); Paolo Benvegnù (feat. Piccolo Coro dell’Antoniano), Buon natale anche per te (2025).

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I vent’anni di Vittorio Cane (12 dicembre 2025)

Vi ricordate cosa stavate facendo vent’anni fa? Speriamo che siano bei ricordi, e non troppo agrodolci. Chi non ha dubbi al riguardo è il nostro amico Vittorio Cane, che vent’anni fa –mese più, mese meno- pubblicava il suo album d’esordio omonimo. E che ha deciso di festeggiare questa ricorrenza con un progetto molto speciale pubblicato dalla sua etichetta Innabilis Produzioni, “Vittorio Cane. Venti anni dopo”, che raccoglie altrettante cover delle dieci canzoni di quel disco: fra gli artisti coinvolti, ovviamente abbondano quelli della scena torinese, la sua scena, coi quali il nostro ha intrecciato il suo percorso in tempi più o meno recenti. Insieme a noi in collegamento telefonico lo stesso Vittorio, per una lunga e bella intervista a tutto campo, nella quale abbiamo parlato di collaborazioni che diventano amicizie, e viceversa, del concerto-happening che pochi giorni fa ha presentato l’album al pubblico torinese, della vita in campagna, del passato, ma anche del presente (che per lui, dal punto di vista musicale, si chiama Latleta). E ovviamente abbiamo ascoltato alcune delle cover di “Venti anni dopo”, oltre a due brani dello stesso Vittorio.

Questa la scaletta della puntata:

Vittorio Cane, Speciale (2005)

Da “Venti anni dopo” (2025): Mapuche, Mestiere; Deian, Mille; Crema, Un punto; Sasso, Ti do qualcosa; Mao, Dipendente.

-Le Ultimissime

-Último trago: Vittorio Cane, Domingo (2012)

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Il Rapporto Italia – dicembre 2025 (5 dicembre 2025)

Ormai lo sapete, i monografici musicali sono parte integrante nella programmazione del nostro Zibaldone, e in più di un caso hanno dato origine a serie e format che ci accompagnano di stagione in stagione: è questo il caso del Rapporto Italia, che ha fatto il suo esordio nel 2023 e, al ritmo di due puntate all’anno, giunge oggi alla sua sesta edizione, con una formula ormai consolidata: una panoramica sulle uscite discografiche italiane degli ultimi mesi, discostandoci in parte dalle coordinate autoriali tanto care al nostro programma. Senza procedere al solito elenco di stili e sottogeneri, anche questa volta avrete di che sollazzarvi, fra rarefazioni sperimentali e ambientali, brani variamente fragorosi e una sezione centrale più orientata al songwriting. Insomma, come al solito, un gran bel saliscendi per l’ennesima fotografia, mossa ma affascinante, della scena italiana.

Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono del 2025):

Casamatta, Fortuna; Hate Moss, Aiknow; Lillo Morreale, Nivuru munnu; Juni, Chiagne; Francamente, Telephone tango; Viaggi Andromeda, Little Tony; Queen of Saba, Rizoma; Orange Combutta, Cartone; Sì! Boom! Voilá!, Pinocchio; Litania, Jamuniya; Michele Andreotti, Luna Calante.

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Quelli di… Calibro 35 (28 novembre 2025)

Sono da quasi vent’anni sulle scene. Hanno sfornato già nove album, tra cui l’ultimo, Exploration, uscito nel 2025. Hanno in attivo decine di collaborazioni. Hanno scritto colonne sonore di successo, come quella della serie Blanca. Hanno dedicato tre dischi al maestro Ennio Morricone. Hanno girato in lungo e in largo l’Italia e, cosa molto difficile per gli artisti del nostro paese, l’Europa. A Barcellona, ad esempio, hanno suonato in varie occasioni e tornano il prossimo 3 dicembre a La Nau. Stiamo parlando dei mitici Calibro 35 a cui dedichiamo questa puntata di Zibaldone. Ci accompagna Enrico Gabrielli con cui parliamo anche di alcuni dei suoi innumerevoli progetti al di là dei Calibro, dedicati, ad esempio, al liscio o alla musica per bambini.

Ci siamo ascoltati: Calibro 35 (Notte in Bovisa, Jazz Carnival, Drowning & Burning feat. Davide Shorty), L’Orchestrina di Molto Agevole (Polka Felicità) ed Enrico Gabrielli feat. I Cani (Il treno fa…).

– Le Ultimissime

Último trago: Calibro 35 con Roberto Dell’Era L’appuntamento (Sentado À Beira do Caminho, 2008).

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Intelligenza Artificiale, questa sconosciuta (21 novembre 2025)

L’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il mondo, nel bene e nel male. Prevedere cosa succederà tra un decennio è praticamente impossibile. Siamo sommersi da visioni distopiche retro-futuriste e, allo stesso tempo, da visioni utopiche tecno-ottimiste. Gli ambiti di cui potremmo parlare sono molti, praticamente infiniti. Uno è, ad esempio, quello della musica. Nel luglio scorso, una band inesistente è diventata virale su Spotify UK. L’IA significherà la morte della creatività artistica? Sarà – o meglio: è già – una preziosa alleata dei giganti dello streaming? Modificherà il concetto di proprietà intellettuale? Cerchiamo di capirci qualcosa insieme a Irene Buselli, cantautrice e ricercatrice in Intelligenza Artificiale presso l’Università di Genova.

Ci ha accompagnato la musica di The Velvet Sundown (Dust on the Wind), Kraftwerk (The robots), Nirvana (Smells like Teen Spirit – 1960’s Motown Soul Version AI Cover by @tolisoprano), France Gall (Der Computer Nummer Drei) e Roy Wood (Miss Clarke & The Computer).

– Le Ultimissime

Último trago: Irene Buselli Scegli con cura (2024)

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James Senese, ricordo di un gigante (14 novembre 2025)

Lo scorso 29 ottobre ci ha lasciato un gigante, James Senese. A lui dedichiamo questa puntata di Zibaldone, ripercorrendone la vita e la traiettoria artistica: dalle prime band nella Napoli degli anni sessanta ai Napoli Centrale, passando per l’esperienza degli Showmen, l’amicizia con Pino Daniele e gli anni del Neapolitan power. Uno spirito libero, un artista che si è sempre messo in gioco, un uomo legato come pochi alla sua città, Napoli. Ne parliamo con Carmine Aymone, giornalista, scrittore e autore di Je stò ccà… James Senese (Guida, 2005).

Ci ha accompagnato la musica di James Senese (Ll’America, 2018 e Habbanera, 1983), Napoli Centrale (Chi fa l’arte e chi s’accatta, 1976), Showmen 2 (Abbasso lo zio Tom, 1972) e Pino Daniele (Musica musica, 1980).

– Le Ultimissime

Último trago: Ligiana Costa – Vem a Tempestade (Pino Daniele, Lassa che vene) (2013).

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Voci libere (7 novembre 2025)

Raccontare la storia della canzone d’autore italiana non è compito facile. Ancora più difficile, poi, è cercare di farlo per il grande pubblico e, in particolare, per i più giovani che sovente ormai non hanno conosciuto molti dei cantautori del nostro paese. Da Renato Carosone a Mario Castelnuovo, passando per la scuola genovese di De Andrè, Paoli, Tenco e Bindi, il rock di Edoardo Bennato e Vasco Rossi, il folk di Giovanna Marini e Rosa Balistreri, i “nuovi orizzonti” di Lucio Battisti, l’inclassificabile genio di Enzo Jannacci… Sono 69 i ritratti di cantautori contenuti in Voci libere. Storia della canzone d’autore italiana (Edizioni Curci, 2025) di Luigi Cuna ed Emanuele Felice. Il tutto accompagnato dalle illustrazioni di Alessandro Ventrella. Ne parliamo con i due autori a cui si deve anche un libro monografico dedicato a Giorgio Gaber, sempre edito da Curci e con le illustrazioni di Ernesto Anderle.

Ci ha accompagnato la musica di Edoardo Bennato (La torre di Babele), Bruno Lauzi (Naviganti), Giorgio Gaber (Chiedo scusa se parlo di Maria), Milva (Tempi moderni) e Sergio Caputo (Libertà dove sei).

Último trago: Edmond Taillet Du citron dans de l’eau fraîche (“Una fetta di limone”, Giorgio Gaber, 1962).

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Il Cantamostri. Vol. 2 (31 ottobre 2025)

Visto che l’anno scorso ci siamo divertiti, rieccoci: arriva la fine d’ottobre, arriva Halloween, e cogliamo la palla al balzo per una nuova selezione di canzoni a tema mostri, che oltretutto va in onda proprio il 31 ottobre, e non il giorno dopo com’era successo nel 2024. Non sappiamo dirvi se è nata una nuova serie, ma l’occasione che ci offriva il calendario era troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire. Come è noto, a noi di Halloween frega il giusto, e in redazione siamo troppo anziani per aver vissuto in prima persona il progressivo affermarsi di questa festa anche in Italia, quindi una bella playlist è il massimo e (miglior) contributo che possiamo dare alla causa: dodici brani, pubblicati soprattutto fra gli anni ’60 e gli anni ’80 del secolo scorso, anche se non manca qualche incursione più recente, due strumentali, e almeno due new entries per quanto riguarda i mostri rappresentati. E come sempre, tendendo fede al nome del nostro programma, tanti stili diversi (e a volte inconciliabili). Non vi spaventerete sicuramente, quindi cercate di divertirvi!

Questa la scaletta della puntata:

Comateens, The Munsters Theme (1981, Jack Marshall cover); Andrés Pajares, Dracula ye-ye (1968); The Frantics, Werewolf (1959); Los Locos del Ritmo, El fantasma (1965): Red Blood, Soul Frankenstein (put your money where your mouth is) (1976); Warren Zevon, Werewolves of London (1978); Roky Erickson and the Aliens, I walked with a zombiev(1980); The Dead Milkmen, Big lizard (1985); Super Furry Animals, Chupacabras (1997); Jonathan Richman, Vampiresa mujer (2009); YMA, Vampiro (2019); Nico Fidenco, Bem (1981).

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Tutto il calcio – A squarciagola (24 ottobre 2025)

A circa due anni dall’esordio, ecco il quarto capitolo della nostra serie dedicata alle canzoni a tema calcistico. Il titolo dà un suggerimento sul contenuto, e no, non si tratta di cori da stadio: oggi ci avventuriamo sul terreno minato degli inni delle squadre di calcio, genere singolarmente avaro d’ispirazione e prodigo di stereotipi, sia testuali che musicali. Difficile uscirne indenni, e per riuscirci ci siamo mossi a zigzag, con una preferenza per i campi di provincia e alcune imprevedibili sortite fuori dall’Italia. Non mancano le oldies, non mancano le bizzarrie, non mancano nemmeno i brani che alla fine non hanno mai rivestito la funzione di inno ufficiale. E sì, parlare solamente di undici squadre fra le migliaia possibili potrebbe suscitare il risentimento di alcuni tifosi, ma rilassatevi, questa non è una classifica, e non c’è nessun obiettivo da raggiungere: salvo quello di offrirvi un ascolto divertente e, speriamo, sorprendente. Come avrebbe detto l’indimenticabile Bruno Pizzul, tutto molto bello!

Questa la scaletta della puntata (fra parentesi, prima dell’anno d’uscita, il nome della squadra omaggiata):

Gerry & The Pacemakers, You’ll Never Walk Alone (Liverpool FC, 1963); Antonello Venditti, Roma (non si discute si ama) (AS Roma, 1974); Angelo [Pierangelo] Bertoli, Sunem al campanaun (SC Sassolese, 1973); Coro Pro Vercelli, Pro Vercelli Foot –Ball (FC Pro Vercelli 1892, fine anni ‘70); Guerino con il Complesso di Cesare De Cesaris, Dai, dai, Cesena! (Cesena FC, probab. 1967-1968); Johnny Bokelo, Orchestre Conga 68, F.C. Dragons (AS Dragons, 1969); Grupo Coisa Acesa, Hino para o CAT (Clube Atlético Taquaritinga, 1983); Massimo Melodia, Un fiore rosanero (Palermo FC, 1979); Reeds (Maurizio Potocnik), Sempre tu (Torino FC, 1985); Thees Uhlmann, Das hier ist Fußball (FC St. Pauli, 2012); Manuel Bongiorni, Dalle valli alla città (Piacenza Calcio 1919, 2023).

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Premio Tenco 2025 (17 ottobre 2025)

Arriva metà ottobre ed arriva il tempo del Premio Tenco. Quest’edizione della Rassegna della Canzone d’Autore, intitolata “Con la memoria”, si terrà a Sanremo dal 22 al 25 ottobre 2025. Moltissime le attività, così come gli artisti che saliranno sul palco dell’Ariston, come Goran Bregovic, Daniele Silvestri, Tosca, Ricky Gianco e i Baustelle (tutti premi Tenco alla carriera) o Lucio Corsi, Ginevra Di Marco, La Niña e Anna Castiglia (tutti targhe Tenco 2025). Ma ci saranno presentazioni di libri, spettacoli gratuiti alla Pigna di Sanremo, una master class dedicata a Lucio Dalla, documentari… e, come filo rosso, la Palestina con il Premio Yorum al poeta e scrittore palestinese Refaat Alareer, oltre alla presenza della storica band turca Grup Yorum, censurata e repressa dal regime di Erdogan. Ne parliamo con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco.

Ci ha accompagnato la musica di Goran Bregovic (Gas Gas), Daniele Silvestri (Il mio nemico), Ricky Gianco (Compagno sì, compagno no, compagno un caz’), Tito Schipa Jr. (Combat), Grup Yorum (Ölümden öte ne var), Tosca feat. Arnaldo Antunes (João), Baustelle (La guerra è finita), La Niña (Figlia d’a tempesta) e Lucio Corsi (Sigarette).

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Free Palestine! (10 ottobre 2025)

Da due anni Israele sta commettendo un genocidio a Gaza. Le immagini che ci arrivano dalla striscia lasciano sgomenti nel mezzo del silenzio complice della maggior parte dei governi. I morti sono quasi 70.000, senza contare le decine di migliaia di feriti e mutilati; oltre l’80% degli edifici e delle infrastrutture di Gaza sono state distrutte. In questo scenario che definire drammatico è poco, la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, i cui membri sono stati arrestati e torturati, ha ridato speranza, mobilitando centinaia di migliaia di persone nelle città di tutta Europa.

Di tutto questo ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e Gianluca Costantini, artista-attivista che sta portando in giro per l’Italia la mostra Nel mirino della memoria, dedicata ai quasi 200 giornalisti uccisi a Gaza dall’esercito israeliano.

Ci ha accompagnato la musica di Piotta (Free Gaza), Murubutu (Sumud), Cosmo (Brucia tutto) e Bassolino e Marzouk Mejri (Baid Alik).

Le Ultimissime

Último trago: Jyonson Tsu – 7月、8月、(黒い) 9 (Luglio, agosto, settembre (nero), 2011).

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FLIB 2025 (3 ottobre 2025)

Il Festival di Letterattura Italiana di Barcellona è arrivato alla sua quarta edizione, che si terrà in varie location del quartiere di Gràcia dal 16 al 21 ottobre. Luogo di incontro e ponte tra la letteratura italiana e quella spagnola e catalana, il FLIB 2025 è dedicato a “Gli anni in tasca”, una retrospettiva su questo primo quarto del XXI secolo. Ma una retrospettiva che guarda sempre avanti. Tanti gli ospiti, così come le attività che, oltre a presentazioni di libri, dialoghi e recital, includono anche spettacoli e un laboratorio di scrittura. Ne parliamo con Cecilia Ricciarelli, direttrice del FLIB, e con lo scrittore Paolo Di Paolo, che aprirà il festival con due incontri il 16 ottobre alla Biblioteca Jaume Fuster.

Ci ha accompagnato la música di Oliver & The Black Spirits (Anoshereketa), Wayku (Amazonas) e The Ex (In the Rain).

Le Ultimissime

Último trago: Meiju Suvas – Viet itsekontrollin (Raf, Self Control – 1984)

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Tre anni di Meloni (26 settembre 2025)

Il 25 settembre 2022 la destra vinceva la elezioni in Italia. Un mese dopo Giorgia Meloni si insediava a Palazzo Chigi, guidando il governo più a destra di tutta la storia republicana. Per la prima volta dal 1945, e proprio nel centenario della marcia su Roma, gli eredi del fascismo sono diventati il partito di maggioranza relativa. Che bilancio possiamo fare di tre anni di governo Meloni? Com’è cambiato il paese? Che rischi ci sono per i diritti e le libertà? Ne parliamo con Cinzia Sciuto, direttrice di Micromega, e Francesco Olivo, corrispondente da Roma per La Vanguardia.

Ci ha accompagnato la musica di Delta V (Nazisti dell’Illinois), Iza & The Visions (Fuori dalla porta) e Riccardo Sinigallia (Che male c’è).

Último trago: Fausto Amodei – Non è finita a Piazza Loreto (1974)

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Ora e sempre, Leoncavallo! (19 settembre 2025)

Lo scorso 21 agosto il governo Meloni ha sgomberato il Leoncavallo. Non è la prima volta per il mitico centro sociale autogestito milanese con mezzo secolo di storia alle spalle. Era già successo nel 1989 en el 1994. Il 6 settembre la città meneghina è scesa in piazza dimostrando una grande solidarietà. Il futuro ora è incerto in un contesto segnato non solo dalle politiche repressive dell’esecutivo di estrema destra, ma anche dalla mancanza di volontà politica dell’amministrazione comunale e, soprattutto, da un contesto segnato da un proceso di gentrificazione che ha di fatto privatizzato lo spazio pubblico della città. Di tutto questo ne parliamo con il giornalista Andrea Cegna e con uno storico frequentatore del Leoncavallo, Daniele Farina.

Ci ha accompagnato la musica di Onda Rossa Posse (Batti il tuo tempo), Gang (Perché Fausto e Iaio?), Meg (Running Fast), Area (Il faut marteler), Giorgio Poi (Delle barche e i transatlantici).

– Le Ultimissime

Último trago: Alessandro D’Alessandro con Musica Nuda – Quello che non voglio

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Le canzoni dell’estate. Vol. VIII (11 luglio 2025)

E rieccoci: finisce un’altra stagione del nostro Zibaldone, e finisce esattamente come ve lo aspettereste: un nuovo capitolo della nostra saga dedicata alle canzoni dell’estate, e sono otto! Ormai dovreste saperlo, ma ve lo ripetiamo: il concetto di tormentone estivo non ci entusiasma, mettiamola così, e spesso ci piace sfruttare la tematica come mero pretesto per proporvi brani inattesi e poco noti, all’insegna delle oldies e dello zapping fra generi. Shakerate il tutto, ed eccovi una bella playlist per distrarvi dalla canicola insopportabile di un’estate da pieno cambio climatico. Noi ci risentiamo a settembre. Fate i bravi, divertitevi, rilassatevi ma, ci raccomandiamo, non ascoltate i negazionisti climatici. Buon ascolto e buone vacanze!

Questa la scaletta della puntata:

Riccardo Del Turco, Luglio (1968); Gino Bramieri, Non gettarmi la sabbia negli occhi (1964); Vanna Brosio, Sulla spiaggia non si può (1964); Belle and Sebastian, A Summer wasting (1998); The Limiñanas, Le bel été (2019); Tina et Les Farlaines, Un été sur la plage (1984); Ivan Cattaneo, Pupa (1980); Giuni Russo, Sere d’agosto (1983); Fuzzy, Girl don’t tell me (cover The Beach Boys, 1996); Ada Oda, Figlia d’Europa (2025); Pavement, Summer babe (winter version) (1992); Kool & The Gang, Summer madness (1974).

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Barcellona e l’Italia (4 luglio 2025)

Barcellona ha sempre guardato all’Italia e l’Italia ha sempre osservato con curiosità, interesse e sete d’avventure la città di Barcellona. Si sa che la comunità italiana residente nella Ciutat Comtal, ora numerosissima, è stata molto attiva fin dall’inizio dell’Ottocento. Ma poi c’è tutta una serie di legami, vincoli e aneddoti che hanno a che fare con la poesia, la prosa, il cinema e il teatro. Da Pasolini a Calvino, da Montale a Soldati e un lunghissimo eccetera. Di tutto questo parla Solare, notturna e sonora. Literatura i cultura italiana a Barcelona, il primo volume della collezione Barcelona en la Literatura Universal, di cui è autrice Amaranta Sbardella, che ci accompagna in questa puntata di Zibaldone.

Ci ha accompagnato la musica di Massaroni Pianoforti (Bologna sotto i portici), Statuto (Barcellona), Thruppi (Denti perfetti) ed Energumeni (Energumeni)

Le Ultimissime

Joe Dassin – Le petit pain au chocolat (Luglio, Riccardo Del Turco, 1969)

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Lema (20 giugno 2025)

La parola spagnola «lema» si può tradurre in italiano come motto o slogan. Questo è il titolo del nuevo disco di Paolo Angeli, che ci accompagna in questa puntata di Zibaldone. Lema è una sintesi diretta, capace di inglobare la complessità di un pensiero musicale senza steccati tra i generi, in cui Paolo sviluppa i trent’anni di convivenza con la sua unica e inimitabile chitarra sarda preparata. Un album, che ingloba tradizione e controculture musicali, che si presenta come un viaggio tra le diverse sponde del Mediterraneo. Tra i brani c’è anche “Nakba”, versione in gallurese della poesia If I must die di Refaat Alareer, poeta palestinese ucciso a fine 2023 dai bombardamenti israeliani. Da Lema ci siamo ascoltati Azafrán, Sciumara e Nakba.

Ci ha accompagnato anche la música di Elana Sasson (Ay ke buena e Nerges).

 Ultimissime

Último trago: Lena ValaitisOh cavallo (Don Quichotte) [Samarcanda, 1978)

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Gianfranco Manfredi, cantautore e fumettista (13 giugno 2025)

Parlare di una figura come quella di Gianfranco Manfredi, scomparso lo scorso 24 gennaio all’età di 76 anni, può risultare complesso, data l’estrema versatilità che lo ha caratterizzato nel corso di circa mezzo secolo di attività: cantautore, romanziere, saggista, sceneggiatore e attore cinematrografico, autore televisivo, fumettista. È per questo che per ricordarlo, come si intuisce dal titolo di questa puntata di Zibaldone, abbiamo deciso di concentrarci su due aspetti in particolare della sua produzione, quella musicale e quella fumettistica, che hanno caratterizzato rispettivamente, in modo preponderante ma non necessariamente esclusivo, la fase iniziale e l’ultimo trentennio della sua carriera.

Per raccontare il Manfredi musicista, abbiamo selezionato alcuni brani particolarmente rappresentativi da una discografia comunque ampia, che comprende anche un nutrito numero di canzoni scritte per altri interpreti. Per il Manfredi sceneggiatore di fumetti, ci siamo invece collegati all’attualità, visto che è uscita da pochissimo per i tipi di Allagalla una graphic novel postuma, “Il diario di Adelaide”, disegnata da Marta De Vincenzi e Alessandro Ravera, che racconta una pagina poco nota di storia italiana di fine anni ’70. Ne abbiamo parlato con Roberto Guarino di Allagalla, che ci ha illustrato i dettagli di questo progetto in un’esaustiva intervista. Ma volendo, lo avrete capito, ci sarebbero stati spunti a sufficienza per dedicare a Manfredi anche lo Zibaldone della prossima settimana.

Questa la scaletta della puntata:

Gianfranco Manfredi, Ma chi ha detto che non c’è (1976); Tex (1985); Sarà, però… (2003); Dagli Appenini alle Bande (1977); Liquerizia (1979); PFM, Svita la vita (1978).

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Il Rapporto Italia – giugno 2025 (6 giugno 2025)

Giugno è iniziato, l’estate è alle porte, e prima che questa stagione di Zibaldone giunga al termine ci sembra cosa buona proporvi un’altra edizione – la quinta- del Rapporto Italia, il nostro format dedicato alle uscite discografiche italiane degli ultimi mesi, ormai attestatosi su coordinate più alternative (e il fatto che possiate leggere questo termine sia in inglese che in italiano la dice lunga su quanto sia ormai vaghissimo) rispetto a quelle tradizionali del nostro programma. Lo scorso Rapporto uscì alla fine del 2024, poco prima di natale, ed è da lì che riprendiamo la nostra esplorazione con dischi usciti nella prima metà del 2025 all’insegna della solita varietà stilistica, con dosi variabili di pop psichedelico e altre declinazioni della psichedelia, ballate più o meno oniriche, lo-fi, new wave, post e synth punk, garage, kraut e noise rock e hauntology: per una puntata di un’ora dovrebbe essere sufficiente, non credete?

Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono del 2025, eccetto quello dei Maverick Persona che è di fine 2024):

Radio Trapani, Anton Sconosciuto, Miss youOrelle, Ortiche; Neoprimitivi, La teiera nera; Laura Vittoria, Non dico niente; Maverick Persona, Where are you; Simona Norato, Pater Noster; Laguna Bollente, Sette mediatiche; The Bad Plug, Moonflower fields; TV Dust, Smelly floor; Asino, Olimpionica/Funeralia; 30 Door Key, Someone at the top of the stairs.

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Il blues dell’orso (30 maggio 2025)

Blues? Orsi? Cosa può accomunare questi due termini? Una leggenda, per esempio, e questa leggenda è il tema principale dello Zibaldone di oggi. Ospite della puntata è Elli De Mon, al secolo Elisa De Munari, blueswoman, polistrumentista e autrice di vari libri, sia di fiction che saggistica. Dopo numerosi album in inglese disseminati nell’arco di una dozzina d’anni, nello scorso febbraio Elli ha pubblicato Raise (Rivertale Productions), un concept interamente cantato in dialetto vicentino che racconta, attraverso il viaggio di un personaggio chiamato Orso, la leggenda fondativa del suo paese natale, Santorso, appunto in provincia di Vicenza. Ma Raise è in realta a tutti gli effetti un progetto multimediale, visto che la storia è anche al centro di un libro omonimo, scritto da Elli, illustrato dal fumettista (e musicista) Luca Peverelli e pubblicato da Edizioni Underground. Con Elli abbiamo parlato di tutto questo, di blues, di radici, di dialetti, ma anche… di musica indiana.

A completare il programma di giornata, anche alcuni brani di altri artisti tutti cantati in lingue locali del nordest italiano.

Questa la scaletta della puntata: Elly De Mon, Prove it on me blues (cover di Ma Rainey), Raise, Orso, El me moro; Toni Bruna, Ombre cinesi; Massimo Silverio, Jevâ.

Último trago: Frizzi Comini Tonazzi,  Il soldât di Napoleon (cover di Sergio Endrigo, 2004).

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La repubblica di Johnson Righeira (23 maggio 2025)

No, tranquilli non è che vi siete addormentati durante vari anni e Johnson Righeira è diventato di punto in bianco il successore di Sergio Mattarella. Il che, detto en passant, non ci dispiacerebbe affatto (senza nulla togliere a Mattarella). Più semplicemente, la ragione del titolo dello Zibaldone di questo venerdì è che la prossima settimana Johnson Righeira sarà uno degli artisti che parteciperanno a Italia Republik, una due giorni di musica, dibattiti e teatro che si terrà il 31 maggio e l’1 giugno al Moll de la Fusta di Barcellona. Ne parliamo con Diego Fiore, organizzatore del festival, e con il mitico Johnson, ospite d’eccezione di questa puntata.

Dei Righeira ci siamo ascoltati Vamos a la playa, La mujer que tu quieres, No tengo dinero e Compañero, mentre di Johnson Righeira in solitario vi abbiamo proposto una chicca, Clonazione Geghegè

Le Ultimissime

Último trago: Ravages – Rendez-vous sur la playa (Vamos a la playa, 2021)

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I referendum dell’8-9 giugno (16 maggio 2025)

Per quanto nessuno (o quasi) ve lo stia dicendo, in primis il governo di estrema destra di Meloni & Co., i prossimi 8 e 9 giugno si voterà per un referendum in Italia. Si tratta di un appuntamento importante con cinque quesiti referendari su tematiche cruciali per il futuro della nostra società, quali il lavoro e la cittadinanza. Il silenzio dei media e delle istituzioni è assordante e vergognoso, così come l’esplicito invito all’astensione di chi occupa cariche importanti dello Stato, come il presidente del Senato. Solo dei cittadini informati possono partecipare coscientemente alla vita pubblica.

Nel nostro piccolo, da Zibaldone cerchiamo di fare il nostro dovere e, appunto, informare riguardo ai referendum dell’8-9 giugno: su cosa si vota, perché si vota e cosa implicherebbe la vittoria del sì. Invitiamo dunque tutti a informarsi e ad andare a votare. Di tutto questo, ne parliamo con Vincenzo Giordano, presidente del patronato INCA Spagna e coordinatore del comitato per il sì per la Spagna e il Portogallo.

Ci ha accompagnato la musica di Carlone, Li Calzi, Righeira (Lavorare con lentezza), Rino Gaetano (L’operaio della Fiat – La 1100), Amir Issaa (Straniero nella mia nazione), Miranda Martino (Stasera tornerò), Cristina Donà (Senza disturbare) e Tre Allegri Ragazzi Morti & Pierpaolo Capovilla (Lavorare per il male).

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La cronaca si fa romanzo (9 maggio 2025)

La cronaca può farsi romanzo? La risposta è ovviamente sì. Ma come? E con che obiettivi? Questo è il tema della puntata dello Zibaldone di questa settimana. Ne parliamo con Silvia Cassioli, autrice de Il Capro (2022) e Wilma (2024), usciti entrambi per i tipi de Il Saggiatore, basati su casi di cronaca autentici, ossia i delitti del Mostro di Firenze e il caso Montesi.

Ci ha accompagnato la musica di Calibro 35 (Reptile Strut), Dani Nel·lo + Organ Trio (El Caso Montesi), Le Orme (Gioco di bimba), Giorgio Poi (Uomini contro insetti) e Any Other (Distratta)

Último trago: Los Petardos! feat. Arndnaxela – Cuando, Cuando, Cuando (Quando, quando, quando, Tony Renis)

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Amore e memoria (2 maggio 2025)

L’amore e la memoria sono da sempre legati a doppio filo. Li si può declinare in tanti modi. Uno di questi è quello che propone Paolo Enrico Archetti Maestri nel suo primo album da solista, Amorabilia, “un termine – spiega Paolo – che nasce dall’incontro tra le parole Amore e Memorabilia. Un incontro che per alcuni sarà il figlio di una deviazione, di uno sbaglio, di un legame contro natura, quando invece altro non è che un atto di amore e condivisione profonda. Una necessità poetica”. Dopo trent’anni con gli Yo Yo Mundi, Archetti Maestri non lascia una band che ha segnato la canzone d’autore italiana, ma aggiunge un tassello personale a questo suo viaggio. Ne parliamo con lui in questa puntata di Zibaldone. Da Amorabilia abbiamo ascoltato La bimba che sognava Maradona, Iaio e Fausto e L’amore trova sempre la sua strada.

Vi abbiamo proposto anche i brani degli Yo Yo Mundi (Sciopero, Amore non ne avremo e L’ultimo testimone – Inchiostro Electro Concept) e Alessio Lega (Chi ha portato quei fiori per Mara Cagol?).

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Cinquanta biglietti del tram (25 aprile 2025)

In questo ottantesimo della Liberazione dal nazifascismo, a Zibaldone abbiamo voluto ricordare un altro anniversario strettamente legato alla data del 25 aprile: il cinquantesimo dall’uscita di Un biglietto del tram, il concept album degli Stormy Six dedicato interamente alla Resistenza, uscito proprio nel 1975. Per parlarne ci accompagna Franco Fabbri, musicologo e colonna portante degli Stormy Six.

Di Un biglietto del tram nella versione originale degli Stormy Six vi abbiamo proposto Nuvole a Vinca, 8 settembre e La sepoltura dei morti. Stalingrado l’abbiamo sentita nella versione della Banda Roncati, mentre Dante Di Nanni nella versione de LastanzadiGreta.

Buon 25 aprile a tutti! Ora e sempre, Resistenza!

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Viva la Repubblica! (11 aprile 2025)

Il 14 aprile saranno passati 94 anni dalla proclamazione della Seconda Repubblica in Spagna. Quel giorno si apriva una tappa di speranza in un’Europa che stava per essere sommersa dall’ondata del fascismo. Una tappa, purtroppo, breve che si chiuse, come si sa, con la vittoria di Franco nella guerra civile. L’ultima graphic novel di Claudio Stassi, República (Planeta, 2024), parla anche di tutto questo. Ma lo fa con una prospettiva del tutto particolare – il ricordo dell’esperienza repubblicana durante gli anni più duri della repressione franchista – e da un luogo che pochi conoscono, il paesino di Priego de Córdoba, dove nel 2008 fu trovata una pellicola – rimasta nascosta per oltre settant’anni – che racconta quel lontano 14 aprile del 1931. Ne parliamo con Claudio Stassi.

Ci ha accompagnato la musica di Cornelius Cardew (Himno De Riego), Sandra Sangiao (Gallo Rojo Gallo Negro), Watcha Clan (El quinto regimiento), Kiwi666 (Commuters) e LATLETA (Fare niente).

Le Ultimissime

Último trago: Los 5 Musicales – La Bambola (Patty Pravo, 1968)

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Gramsci e il jazz (4 aprile 2025)

Dopo due settimane, qui a Zibaldone parliamo nuovamente di jazz. Ma questa volta facciamo un passo indietro nel tempo e la prospettiva è tutt’altra. Parliamo infatti delle origini del jazz in Italia – ma non solo – e delle riflessioni che sul jazz fece Antonio Gramsci. Appunti, intuizioni, accenni di uno dei più grandi intellettuali del nostro paese che fanno riflettere sulle trasformazioni della società nei primi decenni del Novecento. Ci accompagna Roberto Franchini, giornalista, scrittore e autore di Gramsci e il jazz (Bibliotheka, 2024).

Ci ha accompagnato la musica di Josephine Baker (That Certain Feeling), Duke Ellington and His Cotton Club Orchestra (Black Beauty), I Pionieri del Jazz a Torino  (Sheik Of Araby), Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Antonello Venditti & Mario Schiano (L’Internazionale) e Quartetto di Giorgio Gaslini (Cancion del Poder Popular).

– Le Ultimissime

Último trago: Ada Montellanico con Michel Godard – Heroes (2021)

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La storia ci darà ragione. Omaggio a Dandy Bestia (28 marzo 2025)

Lo scorso 16 marzo ci ha lasciato Dandy Bestia, al secolo Fabio Testoni, colonna portante per quasi quarant’anni degli Skiantos insieme, ovviamente, all’indimenticabile Freak Antoni. Questa settimana abbiamo voluto dedicare a lui la puntata di Zibaldone: un dovuto omaggio a un grande artista, troppo spesso misconosciuto. Ci ha accompagnato Lorenzo “Lerry” Arabia che, insieme a Gianluca Morozzi, ha scritto Una storia come questa non c’era stata mai prima …e non ci sarà mai più (Goodfellas, 2022), il libro-biografia della band bolognese che ha portato il rock demenziale a delle vette altissime. Fabio Testoni è morto: viva Dandy Bestia! E viva gli Skiantos!

Degli Skiantos ci siamo ascoltati Karabigniere Blues, Ehi, ehi, ma che piedi che c’hai e La ballata del cantautore triste, de I Ruvidi del Liscio Andiamo al CRAL e di Fabio Testoni Novembre.

Le Ultimissime

– Último trago: Skiantos – Sono un ribelle mamma

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In jazz (21 marzo 2025)

Sarà per questo marzo piovoso come non si ricordava da tempo anche sul litorale catalano. O forse sarà perché abbiamo voglia di immaginarci in qualche locale piovoso della Parigi degli anni cinquanta. Le ragioni non sono chiare, insomma. In ogni caso, questa puntata del nostro Zibaldone la abbiamo voluta dedicare interamente alla musica jazz. Da una parte, vi presentiamo alcune nuove uscite di jazzisti italiani che vi consigliamo di conoscere, se ancora non lo avete fatto, e di seguire. Dall’altra, abbiamo un ospite d’eccezione: il musicista e compositore basco Juan De Diego che ci presenta il nuovo disco del suo quartetto Grabelariak, Azken Uda, da cui ci siamo ascoltati il brano che dà il titolo all’album, Ali Kinshasa e Bagoaz.

Ci ha accompagnato la musica di Javier Girotto e Aires Tango (Milongon del Foro), Eugenio Renzetti (Esperimento 3), Sliders (Un’estate al mare) e Danyart New Quartet (Lampedusa).

Le Ultimissime

Último trago: Francesc Pi De La Serra – Rodamóns Beats (Lazzari felici, 1995)

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Donne irriducibili al conformismo (14 marzo 2025)

Di donne irriducibili al conformismo ce ne sono tantissime. Una di queste è stata, senza dubbio, Annabella Rossi, figura di assoluto rilievo nella ricerca antropologica. Tra gli anni cinquanta e ottanta, Rossi, discepola di Ernesto De Martino, ha raccolto un’ampia documentazione sonora, fotografica e audiovisiva con una particolare attenzione alle forme della religiosità popolare nel Meridione, alla cultura materiale e alla tematica dell’esclusione delle classi subalterne. Ma la sua vita è stata ricca di incontri, di viaggi, di progetti… Ne parliamo con Francesco Faeta e Francesca Romana Uccella, autori di Annabella Rossi. Album di famiglia di un’antropologa (Squilibri editore, 2025).

Ci ha accompagnato la musica di Angela Baraldi (Joséphine), Barbara Dane (See, See Rider), Marianne Faithfull (Witches’ Song e Mother Wolf) e Piero Ciampi (Confiteor #0).

Le Ultimissime

– Último trago: Zoitsa KourkouliElpides (C’è chi spera, 1967)

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Il caso Paragon (7 marzo 2025)

Giornalisti e attivisti spiati da un’impresa israeliana che vende i propri servizi solo a governi. Il governo Meloni glissa, si contraddice, nega. Ma che ruolo hanno avuto i servizi e lo Stato italiano nel caso Paragon, conosciuto a inizio febbraio, che dimostra la fragilità delle nostre democrazie e l’assoluta mancanza di rispetto dei diritti fondamentali? Sono quasi un centinaio le vittime, di cui sette italiani, tra cui il direttore del quotidiano digitale Fan Page, Francesco Cancellato, e gli attivisti Luca Casarini e Beppe Caccia, fondatori della ONG Mediterranea Saving Humans, che da sette anni opera nel Mediterraneo per salvare migliaia di vite di migranti.

Ne parliamo con Alessandro Orlowski, esperto in cybersecurity e fondatore della start up Water on Mars, e con Beppe Caccia.

Ci ha accompagnato la musica di Eugenio Finardi (La CIA) e Berto Pisano (La spia che viene dal mare).

– Le Ultimissime

Último trago: Orquestra Billo’s Caracas BoysToda la vida (Tutta la vita, Lucio Dalla, 1987)

 

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In attesa di un miracolo (21 febbraio 2025)

Sì, visto come va il mondo, abbiamo davvero bisogno di un miracolo. O, detta tra noi, anche più d’uno… Oggi però non parliamo di Trump, Musk, Milei o Meloni. O almeno non direttamente. E non parliamo nemmeno di religioni, madonne e santi. Parliamo di un disco che esce proprio questo 21 febbraio, il cui titolo è solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea (tutto in minuscolo: non è un errore). Un album con una lunga gestazione – oltre 15 anni – che fa dialogare in modo assolutamente geniale la tradizione del classicismo viennese e del primo romanticismo tedesco con la canzone d’autore. Ne parla con noi Michele Gazich, autore di questa piccola perla.

– Ci ha accompagnato anche la musica di George Harrison (Be Here Now) e Mesolella & Spinetti (La pantera rosa).

Le Ultimissime

Último trago: Bianca – Viva o Robot (Ufo Robot, 1978)

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Berlinguer, ti vogliamo bene! (14 febbraio 2025)

Il 2024 è stato il quarantesimo della morte di Enrico Berlinguer e il 2022 il centenario della nascita. Molte sono le iniziative che hanno ricordato il più amato segretario del Partito Comunista Italiano: mostre, documentari, libri… Tra questi, ci sono anche due volumi pubblicati in Spagna: Berlinguer y Europa. O los orígenes del socialismo en libertad (Icaria, 2023) e Barcelona, capital de l’eurocomunisme. Berlinguer i el míting de la Monumental del 1978 (Icaria, 2024).

Di questi progetti editoriali e della figura di Berlinguer ne parliamo con il curatore, Marcello Belotti, e con lo storico Alexander Hobel, co-curatore della mostra “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”, che in questi mesi si può visitare in Sardegna, e curatore di La pace al primo posto. Scritti e discorsi di politica internazionale (1972-1984) di Enrico Berlinguer (Donzelli, 2023).

Ci ha accompagnato la musica di Danilo Rea (Song for Enrico), Lucio Dalla (Ho cambiato la faccia di un dio), Iosonouncane con Daniela Pes (I funerali di Enrico) e Nanni Svampa, Lino Patruno e Ria De Simone (Coro del Compromesso Storico).

Le Ultimissime

– Último trago: Murciano Total – Bandera Blanca (Bandiera bianca, Franco Battiato – 2013)

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Respinti all’Ariston. Vol. 3 (7 febbraio 2025)

Per i cantanti ci sono molti modi per rimanere esclusi dalla liturgia del Festival di Sanremo, l’unico evento ormai capace, anche più della Nazionale, di riunire un popolo intero a commentare davanti ad uno schermo o a schierarsi furiosamente sui social.

Il più comune, sperimentato ormai da migliaia di artisti, è di presentare uno o più brani alla commissione selezionatrice e vederseli respinti per i motivi più disparati (e spesso secondo criteri odiosi, quali la popolarità o addirittura la telegenia). Ma può anche accadere che si sia selezionati, e poi la casa discografica ritiri il brano per protestare contro la non ammissione di un altro; oppure che l’organizzazione chieda di modificare il brano, pena l’esclusione; o, ancora, che il/la cantante litighi con i propri discografici, decidendo di ritirarsi all’ultimo momento…

Eccoci quindi arrivati al terzo capitolo di “Respinti all’Ariston”, la serie che esplora il what if? di Sanremo dagli anni Cinquanta ad oggi.  Neanche quest’anno vi proponiamo i Jalisse, che sommano questa terza esclusione di fila alle trentotto dal Festival ufficiale (raggiungendo così un nuovo record), ma vi presentiamo undici brani che spaziano dal pop più classico alla canzone d’autore, passando per la prima new wave e toccando anche il genere demenziale.

Questa la scaletta della puntata:

Katyna Ranieri, Zingara (1955); Louiselle, Ascoltami (1965); Riccardo Del Turco, Parla di te (1965); Mia Martini, L’amore è il mio orizzonte (1976); Chrisma, Lola (1977); Ric e Gian, Ma perché (1981); Marcella Bella, Nell’aria (1983); Paolo Pietrangeli, Caucciù (1999); Avion Travel, Se veramente Dio esisti (2018); Paolo Benvegnù, Avanzate, ascoltate (2011); La Crus, Mangia dormi lavora ripeti (2024).

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Tutto il calcio – Assi d’oltrefrontiera (31 gennaio 2025)

1995: esattamente trent’anni fa la sentenza Bosman rivoluzionava il calcio europeo, togliendo ogni limite alla presenza di giocatori comunitari e portando alla situazione attuale, che vede spesso squadre di Serie A senza nemmeno un italiano in campo. E pensare che nel 1980, quando l’Italia riapriva le frontiere dopo quindici anni di blocco, ogni squadra, di stranieri, poteva schierarne al massimo uno…

Siamo ormai al terzo capitolo della nostra serie “Tutto il calcio canzone per canzone”, e fra le migliaia di canzoni sul calcio scritte in giro per il mondo, stavolta ne abbiamo scelte 11 legate da un filo comune: gli assi stranieri che hanno giocato nel campionato italiano.

Dagli “oriundi” degli anni Cinquanta agli idoli degli Ottanta, fino ai giorni nostri, dai cantanti più o meno improvvisati ai cantautori innamorati del pallone, troverete come sempre un po’ di tutto: pop, oldies, rock, brani strumentali, easy listening, samba, hip hop, indie. Buon ascolto!

Questa la scaletta della puntata:

Orchestra California (canta Jim Flaminio), Sivori da ballare (1961); Lennart »Nacka» Skoglund, Vi hänger me’ (1958); José Altafini, La rosa (1967); Carlo Celi, Trevor Francis (1984); Jorge Ben Jor, Falcão (L’Ottavo Re di Roma) (1983); Movimento Artistico Pesante, Van Basten (2013); Alexi Lalas, Kickin’ Balls (1994); Yeah, Mr. Bergkamp (1996); Dionysos, Platini(s) (2012); Willie Peyote, Glik (2013); Maistah Aphrica, G. Weah (2019).

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Frantumare le distanze. Omaggio a Paolo Benvegnù (24 gennaio 2025)

Lo scorso 31 dicembre ci ha lasciato improvvisamente Paolo Benvegnù, uno dei più amati cantautori italiani. Paolo ha lasciato un grande vuoto. A lui abbiamo voluto dedicare questa puntata di Zibaldone per ripercorrere una carriera iniziata negli anni Novanta con gli Scisma e continuata, a partire dall’apprezzato Piccoli fragilissimi film (2004), come solista. Ma Paolo ha sempre amato collaborare con tanti artisti e amici. E proprio questo è il fil rouge che abbiamo voluto seguire in questo omaggio. Ci accompagnano Berardo Staglianò (Sentieri Sonori, Radio Ara – Lussemburgo) e Olden che ha coinvolto Paolo nel suo ultimo album, La fretta e la pazienza (2024).

Di Paolo Benvegnù ci siamo ascoltati Cerchi nell’acqua (con l’Orchestra Multietnica di Arezzo), Nel silenzio, Io e il mio amore (live Radio Ara), Italia pornografica, America (con Petra Magoni, Monica Demuru, Ares Tavolazzi) e Atmosphere. Degli Scisma vi abbiamo proposto Jetson High Speed.

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Cosa possiamo aspettarci da Trusk? (17 gennaio 2024)

Il 20 gennaio si terrà la cerimonia di insediamento di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d’America. Cosa possiamo aspettarci da questo secondo mandato del leader del movimento MAGA? Che ruolo giocherà Elon Musk? Il ritorno di Trump alla Casa Bianca segnerà la fine della democrazia negli USA? L’ordine liberale internazionale creato dopo la Seconda Guerra Mondiale è arrivato al capolinea? Che impatto avrà tutto ciò sul governo italiano guidato da Giorgia Meloni? Di tutto questo abbiamo parlato insieme al giornalista e saggista Leonardo Bianchi e al corrispondente de La Vanguardia in Italia, Francesco Olivo.

Ci ha accompagnato la música di REM (It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)), Creedence Clearwater Revival (Fortunate son), The O’Jays (Love train) e Barbara Dane (I hate the capitalist System)

Último trago: Tony Orlando & DawnTomorrow’s Got to Be Sunny (Far finta di essere sani, Giorgio Gaber, 1975).

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Compost incondizionato (10 gennaio 2025)

Era da un po’ che qui a Zibaldone non dedicavamo interamente una puntata a interviste con musicisti che ci parlano dei loro nuovi dischi. Dunque, per iniziare bene il 2025 – anno che, detto en passant, non comincia sotto i migliori auspici, politicamente parlando – abbiamo voluto con noi due artisti davvero a tutto tondo, geniali e intelligenti, che non smettono mai di stupire. E, tra l’altro, molto prolifici.

Parliamo del torinese Paolo Rigotto che ci presenta il suo “settimo gingillo”, Compost – da cui ci siamo ascoltati E se mi va e il brano che dà il titolo all’album – e del reggiano Fabrizio Tavernelli che ci parla di Resa incondizionata, da cui vi abbiamo proposto Pomodori e Ci sta.

Piccolo omaggio a Paolo Benvegnù (Breve storia di Francesco C, classe 1929)

Le Ultimissime

Último trago: César Costa – Lisa de los ojos azules (Lisa dagli occhi blu, Mario Tessuto, 1970)

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Le canzoni di Natale Vol. VII (20 dicembre 2024)

Si avvicina un altro Natale e quindi ecco arrivare, ormai per la settima volta,  lo speciale di Zibaldone dedicato alle canzoni natalizie: una serie indubbiamente longeva, ma che potrebbe potenzialmente durare per decenni, considerata la mole spaventosa di musica che questa festività ha generato. Fate di questo speciale ciò che volete: usatelo per insinuarvi meglio nel clima delle feste, o per fuggire dalla retorica melensa alla quale i mezzi di comunicazione difficilmente rinunciano. Noi, da parte nostra, faremo del nostro meglio per portarvi in giro per il mondo con artisti provenienti da Stati Uniti, Cuba, Francia, Kenya, Brasile, Catalogna, Italia, Giappone e Gran Bretagna e tutto questo in appena un’ora, perché non temiamo confronti con Giulio Verne. E no, non temete, quella canzone natalizia almeno noi non ve la faremo sentire mai.

Con questa puntata, Zibaldone si prende una meritata pausetta. Ma torneremo, carichi come non mai, il prossimo 10 gennaio 2025! Buone feste!

Questa la scaletta della puntata:

Gayla Peevey, I want a hippopotamus for Christmas (1953); Álvarez Guedes, Cada vez que pienso en ti (1977); Edna Gallix, Petit Papa Noël (1977); Orchestre Baba National, Kakolele Viva Christmas (pt. 2)  (1976); João Gilberto, Presente de Natal (1961); Marvin Gaye, I want to come home for Christmas (1972); El Petit de Cal Eril + Anímic, Caga tió (2009); Renzo Zenobi, Corriera di Natale (1981); Inokashira Rangers, Merry Christmas, Mr. Lawrence (Ryuichi Sakamoto cover, 2020); The Futureheads, Christmas was better in the 80s (2010); The Sonics, Don’t believe in Christmas (1965).

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Il Rapporto Italia – dicembre 2024 (13 dicembre 2024)

Il 2024 sta per concludersi, e visto che l’ultimo Rapporto Italia risaliva ormai allo scorso marzo (e alla scorsa stagione del programma), eccoci tornare alla carica con la quarta edizione di questo format: una panoramica sulle uscite italiane degli ultimi mesi, partendo proprio da marzo per arrivare fino alla fine di novembre, con la volontà di spaziare fra generi diversi e coordinate artistiche anche lontane: post-punk, pop alternativo, indie folk, lo-fi, psichedelia, alt-folk, math rock, emo, kraut, ambient, e altre sfumature che le benedette e maledette etichette fanno fatica a veicolare. Vi convocheremo fra qualche mese per il prossimo Rapporto: intanto godetevi questo e aiutateci a esplorare il nostro amatissimo sottobosco italiano.

Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono del 2024):

Porta d’Oro, ; Lepre, Acufene;  Gaia Morelli, Geografia; Sleap-e, Poetry; Francesca Bono, The trick; Nic T., Morpheus; Guinevere, I need a glass of water; Stato Brado, Asini!; Milo, Snacky; Volkwerk Folletto, Rokko-Kokko; Michael It’z, Coccinella.

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L’anarchico che tentò di uccidere Mussolini (6 dicembre 2024)

Il Novecento è ricco di vite incredibili. Una di queste, quasi sconosciuta, è quella dell’anarchico Bruno Castaldi. Nel 1921, reduce dalla Grande Guerra, tentò due volte, da solo, di uccidere Mussolini. Non perdonava al fondatore del fascismo di avere tradito la causa socialista. Ricercato dal regime, è poi stato per oltre un quarto di secolo esule in mezza Europa e Nord Africa, finendo a combattere con i repubblicani nella Guerra Civile spagnola e con gli inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Ne parliamo con il giornalista Onide Donati, autore insieme a Aurora Castaldi, figlia di Bruno, di Io contro il Duce. Una storia di amore e d’anarchia (Strisciarossa/AIEP, 2023).

Ci ha accompagnato anche la musica di Calibro 35 feat. Marco Castello (Lunedì cinema), Dio Valzer (Stornelli d’esilio), Les Anarchistes (A las barricadas), Nino Rota (Twist delle scarpe) e Bruno Schiavo (Amores incríveis).

Le Ultimissime

Basilio Santini

Último trago: Piero (De Benedictis) La caza al Bisonte (La caccia al bisonte, Ivano Fossati e Gianni Morandi, 1976)

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La moda juvenil: gli anni della Movida (II) (29 novembre 2024)

Continuiamo il nostro viaggio nella Movida madrilena…

Questa la scaletta della seconda e ultima puntata:

Alaska y Los Pegamoides, Bailando (1982); Alaska y Dinarama, Ni tú ni nadie (1984); Los Nikis, Olaf el vikingo (1985); Polanski y el Ardor, Ataque preventivo de la URSS (1982); Aviador Dro, Nuclear, sí (1982); La Mode, El eterno femenino (1982); Alphaville, La escalera (1983); Parálisis Permanente, Autosuficiencia (1982); Golpes Bajos, No mires a los ojos de la gente (1983); Siniestro Total, Me pica un huevo (1983); Farmacia de Guardia, Soy un cadaver (1985); Gabinete Caligari, Al calor del amor en un bar (1986).

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La moda juvenil: gli anni della Movida (I) (22 novembre 2024)

Movida: nel linguaggio giornalistico italiano, da qualche anno questa parola indica con una certa frequenza la vita notturna. Ma il termine ovviamente viene da più lontano e ha un significato molto più vasto e, almeno in parte, sfuggente. Quella della Movida madrileña è una storia tanto breve quanto complessa, che ci riporta alla prima metà degli anni ’80,  nel contesto tumultuoso e vitale della transición democratica, e che interessa una molteplicità di ambiti espressivi (come per esempio il cinema, con una figura internazionalmente nota come Pedro Almodóvar). Ma in queste due puntate parleremo soltanto di musica: perché di quel movimento culturale fu una delle espressioni più significative, perché in quel breve periodo se ne produsse davvero tanta e perché fu molto spesso interessante e piacevolmente eccentrica. E se volete, anche perché, mentre ovviamente in Spagna si continuano a versare i proverbiali fiumi d’inchiostro su un periodo mitizzato come pochi, in Italia si sa pochissimo di un sound e una estetica che seppero interpretare in modo personalissimo le più internazionali coordinate della new wave: nella consapevolezza che qualcosa andrà lost in translation pensiamo che sia una storia che vale la pena esplorare.

Questa la scaletta della prima puntata:

Mecano, Maquillaje (1982); Tos, Máquinas (1979); Nacha Pop, Chica de ayer (1980); Los Secretos, Fuertes emociones (1981); Radio Futura, Enamorado de la moda juvenil (1980); Paraíso, Vacaciones en la morgue (1983); Glutamato Ye-Yé, Todos los negritos tienen hambre y frío (1984); Derribos Arias, Branquias bajo el agua (1982); Sindicato Malone, Sólo por robar (1982); Ciudad Jardín, Emmanuelle negra (1985); Las Chinas, El hombre salvaje (1980); Zombies, Groenlandia (1980).

 

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Voci da Valencia (15 novembre 2024)

L’alluvione che lo scorso 29 ottobre ha sommerso parte della provincia di Valencia ha causato oltre 200 morti e danni incalcolabili. Le immagini delle strade sommerse di acqua e fango di Paiporta e altri comuni limitrofi hanno fatto il giro del mondo. Anni di cementificazione del territorio e la negligenza dell’amministrazione regionale in mano alla destra sono state le due principali cause del disastro. Proviamo a fare il punto di quello che è successo e di qual è la situazione ora insieme a Giuseppe Grezzi, assessore del Comune di Valencia tra il 2015 e il 2023 e attualmente consigliere dell’opposizione, e con Manuel Scarponi, sammarinese residente a Valencia da oltre vent’anni che ha aiutato come volontario nelle scorse settimane.

Ci ha accompagnato la musica di Julio Bustamante (Sur del corazón), Ricky Gianco (Il deserto è pulito), Joan Manuel Serrat (Plany al Mar) e Talking Heads ((Nothing But) Flowers).

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Último trago: Fedra y Maximiliano El Arca de Noé (L’Arca di Noè – Sergio Endrigo, 1970)

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Free Toomaj! (8 novembre 2024)

Il rapper iraniano Toomaj Salehi è in carcere da quasi tre anni solo per aver difeso con le sue canzoni i diritti fondamentali, aver criticato il regime degli ayatollah e aver sostenuto il movimento Donna, Vita, Libertà. Condannato a morte da un tribunale rivoluzionario, la condanna è stata poi annullata nel giugno scorso ed ora è in attesa di una nuova sentenza. A lui dedichiamo questa nuova puntata di Zibaldone per chiederne la libertà.

In occasione del Premio Tenco tenutosi a Sanremo ad ottobre, Toomaj è stato insignito del Premio Yorum, riconoscimento per gli artisti che lottano per la libertà e la democrazia in tutto il mondo mettendo a rischio la propria vita. Il premio prende il nome dal Grup Yorum, storica band turca che sta soffrendo da ormai un decennio la censura e la repressione del regime di Erdogan. Tre dei membri del Grup Yorum sono morti nel 2020 dopo lunghi scioperi della fame, iniziati nella carceri turche. Ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e con il rapper reggino Kento che a Toomaj ha dedicato il suo ultimo brano e che ha partecipato al Tenco 2024.

Ci ha accompagnato la musica del Grup Yorum (Çav Bella e Bandiera Rossa), Toomaj Salehi (Mouse Hole/Soorakh Moosh e Bazmande) e Kento (Free Toomaj, Illegale e Tutto e subito).

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Il Cantamostri (1 novembre 2024)

Non preoccupatevi, non ci siamo sbagliati: Halloween era ieri. Ma alla fine per noi si tratta di un pretesto, quindi un giorno più o uno in meno non fanno troppa differenza (e volendo, potete ascoltarci per riprendervi dai festeggiamenti).

Dopo la puntata dello scorso anno, dedicata alle colonne sonore della grande stagione dei gialli e horror all’italiana, proviamo ad affrontare di nuovo le suggestioni legate a questa festività con un monografico dedicato ai mostri, che di Halloween sono i protagonisti assoluti. L’argomento è sterminato quanto vago, le scelte possibili quasi infinite, e probabilmente esistono altri universi che differiscono dal nostro solo per la scaletta di questa puntata di Zibaldone. Ma la fantascienza adesso non ci interessa, pensiamo ai mostri: come al solito, per tenere fede al nome del nostro programma, abbiamo scelto la via dell’eclettismo. Vi aspettano sigle dei cartoni animati, pop più o meno alternativo, liscio, doo wop, samba, garage, afro beat, dark, indie folk, saltellando avanti e indietro fra il 1943 e il 2012. Non vi garantiamo che avrete paura, ma non dovrete avere paura di annoiarvi. Buon ascolto!

Scaletta della puntata: I Mostriciattoli (Che paura mi fa, 1983), Tullio Ferro, (Licantropo, (1986), Orchestra Luison e Mariani (Vampiro di Romagna, 1978), Bobby “Boris” Pickett (Me and my mummy!, 1962), Roberto Paiva (Frankenstein, 1956), Bonet de San Pedro (Raska yu, 1943), Aristides Moreno (Espectros, 2005), Jan Davis (Watusi zombie, 1964), Fela Kuti (Zombie, 1977), Bauhaus (Bela Lugosi’s dead, 1979), Lau Nau (Ystäväni Nosferatu, 2012).

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In viaggio verso casa (25 ottobre 2024)

Regista, attrice e ricercatrice, Valentina Bischi fa teatro da oltre vent’anni. Dal 4 al 15 novembre sarà a Barcellona per un progetto intitolato “Con le mani. Casa”, un laboratorio di narrazione teatrale rivolto a tutte le donne che hanno vissuto qualunque tipo di esperienza migratoria. Cosa intendiamo con la parola “casa”? Quando e come ci sentiamo nuovamente a casa? Come è possibile ricostruire una “casa”? Il laboratorio si terrà alla Lleialtat Santsenca e il risultato del progetto sarà presentato il 19 e 21 novembre alle 19. Con lei parliamo anche di un altro progetto che porta avanti da alcuni anni in collaborazione con l’Università di Pisa, “La parola atomica”.

Roberto Vecchioni (Teatro), Iosonouncane (Stormi e Armiamoci e partite), Adriano Celentano (Il ragazzo della via Gluck), Gata Cattana (Lisístrata) e Sara Velardo (Migranti)

Le Ultimissime

Último trago: Maria Del Mar BonetLa Música (1995) (Enzo Gragnianiello, ‘Sta Musica, 1990)

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Una pace senza armi (18 ottobre 2024)

Da quasi tre anni Putin sta devastando l’Ucraina. Da oltre un anno Israele sta radendo al suolo la striscia di Gaza. E da settimane ormai sta bombardando il Libano. Sono ormai centinaia di migliaia le morti causate da questi due conflitti. È ormai una banalità affermare che la guerra è tornata prepotentemente al centro delle nostre vite. Come spiega l’ospite di questa puntata di Zibaldone, il filosofo Emanuele Profumi, curatore del libro Una pace senza armi. Dall’Ucraina alla guerra senza fine (Round Robin, 2023), “la guerra preclude ogni altra ipotesi perché il suo scopo è di autoalimentarsi, estendersi, diventare parte integrante del modello di sviluppo che l’ha generata”. C’è dunque bisogno di rompere questo circolo vizioso, parlando di pace e praticandola.

Ci ha accompagnato la musica di Pete Seeger (Where Have All the Flowers Gone?), Reda Zine (Sabra e Chatila), Akvarium (Obida), King Crimson (Peace – An End) e Ivan Graziani (I lupi).

Le Ultimissime

Último trago: Os IncríveisE Se nos Disserem (1968, E se ci diranno – Lugi Tenco, 1966)

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FLIB 2024: La via delle spezie (11 ottobre 2024)

Il Festival della Letteratura Italiana di Barcellona (FLIB) è arrivato alla sua terza edizione, intitolata ‘La via delle spezie’. Dal 17 al 27 ottobre Barcellona, e specialmente il quartiere di Gràcia, sarà inondato di incontri e dialoghi tra scrittori italiani e spagnoli, spettacoli teatrali, recital, conferenze e incontri con i ragazzi. Non si parlerà, ovviamente, solo di Marco Polo a 700 anni dalla sua scomparsa, ma saranno soprattutto le migrazioni – del presente e del passato – al centro del FLIB 2024. Ne parliamo con Cecilia Ricciarelli, direttrice del festival, e con Francesco Spiedo, uno degli scrittori italiani invitati a questa edizione. Autori di due romanzi, Stiamo abbastanza bene e Non muoiono mai, Francesco ha fondato anche Itaca Colonia Creativa, un progetto assolutamente da conoscere.

Ci hanno accompagnato alcune news musicali che ci arrivano dall’Italia: Vinicio Capossela (Voodoo mambo), Savana Funk & Willie Peyote (Wa Zina), Sandro Joyeux (Droit dans le mur), Olden feat. Paolo Benvegnù (La fretta e la pazienza), Latleta (Ale oh oh). 

Le Ultimissime

Último trago: Caterina Valente – Clair de lune

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Tenco 50 (4 ottobre 2024)

La Rassegna della canzone d’autore italiana, meglio nota come Premio Tenco, compie cinquant’anni. La prima edizione si tenne nel 1974 e sul palco del teatro Ariston di Sanremo salirono degli allora giovani o addirittura giovanissimi cantautori, come Ivan Graziani, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini o Antonello Venditti. E quest’anno, dal 16 al 19 ottobre, il Tenco festeggia dunque le sue nozze d’oro. Come ormai tradizione, la Rassegna è ricchissima di eventi “collaterali”, oltre alle serate all’Ariston, come gli incontri con gli artisti a mezzogiorno, i dibattiti pomeridiani o i concerti alla Pigna per l’aperitivo. Sono decine e decine i cantautori italiani e stranieri che saranno a Sanremo in quei giorni. E in questa puntata di Zibaldone abbiamo cercato di raccontarvi che cosa c’è in programma. Magari avrete voglia anche voi di visitare la città dei fiori…

Ci ha accompagnato la musica di Luigi Tenco (Lontano lontano), Edoardo Bennato (1941), Mimmo Locasciulli (Intorno a trent’anni), Samuele Bersani (Freak), Teresa Parodi (Apurate, José), Toomaj Salehi (Mouse Hole/Soorakh Moosh), Paolo Benvegnù (Marlene Dietrich), Elisa Ridolfi (Curami l’anima feat. Tony Cantò), Andrea Tarquini (Letto 26), Wayne Scott (They unload the black wood), Pino Daniele (Je so pazzo) e Francesco Guccini (Il Vecchio e il bambino).

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Voci dall’America (27 settembre 2024)

Come ormai tradizione, a fine settembre inizia una nuova stagione di Zibaldone. E dunque rieccoci qui al pie del cañón, come si dice in Spagna. Ci troverete fino al mese di luglio ogni venerdì dalle 17 alle 18 su Contrabanda FM a Barcellona.

Quest’oggi abbiamo voluto iniziare il nostro “viaggio” da lontano, più precisamente dagli Stati Uniti, per sentire come si sta vivendo una delle campagne elettorali più polarizzate e cruciali della storia dalle voci di italiani residenti là da tempo. Non c’è bisogno di ricordare che si voterà il prossimo 5 novembre e che nel caso di una vittoria di Donald Trump su Kamala Harris la fine della democrazia negli USA potrebbe diventare una realtà e non più solo la tematica di qualche film distopico. Ne parliamo con Ricky Russo da New York e Alessio Piras da Albuquerque, in New Mexico.

Ci ha accompagnato la musica di Stevie Wonder (Higher ground), Jesse Malin & Bruce Springsteen (She Don’t Love Me Now), Jack White (That’s How I’m Feeling), Sam & Dave (Hold on, I’m coming), The Kiffness (Eating the Cats ft. Donald Trump), Roy Ayers (It ain’t your sign it’s your mind)

Último trago: Colonel PipoBasta ya

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Le canzoni dell’estate. Vol. VII (19 luglio 2024)

Quella che termina oggi, per il nostro Zibaldone, è stata una stagione di grandi cambiamenti: nuovo formato, nuovo orario, nuova sigla, e ben quaranta puntate. E nonostante tante novità, la conclusione non potrebbe essere più tradizionale: torna addirittura per la settima volta, lo speciale dedicato alle canzoni dell’estate. Il concept è sempre quello, semplicissimo: canzoni che parlano più o meno direttamente della stagione, in teoria, più spensierata dell’anno. Per il 2024 abbiamo approntato una scaletta particolarmente internazionale, con pezzi provenienti da Italia, USA, Regno Unito, Francia, Giappone, Svezia, Germania, Portogallo, Spagna, partendo dagli anni ’60, decennio per eccellenza della canzonetta balneare, e arrivando fino al giorno d’oggi, con la consueta, imprevedibile, varietà stilistica, fra pop, soul, alternative, punk, elettronica, con pennellate sperimentali.

Questa la scaletta della puntata:

Riccardo Del Turco, Luglio (1968); Mina, La ragazza dell’ombrellone accanto (1963); I Ragni, Nell’acqua salata (1964); Gladys Knight & The Pips, Summer sun (1975); The Undertones, Here comes the summer (1979); Angeleri, Un estate di sesso (1983); Richard Gotainer, Youpi, c’est l’été (1982); Yo la Tengo, The summer (1990); Kaneko Ayano, Summer Vacation (2018); Refused, Summerholidays vs. Punkroutine (1998); Ludger, Sommerferien in der DDR (2017); Flipping Candy, Summer is ending too soon (2022) Gatos Negros, Una rotonda sul mare (cover Fred Bongusto, 1964).

Buona estate! Ci risentiamo, come sempre, a settembre!

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Trent’anni fa: il divo Giulio (12 luglio 2024)

Continua il nostro ciclo di puntate intitolato Trent’anni fa. Dopo la discesa in campo di Berlusconi, Tangentopoli, la Lega Nord e l’attacco della mafia allo Stato, oggi parliamo di una figura chiave della storia della Prima Repubblica, Giulio Andreotti. Ovviamente, non ci limiteremo solo al suo ruolo tra il 1992 e il 1994, ma ne ripercorreremo la biografia insieme allo storico e saggista Aldo Giannuli, autore di Andreotti il grande regista. Settant’anni di storia politica italiana fra luci e tenebre, dalla parte del potere (Ponte alle Grazie, 2023).

Ci ha accompagnato la musica di Ahmed Malek (Un autre complot), Antonello Venditti (L’uomo falco), Teho Teardo (I miei vecchi elettori), Fabrizio Moro (Io so tutto) e Stormy Six (La ballata della DC).

Le Ultimissime

Último trago: Pino D’Angiò¡Qué idea! (1982)

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Le storie assurde di Bobo Rondelli (5 luglio 2024)

Mancava da un po’ ai microfoni di Radio Contrabanda. E mancava da un po’ un suo nuovo disco. L’ultimo, Cuore libero, era del 2021 e quello prima, Anime storte, del 2017. Parliamo di Bobo Rondelli, il famous local singer di Livorno, che ci accompagna in questa nuova puntata di Zibaldone. Qualche settimana fa è uscito un suo nuovo album, Storie assurde, in cui si diverte e fa divertire, tra sogni di essere mantenuti, storie di amori e disamori, panzane da bar, bevute colossali e vita quotidiana. Se Piero Ciampi fosse ancora tra noi, barcollando con una boccia di vino tra le mani, si avvicinerebbe a Bobo Rondelli e lo incoronerebbe come suo degno successore. Da questo suo nuovo disco, vi abbiamo proposto Mantenuto, Storie assurde, La chiappona e Il gigolò di Rotterdam.

Ci ha accompagnato anche la musica di Gerardo Balestrieri (Huyana y el pistolero), Mimì Sterrantino e Davide Campisi (Lu Diu ca vaju circannu), Gabriella Lucia Grasso (A storia di Rosa) e Eleonora Bordonaro (Culaur Sgargient). 

Último trago: Santabárbara – Cariño mío (Cugini di Campagna, Anima mia, 1975)

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Per un turismo ecosostenibile (28 giugno 2024)

Si può fare dell’ecoturismo? Ossia, si può viaggiare in modo ecosostenibile? La domanda non è retorica. Ed è quello che cerchiamo di capire in questa puntata del nostro Zibaldone insieme a Rocco D’Alessandro e Giulia Mag che da una decina d’anni portano avanti Vitamina Project, un progetto con cui hanno viaggiato in oltre una quarantina di paesi, incontrando comunità locali e associazioni che proteggono la natura e la sostenibilità ambientale, il tutto ovviamente senza utilizzare mai aerei. In questi mesi si trovano nel mezzo dell’Amazzonia per un viaggio di tre mesi che da Recife li porterà fino a Rio de Janeiro. 

Ci ha accompagnato la musica di Etran de l’Aïr (Ighre Massina), Kiwi666 (Tristi tropici), Il Sogno del Marinaio (Pedro Ten-Four), I Hate My Village (Water tanks) e Olden (Gioia negli occhi).

Le Ultimissime

Último trago: Sol Pilas – Dos Fuera de Serie: Juana y Sergio (Mila e Shiro) (1990)

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Dove va il mondo? (21 giugno 2024)

L’avanzata delle estreme destre alle elezioni europee dello scorso 9 giugno mostra non solo la difficoltà per il progetto europeo, ma anche la profonda crisi delle democrazie liberali in un mondo segnato dal ritorno delle guerre e delle tensioni tra grandi potenze. Dove stiamo andando? Le democrazie sono al tramonto e saranno sostituite da autocrazie elettorali dove i diritti saranno solo un lontano ricordo? Che ruolo ha la politica al giorno d’oggi, dopo la tanto conclamata fine delle ideologie?

Ne parliamo con Emanuele Felice, economista, professore presso la IULM, autore, tra gli altri, di La conquista dei diritti. Un’idea della storia (Il Mulino, 2022) e, con Alberto Mingardi, Libertà contro libertà. Un duello sulla società aperta (Il Mulino, 2024), e Valerio Romitelli, storico, già professore presso l’Università di Bologna, il cui ultimo libro è L’emancipazione a venire. Dopo la fine della storia (Derive e Approdi, 2022).

Ci ha accompagnato la musica di Mimì Sterrantino & Davide Campisi (A Manu Manca), Gerardo Balestrieri (Cumbia de Felipe) e Setak & Simone Cristicchi (Figli della storia).

Le Ultimissime

Último trago: Silvana Di Lorenzo – Rumores (Raffaella Carrà, Rumore, 1975)

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Trent’anni fa: l’attacco della mafia allo Stato (14 giugno 2024)

Dopo le puntate dedicate alla discesa in campo di Berlusconi, a Tangentopoli e al fenomeno leghista, torniamo con il ciclo intitolato Trent’anni fa per parlare di un altro attore, non propriamente politico, che ebbe un ruolo rilevante nella crisi della Prima Repubblica: la mafia. L’attentato di Capaci del maggio 1992 che costò la vita al giudice Giovanni Falcone fu il primo atto della strategia mafiosa contro lo stato italiano, apertasi in realtà con l’omicidio del democristiano Salvo Lima a marzo. Nel mezzo di una crisi politica che stava affossando i partiti che avevano governato il paese dalla fine del fascismo, ci furono poi l’assassinio del giudice Paolo Borsellino a Palermo (luglio 1992) e le bombe a Milano, Firenze e Roma (maggio e luglio 1993).

Ma, in realtà, la mafia fu presente in modo molto più profondo in tutta quella congiuntura storica, in traffici di armi, rifiuti tossici e droga, che legano l’omicidio di Mauro Rostagno nel 1988 e quello di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin proprio nel marzo del 1994. Ne parliamo con il giornalista Luciano Scalettari, autore, insieme a Luigi Grimaldi, di 1994. L’anno che ha cambiato l’Italia (Chiarelettere, 2010) e curatore, sempre insieme a Grimaldi, di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Depistaggi e verità nascoste a 25 anni dalla morte (Round Robin, 2019).

Ci ha accompagnato la musica di Giorgio Falletti (Signor tenente), Cicciu Busacca (Che cosa è la mafia), Colapesce (Mafia e parrini), I Lautari e Carmen Consoli (Ciuri di campu), I Giganti (Lungo e disteso).

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Tutto il calcio canzone per canzone. Sezione Europa (7 giugno 2024)

A ottobre ve l’avevamo detto: aspettatevi un secondo capitolo. Di canzoni sul calcio ne sono state scritte a migliaia, e quella puntata era appena il fischio d’inizio. Il prossimo 14 giugno prenderà il via in Germania la diciassettesima edizione degli europei di calcio, e quindi ecco lo spunto perfetto per parlare di nuovo di calcio e musica, di canzoni sul calcio. Le possibilità erano infinite, questo il risultato: 13 canzoni, a volte anche solo accennate, che prendono spunto dall’albo d’oro della competizione ma poi vanno su e giù per la geografia continentale e i decenni senza preoccuparsi troppo, anche se non manca una coerenza di fondo: diciamo che c’è più o meno una canzone per ogni paese vincitore, generalmente di artisti del luogo, ma per esempio, appaiono anche Inghilterra e Yugoslavia, che l’europeo non l’hanno mai vinto, e un paio di artisti americani. Come al solito, troverete di tutto: pop, oldies, tanto groove, brani strumentali, easy listening, dixieland, hip hop, indie. Avete circa una settimana prima del fischio d’inizio di Germania-Scozia: fatene buon uso!

Questa la scaletta della puntata:

Titta e le Fecce Tricolori, Europei ’96 (Italia, 1997); Oleg Anofriyev, Futbol’nyy myach (URSS, 1961); Giannis Papadopoulos, To podósfairo (Grecia, 1965); Cockerel Chorus, Nice One Cyril (Inghilterra, 1973);  Eurokids, G.O.A.L. (Italia, 1980); Christian Bruhn, Manni der Libero (1. Teil) (Germania, 1982); Boye, Fudbal (Jugoslavia, 1990); LANZ & Kris Allen, Panenka (USA, 2023); Purple Submarine Orchestra, Zinedine Zidane (Francia, 2023); Louisiana Jazzband, Hyldest til de danske fodboldhelte (Danimarca, 1992); Ruud Gullit, Free me (Paesi Bassi, 1984); F.R.A.C., Odio eterno al fútbol moderno (Spagna, 2011); Panda Bear, Benfica (USA, 2011).

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Elezioni catalane: quali scenari? (24 maggio 2024)

Lo scorso 12 maggio si è votato in Catalogna. La vittoria dei socialisti e la sconfitta dell’indipendentismo, che per la prima volta non ha la maggioranza assoluta nel parlamento regionale, segna la fine di un ciclo politico. Ma fino a che punto? E quali sono i possibili scenari che si aprono ora? Che conseguenze avrà tutto ciò sulla stabilità del governo di Pedro Sánchez? Di questo e molto altro abbiamo parlato con Paola Lo Cascio, professoressa di Storia Contemporanea presso l’Universitat de Barcelona, e Elena Marisol Brandolini, giornalista, collaboratrice tra gli altri del Manifesto, Il Messaggero e Fanpage.

Ci ha accompagnato la musica di Tidiane Thiam (Yangue), Valeria Sturba (Le cose strane), Troffa Hamra (Thannina), Shellac (Girl From Outside)

Le Ultimissime

– Último trago: Los Caramelos – Centro de gravedad permanente (conver di Franco Battiato, anni ’90).

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Ci ragiono e canto: per Giovanna Marini (17 maggio 2024)

Lo scorso 8 maggio è scomparsa all’età di 87 anni Giovanna Marini: a lei è dedicata questa puntata di Zibaldone. Cantautrice, etnomusicologa, folklorista, nel corso della sua lunghissima carriera ha saputo armonizzare in un dialogo proficuo il versante dell’espressione artistica con la ricerca sulle musiche tradizionali e popolari italiane, contribuendo in modo decisivo alla definizione di quella che oggi riconosciamo come “canzone d’autore”. Utilizzando, riadattando, ibridando i retaggi della tradizione, Giovanna Marini ha creato un linguaggio musicale duttile e particolarmente adatto a raccontare le lotte e le aspirazioni di una parte della società italiana fra gli anni sessanta e i settanta, ma anche oltre, fino ai giorni nostri. Ne abbiamo parlato con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco di Sanremo, che è tornato a farci visita per aiutarci a inquadrare un personaggio così importante e complesso. E ovviamente, sfidando i tempi tirannici della radio, abbiamo cercato qualche chiave di lettura anche nella produzione discografica di Giovanna Marini, con una piccola selezione di brani noti e meno noti.

Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono di Giovanna Marini, salvo dove specificato):

Ora è venuta l’ora (1976); I treni per Reggio Calabria (1976, qui presentata in una versione del 2002); Se il cielo fosse bianco di carta (1965); Lamento per la morte di Pasolini (1976, qui presentata in un video del 1978); Paolo Pietrangeli, Karlmarxstrasse (1974); La linea rossa (1967); Ho visto le macchine (1979); Ana Belén, Amarga tierra (2003, cover di Domenico Modugno).

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Distopie del terzo millennio (10 maggio 2024)

La distopia è il genere di moda in questo inizio di terzo millennio? Tra crisi economica e climatica, pandemie e guerre, il futuro non è più il sol dell’avvenire, ma una terra oscura, dove l’ottimismo è un miraggio. Se ci guardiamo intorno, tra film, serie televisive e romanzi, forse non è difficile dare una risposta affermativa alla domanda di cui sopra. Ne parliamo con Daniele Comberiati, professore di letteratura e cultura italiane presso l’Università di Montpellier e scrittore, a proposito del suo ultimo libro, la raccolta di racconti intitolata Il diario delle mie sparizioni (Besa Muci, 2024).

Ci ha accompagnato la musica di Olden (Fidati di me), Iosonouncane (Viudas), Tre Allegri Ragazzi Morti (Mi piace quello che è vero), Muni (Il lupo) e Ivan Graziani (L’italianina).

Le Ultimissime

– A volte (purtroppo) ritornano: Bruno, il comico serio

Último trago – Jesús »Chucho» Sanoja y su OrquestaNuestro concierto (Venezuela, 1961) (Il nostro concerto, Umberto Bindi)

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I segreti sporchi dell’Italia (3 maggio 2024)

La dietrologia, si sa, è uno sport molto praticato in Italia e il cospirazionismo è una moda un po’ dappertutto di questi tempi. Ciò non toglie che di segreti ce ne sono a bizzeffe nella storia italiana. Soprattutto di segreti sporchi. C’è bisogno di indagare, con serietà e etica professionale, per capirci qualcosa, evitando teorie complottiste. È quello che fa da anni Marco Birolini, giornalista di Avvenire e autore di Stato canaglia. Droga, armi, operazioni clandestine: gli affari sporchi dei servizi segreti italiani e stranieri (Ponte alle Grazie, 2023). Parliamo con lui del suo ultimo libro che mostra come negli ultimi decenni la Sicilia sia stata al centro dei traffici internazionali di armi e droga, spesso con l’accondiscendenza di servizi segreti italiani e stranieri. Con Trapani come epicentro, Birolini riavvolge il nastro di storie che appaiono slegate, come quelle di Mauro Rostagno o Ilaria Alpi, ma che in realtà non lo sono affatto.

Ci ha accompagnato la musica di Sandro Joyeaux (Jumua), Ivan Graziani (Per gli amici e La rabbia), Setak (Curre curre) e Marta Del Grandi (The Best Sea).

Le Ultimissime

Último trago: Patxi AndionQué profundo es el mar (Lucio Dalla, 1983)

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Bella ciao (26 aprile 2024)

Qual è la storia di Bella ciao? Ma soprattutto cos’è, alla fin fine, Bella ciao? “Solo” il brano simbolo della Resistenza? Un inno di libertà in tutto il mondo? In realtà, è, como minimo, anche uno spettacolo – il “Bella ciao” del Festival dei Due Mondi di Spoleto del 1964 – e un disco – il 33 giri a firma del Nuovo Canzoniere Italiano frutto di quello spettacolo – che hanno segnato la musica popolare italiana. E molto altro. Ne parliamo con Jacopo Tomatis, musicologo, professore all’Università di Torino, musicista con LastanzadiGreta e autore di Bella ciao. Una canzone, uno spettacolo, un disco (Il Saggiatore, 2024).

Ci ha accompagnato la música di Bolouries (Bella ciao, 2021), Radiofiera (O Gorizia tu sei maledetta, 2016), Cristina Meschia (Povre filandere, 2018), Marco Zappa (Pelegrin che vien da Roma, 2024) e Ginevra Di Marco e Alessio Lega con Riccardo Tesi (Lu rusciu de lu mare, 2021).

Le Ultimissime di Fausto

– Último trago: Adolfo Celdrán, Bella ciao (1969)

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Viva Sergio Staino! (19 aprile 2024)

Sergio Staino ha rappresentato come pochi altri la famosa massima di Vinicius de Moraes: “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”. Fumettista, creatore del personaggio di Bobo, illustratore, regista, direttore di riviste e quotidiani, presidente del Club Tenco di Sanremo, agitatore culturale, artista a tutto tondo. Un intellettuale del Novecento, per essere sintetici. Scomparso a 83 anni lo scorso mese di ottobre, lascia un vuoto immenso. A lui dedichiamo questa puntata del nostro Zibaldone.

Ne parliamo con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco e amico per oltre quarant’anni di Staino, e Michele e Ilaria Staino che ci parlano di un bellissimo progetto, “Satira e sogni”, che si propone di rendere disponibile in rete gratuitamente tutta l’opera omnia di Sergio Staino. Un lavoro immenso per cui si è lanciato un crowdfunding a cui vi invitiamo a collaborare.

Ci ha accompagnato la musica di Paco Ibáñez (Tus ojos me recuerdan), Paolo Conte (La giarrettiera rosa), Marco Ongaro (Il fidanzatino), Roberto Vecchioni (Millenovantanove), Michele Staino & Renato Cantini (Kanchenjunga), Eugenio Bennato & Carlo D’Angiò (A Sud di Napoli).

Último trago: Luis AguiléTe quiero (Azzurro, Paolo Conte, 1968)

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Antifascismo senza retorica e altre storie (12 aprile 2024)

Il nome di Max Collini è ben noto agli ascoltatori di Zibaldone. Per oltre dieci anni voce e autore dei testi degli Offlaga Disco Pax e in seguito del duo Spartiti, dopo tante collaborazioni musicali ed esperienze teatrali e televisive, pubblica ora il suo primo libro. Un volume scritto insieme all’amico Arturo Bertoldi, Presidente dell’Istoreco di Reggio EmiliaStorie di antifascismo senza retorica (People, 2024).

Ventitré storie che raccontano episodi, aneddoti, eventi del passato e della contemporaneità: storie minime, personali, umane raccontate, appunto “senza retorica”, e senza dimenticare, come scrive lo storico Francesco Filippi nella prefazione del libro, che “è uno spettacolo, l’antifascismo”.

Ne parliamo con Max Collini a pochi giorni dal 25 aprile, accompagnati da alcuni brani, noti e meno noti, della sua ormai ventennale produzione.

Questa la scaletta della puntata:

Max Collini con Massimo Zamboni (Palazzo Masdoni), Max Collini, Giorgio Canali e Rossofuoco (Guernica), Spartiti (Qualcosa sulla vita), Margherita Vicario (Quando gli uomini), Offlaga Disco Pax (Isla Dawson).

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Trent’anni fa: la Lega Nord (5 aprile 2024)

Terza puntata del ciclo intitolato “Trent’anni fa” in cui ci immergiamo nell’Italia di quel fatidico 1994 (e dintorni). Dopo la discesa in campo di Berlusconi (puntata del 26 gennaio) e la fine di Tangentopoli (puntata del 15 marzo), quest’oggi abbiamo parlato della Lega Nord che proprio nell’aprile del 1994 entrava per la prima volta al governo in coalizione con Forza Italia e il Movimento Sociale Italiano. Il partito fondato da Bossi, tra l’altro, fu fondato ufficialmente proprio quarant’anni fa, nell’aprile del 1984.

Che cosa era la Lega? Che cosa è diventata? Come interpretare un fenomeno politico che ha rivoluzionato non solo il nord della penisola, ma, in fin dei conti, tutti gli equilibri politici italiani in un mix segnato da xenofobia, federalismo/autonomismo/secessionismo, difesa del territorio e identitarismo? Ne parliamo con Paolo Barcella, professore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Bergamo, autore di La Lega. Una storia (Carocci, 2022). 

Ci ha accompagnato anche la musica di Michele Serra con Rocco Tanica (Diventa anche tu leghista con l’ipnosi, 1993), Pino Daniele (O scarrafone, 1991), Arpioni (Macchè Padania, 1998), Caparezza (Inno verdano, 2006), Vanessa Bissiri (Se perfuma y toma, 2023)

– Le Ultimissime di Fausto

 – Il ritorno di Bruno

– Último trago: Kairo En los espejos de un café (1994, cover  di Nord sud ovest est, 883). 

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Il Rapporto Italia – marzo 2024 (22 marzo 2024)

Alla terza edizione, il concetto di questo format, peraltro semplicissimo, dovrebbe essere chiaro: nel Rapporto Italia vi presentiamo novità discografiche italiane uscite negli ultimi mesi. L’intenzione è quella di tenervi e tenerci aggiornati sulla musica che si pubblica nel nostro paese, seguendo le orme di artisti, etichette e scene che amiamo in prima persona, così da arrivare, passo dopo passo, ai nomi che ameremo domani. Partiamo dalle coordinate abituali del nostro Zibaldone, quelle della canzone d’autore, e viriamo con scarti più o meno decisi verso territori che potremo definire, ma solo perché nella sua vaghezza il termine lascia molta libertà di manovra, alternative. Infatti, come al solito, in piccole dosi, c’è un po’ di tutto: cantautorato, ovviamente, indie, pop elettronico, funk, post-rock, e quantità volatili di tanto altro. E a distanza di un anno dalla prima edizione del Rapporto Italia, ancor ci è dolce naufragare in queste mappe in parte ancora da tracciare.

Questa la scaletta della puntata:

Mapuche, Cosa nasconde la mia mente (2024); Arianna Pasini, Gravità (2024); Sara Parigi, Rive (2024); Raffaella De Stefano, Ascolto Isoradio (2023); Non Voglio che Clara, Lucio (2023); Andrea Cubeddu, Migrazioni (2024); Bassolino, Città futura (2024); Earthset, La caccia (2023); Vipera, L’allodoletta (2023); I Cani & Baustelle, Nabucodonosor – Essere vivo (2023).

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Trent’anni fa: Tangentopoli (15 marzo 2024)

Questa settimana riprendiamo il filo delle puntate intitolate “Trent’anni fa”, dedicate a una serie di avvenimenti e fenomeni politici, sociali e culturali che hanno segnato la storia italiana. Un anno chiave quel 1994, non solo per la discesa in campo di Berlusconi, di cui abbiamo parlato nella puntata del 26 gennaio scorso, ma anche perché si chiudeva, bene o male, il biennio di Tangentopoli, a cui dedichiamo la puntata di quest’oggi. Cosa è stato Tangentopoli? È stata una rivoluzione morale, come spesso si è detto, o piuttosto un conflitto di potere? E, in secondo luogo, era davvero destino che il sistema della Prima Repubblica cadesse frutto di una profonda crisi più che decennale o, invece, si trattò di qualcosa di imprevedibile e ben più complesso? Ne parliamo con lo storico Andrea Marino, ricercatore presso l’Università degli Studi del Salento e autore di L’imprevedibile 1992. Tangentopoli: rivoluzione morale o conflitto di potere? (Viella, 2023).

Ci ha accompagnato la musica di David Riondino (La ballata del sì e del no), Francesco Baccini (Giulio Andreotti), Edoardo Bennato (Tu chi sei) e i 99 Posse (Ripetutamente).

Non sono mancate Le Ultimissime del nostro Fausto De Salvia e l’último trago con AndikiruMi historia entre tus dedos (Gianluca Grignani).

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Una finestra nel cielo chiuso: poetesse per l’8 marzo (8 marzo 2024)

A Barcellona, l’otto marzo è una ricorrenza che si celebra anche attraverso la lotta, tramite la pratica dello sciopero femminista (in catalano, vaga feminista). Nel 2024, il giorno internazionale delle donne cade di venerdì, e qui a Zibaldone vi proponiamo una puntata su poesia e musica al femminile, con l’auspicio di essere degni compagni di strada nel cammino verso una piena uguaglianza. Ci ha fatto compagnia Alessandra Carnaroli, poetessa, autrice di raccolte come 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti (Einaudi, 2021) ma anche di un recente romanzo intitolato La furia, uscito per i tipi di Solferino nel 2023. Abbiamo parlato di queste opere, ma anche dell’interessante esperimento di “poesia istantanea” che porta avanti da anni sui suoi profili social, commentando in diretta l’attualità, con una particolare attenzione a tematiche quali il femminicidio e i diritti delle donne.

A completare il programma di giornata, una piccola selezione di canzoni composte a partire da componimenti di alcune delle poetesse più importanti della letteratura mondiale.

Questa la scaletta della puntata (fra parentesi quadre, dopo il nome degli interpreti, riportiamo le autrici dei testi originali):

Pau Alabajos (feat. Gemma Humet, Meritxell Gené, Marta Rius) [Maria Mercè Marçal], Vuit de març (2020); NicoNote [Amelia Rosselli], A. R. (2021); Sergio Endrigo [Emily Dickinson], The morns are meeker than they were (fine anni ’70); Ultra Bra [Anna Achmàtova], Ero (1997); Stubbornly Absent [Wyslawa Szymborska], Cat in an empty partment (2016); Budding Rose [Emily Brontë], Awaking (2013); Fin del Mundo [Alejandra Pizarnik], La noche (2020).

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Una chitarra e mille lire in tasca: canzoni del vecchio conio (1 marzo 2024)

Oggi parliamo di soldi. Ma siccome lo faremo attraverso vecchie canzoni di musica leggera italiana, a farla da padrone saranno le lire. Si sa, le canzonette parlano soprattutto d’amore, ma come ci può confermare ogni cartomante che si rispetti, l’altra principale preoccupazione della gente sono i quattrini, e il pop nostrano ne ha preso atto in vari modi (anche se a volte era solo una scusa per parlare d’amore facendo il giro lungo). Vi proponiamo  canzoni che, a tappe serrate, ci accompagneranno dal 1939 fino al 2011, quando ormai parlare di lire era un puro esercizio di memoria, un tuffo nei ricordi: ed è così che vi invitiamo a considerare questo speciale monografico, che ci ha permesso di riascoltare alcuni classici assoluti e di scoprire alcune piccole, bizzarre canzoni che a nostro parere vale la pena riscattare dall’oblio. Insomma, niente scenari macroeconomici né (ci mancherebbe) farneticazioni neo-autarchiche: ma un ascolto, crediamo, divertente che, in controluce, ci parla della storia recente dello stivale.

Questa la scaletta della puntata:

Gilberto Mazzi, Mille lire al mese (1939); Grazia Gresi, ‘A lira (1959); Enzo Jannacci, Un amore da 50 lire (1962);  Gianni Morandi , Sono contento… (1963); I Ribelli, Per una lira (1966);  Canarini, Il figlio della lira (1967); Adriano Celentano, Svalutation (1976); Federico Troiani, Non c’ho ‘na lira (1981); 883, Con un deca (1992); BriganTony, Tunnamu ‘ca lira (2005); Gazebo Penguins, 300 lire (2011).

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La riforma Calderoli, ovvero la secessione dei ricchi (23 febbraio 2024)

Lo scorso mese di gennaio il Senato italiano ha approvato la legge Calderoli che prevede la cosiddetta autonomia differenziata. Nel mezzo del silenzio più o meno generale, la riforma voluta dalla Lega cambierà gli assetti dell’Italia, con conseguenze molto gravi per il sistema paese e il benessere dei cittadini. Ne parliamo con Gianfranco Viesti, professore di Economia presso l’Università di Bari e autore di Contro la secessione dei ricchi. Autonomie regionali e unità nazionale (Laterza, 2023). Il libro si presenterà venerdì 1 marzo alle 19 alla Libreria Italiana Le Nuvole di Barcellona, in collaborazione con ANPI Spagna “Guido Picelli” e l’Associazione AltraItalia.

– Ci ha accompagnato la musica di Estra feat. Vinicio Capossela (Nordest Cowboys), Eleonora Bordonaro (Iermanimei), Roberta Gulisano (A ccu apparteni) e Raiz (Rosa).

Le Ultimissime

Último trago: Caribbean’s Boys (Bella sin alma, Riccardo Cocciante)

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La Lombardia del ‘900 attraverso il canto popolare (16 febbraio 2024)

Si può raccontare la storia del Novecento attraverso il canto popolare? Assolutamente sì. Ed è quello che ha fatto Daniele Fumagalli, etnomusicologo, polistrumentista, cantautore e direttore del gruppo folkloristico “I Brianzoli” di Ponte Lambro. Nel suo Novecento. Un secolo di storia lombarda narrato attraverso il canto popolare, disco e libro allo stesso tempo, Fumagalli, ospite di Zibaldone nella puntata di questa settimana, ha raccolto quindici canzoni tra la fine dell’Ottocento e gli anni settanta del Novecento. Alla storia ufficiale si affianca una storia popolare, raccontata e trasmessa oralmente dal popolo: un popolo che spera, spara, soffre, emigra, va in guerra, resiste, assiste, si diverte, si delude. Dal suo disco ci siamo ascoltati In libertà ti lascio, Piazza Fratelli Bandiera e I reduci.

Ci ha accompagnato anche la musica del Quartetto Cetra (Mamma mia dammi cento lire), Röda Bönor (La Lega (Sebben che siamo donne)) e Clacson Small Orchestra (Signore delle cime).

Le Ultimissime

Último trago: PerroskyFelicidad, felicidad (Ricky Gianco, 1968)

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Liberiamo Ilaria Salis! (9 febbraio 2024)

Le immagini di Ilaria Salis, portata al guinzaglio nel tribunale di Budapest, hanno fatto il giro del mondo. È ormai da un anno che Ilaria è rinchiusa nelle carceri ungheresi in condizioni insalubri, accusata di crimini surreali per cui le si chiedono 24 anni e abbandonata completamente dalle istituzioni italiane, nonostante gli sforzi del padre Roberto. Il governo Meloni fa orecchie da mercante per compiacere l’amico Orbán che, oltre ad avere convertito l’Ungheria in un’autocrazia elettorale, utilizza Ilaria come moneta di scambio per i suoi interessi in Europa. La vicenda di Ilaria è un vero e proprio scempio democratico che dovrebbe come minimo risvegliare le coscienze di molti italiani ed europei. Ne parliamo con Francesca De Benedetti, capo servizio Europa del quotidiano Domani.

Ci ha accompagnato la musica di Giovanni Truppi & Vinicio Capossela (Nella mia ora di libertà), Orfeo Zenészcsoport (Föld és víz), noÁr (Áron Molnár) (Milyen áron?), Gian Piero Alloisio (Eia eia trallallà) e Mirko e il cane (Non mi ricordo più).

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Samuele ArbaEl jutge Selah Lively (Un giudice, Fabrizio De Andrè)

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Respinti all’Ariston. Vol. 2 (2 febbraio 2024)

Manca poco a quello che rimane probabilmente il più poderoso momento unificante del popolo italiano (nazionale di calcio a parte): il festival di Sanremo. E dopo averlo sostanzialmente ignorato per molti anni, nel nostro piccolo, a partire dall’anno scorso crediamo di avere trovato il modo giusto per parlarne. E anche il momento: cioè subito prima che si aprano le danze e in tutta Italia, per cinque giorni, furiosamente, non si parli d’altro (abbastanza poco delle canzoni, a ogni buon conto). Eccoci quindi pronti per il secondo capitolo di “Respinti all’Ariston”, con altri dieci pezzi che a Sanremo hanno provato ad andarci, ma per i motivi più disparati non ce l’hanno fatta. E se per i brani più eccentrici è facile immaginare il perché, altri ci dimostrano che, ieri come oggi, i criteri di ammissione al festival sono misteriosi o direttamente imperscrutabili. Anche quest’anno cominciamo dagli anni ’50 e arriviamo al presente: perlopiù con un brano per decennio, tanti nomi importanti e un paio di sorprese. E come l’anno scorso, no, non ci sono i Jalisse, veri e propri padrini spirituali della nostra serie, che dopo avere espugnato Sanremo nel 1997 si vedono immancabilmente respinti anno dopo anno. Chissà, forse l’anno prossimo vi faremo sentire uno dei loro moltissimi brani esclusi.

Questa la scaletta della puntata:

I Campioni (canta Tony Dallara), Come prima (1957); Gino Paoli, Prima di vederti (1965); Caterina Caselli, Una storia d’amore (1967); Rosalino, Storia di due amici (1972); Franco Franchi e Ilona Staller, Cappuccetto Rosso (1978); Mia Martini, E ancora canto (1981); Diego Abatantuono e Claudio Bisio, Complimenti (1992); Syria, Momenti (2008); Perturbazione, Dipende da te (2016); Subsonica, Universo (2024).

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Trent’anni fa: la discesa in campo (26 gennaio 2024)

Trent’anni fa sono successe davvero tante cose in Italia. Nei prossimi mesi ne ripercorreremo alcune qui a Zibaldone. In questo 26 gennaio non potevamo non iniziare con l’entrata in politica di Silvio Berlusconi con il famoso videomessaggio recapitato a tutti i telegiornali italiani. Senza dubbio una data spartiacque che cambiò la politica e, in fin dei conti, la società del nostro paese. Ne parliamo con Rudi Ghedini, giornalista, scrittore e autore di un libro che nel lontano 2004 anticipò molte delle analisi sul berlusconismo, Il cavaliere a due punte.

Ci ha accompagnato la musica di: Corona (The rhythm of the night), Golpe (La Rai se la paghi Occhetto), Cristiano Malgioglio (Caro Berlusconi), Trabants (Berlusconi shake).

Le Ultimissime di Fausto

– Último trago: Rubby Pérez – Amores extraños (1995, cover di Laura Pausini)

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Giuliano Montaldo, un regista contro (19 gennaio 2024)

Lo scorso mese di settembre ci ha lasciato Giuliano Montaldo, uno dei grandi registi italiani della seconda metà del Novecento. A lui abbiamo voluto dedicare questa puntata di Zibaldone. Insieme a Ludovico Longhi, professore di Storia e critica del cinema presso l’Universitat Autònoma de Barcelona, ne abbiamo ripercorso la carriera, prima come attore, collaborando con Carlo Lizzani, poi come regista, con film politici e impegnati (da “Tiro al piccione”, 1961 a “Sacco e Vanzetti”, 1971 o «L’Agnese va a morire», 1976) a commedie all’italiana, affatto superficiali (da “Una bella grinta” a “Il giocattolo”, 1979).

Ci ha accompagnato la musica di alcune sue colonne sonore: Joan Baez (Here’s To You, da »Sacco e Vanzetti», 1971), Anna Maria Izzo (Come tutti gli altri, da «Extraconiugale», 1964), Carlo Rustichelli (Campo di battaglia, da »Tiro al piccione», 1961), Don Powell (Una bella grinta, dal film omonimo, 1965), Ennio Morricone (La città proibita, da »Marco Polo», 1982).

Último trago: omaggio a Gianfranco Reverberi. Ci siamo ascoltati Luigi Tenco (Ti ricorderai, 1961) e Los Salvajes (Pafff… Bum, versione originale interpretata da Lucio Dalla, 1966).

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In Alexanderplatz come in Piazza del Duomo: cover dei CCCP dal mondo (12 gennaio 2024)

“Punk filosovietico”: una definizione, o se volete un ossimoro, che riassume come nessun’altra l’unicità dell’esperienza artistica dei CCCP. Negli ultimi mesi si è tornato a parlare di loro per via di una serie di iniziative celebrative, in corso o annunciate, in occasione del quarantennale della loro prima prova discografica: una mostra a Reggio Emilia, un box antologico per Universal Music, tre attesissimi concerti a Berlino. Qui a Zibaldone abbiamo voluto unirci ai festeggiamenti con un monografico che raccoglie gli omaggi che altri artisti, italiani ma non solo (e per questo ci siamo permessi una piccola iperbole nel titolo della puntata), hanno dedicato a Ferretti e compagni. Le 11 cover che abbiamo raccolto, rappresentative delle varie fasi della loro carriera, dimostrano col loro spiccato eclettismo come l’influenza dei CCCP sia riuscita a raggiungere mondi lontanissimi (principalmente in senso stilistico, ma a volte anche geografico). Vi va di accompagnarci in questo ennesimo viaggio?

Questa la scaletta della puntata:

Luca Urbani, Io sto bene (2014); Vasco Brondi, Amandoti (2018); Marina Muloupulos (feat. Marzio Aricò), And the radio plays (2018); Coro delle Mondine di Correggio, Campestre (1996); The Post Romantic Empire Ensamble, Annarella (2013); Russo Amorale, Emilia paranoica (2023); Mir Express, Tu menti (2020); Nina Belief, Curami (2020); The Secret Prostitutes, Live in Pankow (2013); Bologna Violenta con Aimone Romizi, Valium Tavor Serenase (2012); Giacomo Toni, Mi ami? (2014).

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Le canzoni di Natale. Vol. 6 (22 dicembre 2023)

Il 25 dicembre è natale, crediamo ne siate a conoscenza, e dal 2018 a questa parte, qualche giorno prima arriva una puntata di Zibaldone dedicata alle canzoni natalizie. Insomma, insieme alle Canzoni dell’Estate, una delle tradizioni più durature nella storia del programma. E, statene sicuri, continuerà anche negli anni a venire. Come sempre, troverete tanti generi musicali (cumbia, canzoni per bambini, soul, kraut rock, per menzionarne solo alcuni) in lingue diverse e come sempre, la volontà di proporvi una selezione sui generis senza esagerare coi campanellini, stereotipo supremo della canzone natalizia.

E dopo questa puntata, Zibaldone si prende una breve vacanza. Buone feste a tutti, noi ci risentiamo il 12 gennaio 2024!

Questa la scaletta della puntata:

Tito Ávila y Su Conjunto, Arbolito de navidad (1964); Piccolo Coro dell’Antoniano (con l’Orchestra di G. B. Martelli), Papà Natale fa l’autostop (1975); Bice Valori e Johnny Dorelli, Natale dura un giorno solamente (1970); Jacques Dutronc, La fille du Père Noël (1966); Carla Thomas, All I want for Christmas is you (1966); La Crus, Natale a Milano (1999); Alan Vega, No more Christmas blues (1981); Can, Silent night (1976); Julian Casablancas, I wish it was Christmas today (2009); La Cosa Pública, Què bonic és suïcidar-se per nadal (2022); The Pogues (feat. Kirsty MacColl), Fairytale of New York (1987).

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Concerto d’amore e altre melodie (15 dicembre 2023)

Quante canzoni sono state scritte sull’amore? Migliaia. Centinaia di migliaia, probabilmente. Dalla notte dei tempi fino all’epoca cel Metaverso. In questa puntata di Zibaldone ne parliamo con Marco Rovelli, autore, insieme a Paolo Monti, del disco Concerto d’amore che riscopre alcune canzoni della tradizione popolare italiana dedicate all’amore. Dal loro disco, che conta con preziose collaborazioni e che spazia dalla Toscana alla Sicilia, passando per il Salento e la Sardegna, ci siamo ascoltati Bella ci dormi (feat. Paola Rovai) e Maremma (feat. Lara Vecoli).

– Torna a trovarci Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara, Lussemburgo) che ci propone due novità tutte italiane: Marta Del Grandi (Chameleon Eyes) e Paolo Saporiti (Vince lei).

News che ci arrivano dall’Italia: Massimo Silverio (Nijò e Criure).

Le Ultimissime

Último trago: SantyEra un muchacho que como a mí le gustaban los Beatles y los Rolling Stone (1966, Gianni Morandi)

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Calvino, la Spagna e la musica (8 dicembre 2023)

Calvino con Carlos Barral

Calvino con Carlos Barral

In questo 2023, centenario della nascita di Italo Calvino, non poteva mancare una puntata del nostro Zibaldone dedicata a uno dei più importanti scrittori italiani. Ma, come tradizione, lo abbiamo voluto fare a modo nostro, parlando delle relazioni, spesso poco conosciute, di Calvino con la Spagna e la letteratura spagnola e latinoamericana. Ci ha accompagnati Francesco Luti, scrittore e professore di Letteratura Italiana presso l’Universitat de Barcelona.

Allo stesso tempo, abbiamo voluto indagare, almeno un po’, la relazione di Calvino con la musica. Da una parte, facendovi ascoltare alcune canzoni scritte dall’autore de Le città invisibili ai tempi dei Cantacronache; dall’altra, proponendovi alcune canzoni ispirate alle opere di Calvino.

Questa la scaletta della puntata: Giovanni Succi con Rodrigo D’Erasmo (Le città invisibili, frammento), Zibba (Si dorme come cani), Radura (Parigi), Elio e le Fiabe Tese (A Maglie), Glauco Mauri (Il padrone del mondo), Lastanzadigreta (Canzone triste), Lumen (III).

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Lo Straniero ritrovato (1 dicembre 2023)

No, non vi parliamo di Albert Camus e del suo più famoso romanzo. In questa puntata di Zibaldone viaggiamo nel tempo fino alla Torino degli anni cinquanta, all’esperienza unica dei Cantacronache e alla figura di Michele Straniero, cantautore, musicologo, scrittore e docente, che con Sergio Liberovici di quel gruppo ne fu l’anima, insieme a figure straordinarie come Margot Galante Garrone e Fausto Amodei.

In questo viaggio ci accompagna Federico Sirianni che insieme a Michele Gazich ha messo in musica alcune poesie inedite di Michele Straniero. Dal loro disco, Domani si vive e si muore, ci siamo ascoltati Lettera ai genitori, la poesia che dà il titolo all’album e Ho incontrato Michele Straniero, canzone scritta appositamente da Sirianni e Gazich.

Vi abbiamo proposto anche alcuni brani dei Cantacronache: Ornella Vanoni (La Zolfara – Amodei-Straniero, 1959), Mauro Palmas con Elena Ledda, Maurizio Gieri e Simonetta Soro (Partigiani fratelli maggiori – Amodei-Straniero, 1999) e gli Yo Yo Mundi (Dove vola l’avvoltoio – Calvino-Liberovici, 2012).

Le Ultimissime

Libro della settimana: Willem Frederik Hermans, La camera oscura di Damocle (Iperborea, 2022)

Último trago: Marina RossellCull la primera poma (1985, cover di Angelo Branduardi)

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Quale futuro per il governo Sánchez? (24 novembre 2023)

Dopo quasi quattro mesi di impasse, lo scorso 16 novembre Pedro Sánchez è stato rieletto presidente del governo. Continua così l’esperienza dell’esecutivo di coalizione progressista, una delle poche eccezioni esistenti in Europa. Non sarà, però, un cammino facile tra le tensioni tra Sumar e Podemos, le difficili relazioni con gli indipendentisti catalani, la messa a terra della legge di amnistia e le prossime elezioni regionali ed europee. Senza dimenticare, poi, l’attitudine di una destra sempre più radicalizzata che tenterà in un tutti i modi, leciti e non, di affossare il governo. Ne parliamo con due storici e analisti politici, Paola Lo Cascio (Universitat de Barcelona) e Matteo Re (Universidad Rey Juan Carlos).

Non sono mancate Le Ultimissime del nostro Fausto De Salvia, alcune news musicali che ci arrivano dall’Italia (Francesco Guccini, La tieta; Massaroni Pianoforti, San Francesco) e l’último trago (Os Resentidos, En Kampuchea).

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La sinistra rivoluzionaria in Italia (17 novembre 2023)

Per parlare della sinistra rivoluzionaria in Italia al giorno d’oggi basterebbero, purtroppo, cinque minuti. In questa puntata di Zibaldone, però, andiamo indietro nel tempo e lo facciamo insieme allo storico Eros Francescangeli, autore di «Un mondo meglio di così». La sinistra rivoluzionaria in Italia (1943-1978) (Viella, 2023). Che ruolo ha avuto la sinistra rivoluzionaria nei primi anni della Prima Repubblica? Chi sono stati i suoi principali protagonisti? Quale il suo ruolo nel lungo Sessantotto? E perché dopo quel tragico 1978, segnato dal sequestro e omocidio di Aldo Moro, è precipitata progressivamente nell’irrilevanza?

News che ci arrivano dall’Italia, da altre latitudini e da altri tempi: The Kinks (Money Talks), Andrea Satta (Bellissima) Iosonouncane (Ararat), Francesco Messina (Prati bagnati del Monte Analogo)

Le Ultimissime

Último trago: Las GrecasHace Frio Ya (Ma che freddo fa, Nada) (1977)

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Il Rapporto Italia – Novembre 2023 (10 novembre 2023)

 È un dato di fatto che non smettiamo quasi mai di proporre novità musicali dall’Italia: ne abbiamo proposto nella scorsa puntata, con tutta probabilità ne proporremo nella prossima (fanno eccezione praticamente solo i nostri speciali monografici, che hanno un carattere perlopiù retrospettivo). Però qualche brano alla settimana non basta per avere un panorama soddisfacente di cosa si produce nello stivale, e diventa necessario immergersi al 100% nella nuova musica nostrana. Ecco quindi tornare Il Rapporto Italia, una rassegna irregolare (la prima “edizione” risale al marzo 2023) interamente dedicata alla musica italiana contemporanea. Tutti i dischi dei quali vi faremo sentire un brano sono stati pubblicati nel 2023, con una preferenza per gli ultimi mesi dell’anno: una manciata di nomi più noti, alcuni dei quali seguiamo da anni, e tanto underground, guidati dal puro piacere della ricerca e della scoperta, un’emozione che speriamo di riuscire a trasmettervi.  Come dicevamo nella presentazione della puntata dello scorso marzo, il sottobosco musicale italiano è in costante fermento, e a otto mesi di distanza quest’affermazione non ha perso un’oncia di verità.

Secondo tradizione, lo spettro stilistico è variegato: tanto cantautorato, a volte più intimista, altre con coloriture rock o glam, elettronica ibridata con la forma canzone o puramente strumentale, garage rock d’assalto, alternative con slanci prog, brani sperimentali o indefinibili. La varietà è sempre piacevole, no? Continuate a seguirci: a marzo avevamo annunciato la nostra intenzione di rimanere al passo col presente, vi promettiamo quindi che ci proveremo settimana dopo settimana, fino al prossimo Rapporto Italia.

Questa la scaletta della puntata (come detto più sopra, tutti i brani sono del 2023):

Lucio Corsi, Danza classica;  Colapesce Dimartino (feat. Ivan Graziani), I marinai; Motta (feat. Giovanni Truppi), Alice; Irene Buselli, Con un po’ meno pelle addosso; Marta Del Grandi, Mata Hari; Alek Hidell, First ride; Tutte le Cose Inutili, Grosseto; (+39) 375-649-94-64 My Telephone Number, C’est magique; Tristram, Ragazzo padre figlio VDP; Bachi da Pietra, Mussolini; Golpe, Quelle carte in Villa Wanda.

Non sono mancate Le Ultimissime di Fausto.

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Gender gap: Italia, maglia nera in Europa (3 novembre 2023)

Se non proprio maglia nera, l’Italia è uno dei paesi messi peggio in Europa in quanto a parità di genere. Secondo il Global Gender Gap Index del 2023, elaborato dal World Economic Forum, il nostro paese è 79esimo, lontanissimo non solo da Islanda, Norvegia, Finlandia, Svezia o Germania, che occupano le prime posizioni, ma anche dalla Spagna (18esima) e da parecchi paesi americani, africani e asiatici. Perché l’Italia è fanalino di coda? Perché questo ritardo, oramai vergognoso? Ne parliamo con Arianna Santero, ricercatrice in Sociologia presso l’Università di Torino e membro del comitato di redazione della rivista Il Mulino.

News che ci arrivano dall’Italia e da altre latitudini: Marta Dell’Anno (Mercurio ma con la A e Sogno n.3 (con Gina canto a squarciagola)), Any Other (Awful Thread), Patrizia Cirulli (Relogio cumpiacente)

Le Ultimissime

Libro della settimana: Daniel Pennac, Il caso Malaussène. Mi hanno mentito (Feltrinelli, 2018) e Capolinea Malaussène (Feltrinelli, 2023)

Último trago: Mercedes Sosa – Pobre patria

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Note in nero per notti insonni (27 ottobre 2023)

Si avvicina Halloween, una festività che non ha fin qui mai influenzato la nostra programmazione, ma si sa, nella vita è bello sperimentare prime volte e anche i pretesti più flebili, se ben sfruttati, possono condurre a risultati interessanti. A voi, come sempre, l’onore e l’onere del giudizio.

Oggi niente zucche (e neanche cocomeri, giusto per citare uno storico errore di traduzione dei Peanuts che i meno giovani ricorderanno, e che dimostra come qualche decennio fa, in Italia, Halloween fosse un concetto alquanto nebuloso) ma, come sempre su queste frequenze, tanta musica, che ci riporta a un periodo ben preciso della storia italiana: gli anni settanta del secolo scorso, che invece ci piace molto frequentare, e l’inizio del decennio successivo, quando un agguerrito manipolo di compositori e una manciata di band forgiò un suono riconoscibilissimo, pur nella sua varietà, allo scopo di accompagnare un’altra “scuola” nostrana, quella del cinema giallo all’italiana, che sfocerà progressivamente in alcune delle pellicole più truculente della storia del cinema di genere mondiale. E sì, crediamo, e non siamo i soli, che quelle colonne sonore abbiano contribuito in modo decisivo al successo di molti di quei film e, soprattutto, a forgiare un immaginario.

In questa puntata troverete mostri sacri delle colonne sonore nostrane, così come nomi noti solo agli addetti ai lavori, ma non per questo meno interessanti, per una sfiziosa carrellata, piena di groove, inattesi momenti idillici ma soprattutto tanta, tanta tensione. Speriamo che vi inchiodi (non letteralmente…) alla sedia, e chissà che l’anno prossimo…

Questa la scaletta della puntata (fra parentesi, titolo del film riferimento, regista e anno di pubblicazione):

Riz Ortolani, Come un delirio (da Non si sevizia un paperino, Lucio Fulci, 1972); Alessandro Alessandroni, Devil´s night (da La terrificante notte del demonio, Jean Brismée, 1971;  Carlo Savina, Finale (da Lisa e il diavolo, Mario Bava, 1973); Ennio Morricone, Violenza inattesa (da L’uccello dalle piume di cristallo, Dario Argento, 1970) e  Trafelato (da Giornata nera per l’ariete, Luigi Bazzoni, 1971); Bruno Nicolai, Insidia (da Tutti i colori del buio, Sergio Martino, 1972); Giuliano Sorgini, Momento pop (versione breve) (da Un urlo nelle tenebre, Elo Pannacciò, 1975); Stelvio Cipriani, Devil dance (da Un’ombra nell’ombra, Pier Carpi, 1979); Amedeo Tommasi, Titoli finali (da La casa dalle finestre che ridono, Pupi Avati, 1976); Trans Europa Express, Seq. 1 (da Il gatto dagli occhi di giada, Antonio Bido, 1977); Goblin, Titoli (da Buio Omega, Joe D’Amato, 1979); Riz Ortolani, Main theme (da Cannibal holocaust, Ruggero Deodato, 1980); Marcello Giombini, Prigioniere del sesso (da Orinoco: prigioniere del sesso, Edoardo Mulargia, 1980) e End title (da Antropophagus, Joe D’Amato, 1980); Fabio Frizzi, Voci dal nulla (da …E tu vivrai nel terrore! – L’aldilà, Lucio Fulci, 1981).

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Vengo anch’io! Il Tenco 2023 (20 ottobre 2023)

Dieci anni fa se ne andava uno dei più geniali artisti italiani, Enzo Jannacci. Amato, apprezzato, ricordato spesso con un sorriso, sì. Ma rispetto agli altri numi tutelari della canzone d’autore italiana, da De Andrè a De Gregori, da Dalla a Guccini, quell’indefinibile medico milanese, autore di successi come Vengo anch’io, Sei minuti all’alba o Ci vuole orecchio, non è tenuto nella considerazione che gli spetterebbe.

In questi giorni lo si ricorda in grande stile a Sanremo perché proprio a lui è dedicata la 46esima Rassegna della canzone d’autore, più conosciuta come Premio Tenco. Che come sempre è molte, moltissime cose. Ed infatti, oltre ai vincitori delle targhe decise da una giuria di giornalisti e operatori del settore (Vinicio Capossela, Almamegretta, Alice, Daniela Pes, Niccolò Fabi e Francesco Guccini), sul palco del teatro Ariston saliranno anche Eugenio Finardi, Ron, Carmen Consoli, Angelo Branduardi, il brasiliano Tom Zé, il palestinese-siriano Aeham Ahmad, Tosca o Flavio Giurato. E poi molte sono le attività “collaterali”: concerti nella Pigna di Sanremo, incontri con gli artisti, dibattiti, presentazioni di libri, proiezioni di documentari. In cui, ovviamente, Jannacci sarà uno dei principali protagonisti. Ne parliamo con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco.

Questa la scaletta della puntata:

Enzo Jannacci (Vengo anch’io. No, tu no -1968; L’uomo a metà -2004-; Quando il sipario -1976-), Eugenio Finardi (Giai Phong, 1977), Carmen Consoli (Maria Catena, 2006), Flavio Giurato (Orbetello, 1982), Tom Zé (O Sandalo, 1972), Aeham Ahmad Quintet (Together, 2022).

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FLIB Time! (13 ottobre 2023)

Ormai non è una novità: la comunità italiana è numerosissima a Barcellona. E molto attiva, soprattutto per quanto riguarda le iniziative culturali. E proprio di una di queste vogliamo parlarvi in questa puntata di Zibaldone. Per il secondo anno consecutivo, infatti, nel quartiere di Gràcia si organizza il Festival della Letteratura Italiana di Barcellona, una tre giorni ricca di incontri con autori italiani, dialoghi, dibattiti, ma anche recital di poesia e concerti.

Ne parliamo con Cecilia Ricciarelli, fondatrice della libreria italiana Le Nuvole e direttrice artistica del FLIB, che ci spiega quali sono i “binari secondari” che danno il titolo all’edizione di quest’anno del festival. Tra gli ospiti ci saranno anche i Wu Ming, collettivo sulle scene da un quarto di secolo, che presenteranno la loro ultima fatica, Ufo 78, romanzo ambientato in un anno cruciale della storia italiana, riletto tra fine del ciclo del lungo ’68, inizio del riflusso e… ufologia. Ce ne parla Wu Ming 4.

Per accompagnarci in questa puntata letteraria, abbiamo scelto alcuni brani di artisti italiani parte di colonne sonore di film e serie uscite nell’ultimo biennio: Don Antonio & The Graces feat. Daniela Peroni (Cinque minuti di te), Colapesce Dimartino (Il cuore è un malfattore), Andrea Laszlo De Simone (Il Regno Animale) e Calibro 35 feat. MEI e Tahnee Rodriguez (Little girl ready for big dreams).

Non sono mancate poi Le Ultimissime e l’último trago, una particolare versione di Dio è morto interpretata dall’argentina Marilina Ross.

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Tutto il calcio canzone per canzone (6 ottobre 2023)

Sì, lo sappiamo: se preso alla lettera, il titolo di questa puntata può suonare fin troppo roboante: le canzoni a tema calcistico composte nel nostro paese sono sicuramente centinaia, più probabilmente migliaia, e l’idea di trattarle tutte fa davvero tremare i polsi. Ma no, non ci abbiamo pensato nemmeno per un attimo: il titolo è semplicemente un omaggio a un programma storico della radio italiana e un modo suggestivo di presentarvi il nostro nuovo speciale monografico. Per un’ora vi terremo compagnia zigzagando tra i decenni e gli stili, dallo swing alla trap, dal pop alla bossa nova, dal cha cha cha al punk, toccando agilmente quante più sfaccettature possibili di quella terra mai del tutto esplorata che è l’intersezione tra calcio e musica in Italia: storie di vita che hanno per sfondo gli stadi della penisola, dediche enfatiche, nostalgiche o rancorose a grandi campioni, inni sociali di periferia, calciatori canterini, senza dimenticare gli strumentali che, grazie alla loro funzione di sigla televisiva, si sono legati in modo indissolubile all’immaginario pallonaro.

E siccome con questo speciale abbiamo appena scalfito la superficie di un repertorio, come dicevamo all’inizio, virtualmente infinito, aspettatevi nei mesi a venire un secondo capitolo.

Prima di lasciarvi all’ascolto, però, vi annunciamo con piacere che da qualche giorno il nostro Zibaldone ha un fiammante profilo Instagram, che vi invitiamo a seguire da subito per non perdervi anticipazioni sulle prossime puntate e gustosi recuperi dal nostro archivio: digitate @zibaldone_radiocontrabanda e cominciate a seguirci anche sul social delle foto! Per TikTok, però, non vi promettiamo niente.

Questa la scaletta della puntata:

Jack Trombey, Pancho (1966); Dino Olivieri Orchestra (canta Rossi), La donzelletta (1940); Jerry e I Milanisti, Rivera cha cha cha (1962); Adriano Celentano, Eravamo in 100.000 (1967); Mina, Ossessione ’70 (1972); The Snobs, Forza Ischia (197?); Enzo Jannacci, Linea bianca (1983); Beppe Galderisi, Sto correndo (1985); Jocelyn Pulsar, Garella (2008); Scudetto, Hurrà Juventus (2018); Sex Pizzul, Stadium (2016); Enzo Dong, Higuain (2017); Belli Cosi, Studio Sport (2001); Piero Umiliani, Dribbling (1963).

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I grattacapi di Giorgia (29 settembre 2023)

Un anno fa l’estrema destra vinceva le elezioni in Italia e un mese dopo, proprio nel centenario della Marcia su Roma, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, era eletta presidente del Consiglio. Qual è il bilancio di un anno di governo di destra estrema? Negli ultimi mesi, la “luna di miele” tra gli italiani e Giorgia sembrerebbe essere finita, come segnalava recentemente il Financial Times? L’esecutivo sembra avere parecchi problemi tra un’economia stagnante, un’inflazione alle stelle, una manovra che si annuncia sotto il segno dell’austerity, le difficoltà nella gestione del Pnrr, pessime relazioni in ambito europeo e, dulcis in fundo, l’incapacità manifesta di gestire i flussi di migranti. Siamo in vista di un giro di boa? O i grattacapi di Giorgia non metteranno in difficoltà l’ampia maggioranza di cui gode in parlamento e nel paese?

Ne parliamo con Matteo Pucciarelli, giornalista de La Repubblica e autore di diversi libri, tra cui Anatomia di un populista. La vera storia di Matteo Salvini (2016) e Guerra alla guerra. Guida alle idee e alle pratiche del pacifismo italiano (2023).

News che ci arrivano dall’Italia e da altre latitudini: Bud Spencer Blues Explosion (Insynthesi), Angus McOg (Communist Party Party), Magicaboola Brass Band (Bella Ciao Amandoti), Etrain de l’Aïr (Toubouk Ine Chihouossay)

Le Ultimissime

Libro della settimana: Tonia Mastrobuoni, L’erosione. Come i sovranismi stanno spazzando via la democrazia in Europa (Mondadori, 2023)

Último trago: Orquesta Internacional Policía de los Colombianos – Si me dejas no vale

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Un italiano ovunque: omaggio inusuale a Toto Cutugno (22 settembre 2023)

Arriva l’autunno e quest’anno ci trova puntuali, pronti ai blocchi di partenza, con una nuova stagione del nostro Zibaldone. E più che un semplice ritorno è quasi un nuovo inizio: nuovo formato (un’ora di programma invece delle canoniche due), nuovo orario (il venerdì dalle 17 alle 18, sempre sulle frequenze dell’inossidabile Radio Contrabanda), nuova sigla (ultragroovy e a cura di una vecchia conoscenza della trasmissione, Fiorino). Ma le novità non finiscono qui: sincronizzate gli orologi e continuate a seguirci!

Il 22 agosto, esattamente un mese fa, è scomparso all’età di ottant’anni, Toto Cutugno. Un simbolo degli anni ’80 nostrani, della canzone sanremese e al tempo stesso delle melodie tricolori da esportazione e, ovviamente, per via del suo brano più celebre, dell’italianità a tutto tondo. Che piaccia o no (e qui a Zibaldone non possiamo certo definirci suoi ammiratori), non si può parlare troppo a lungo di pop italiano senza imbattersi nella sua figura: è però possibile parlare di Toto Cutugno senza naufragare negli stereotipi? Noi ci abbiamo provato, a voi il giudizio. In questa puntata troverete gli esordi romantici con Toto e i Tati, l’irrisolta vocazione sperimentale degli Albatros, e una quantità di cover spesso stupefacenti, che dimostrano nel modo più inatteso l’influenza di Cutugno sul pop internazionale. Insomma, non vi faremo sentire L’italiano. O forse sì?

Questa la scaletta di oggi:

Toto e I Tati, Il rimpianto (1965); Albatros, Gran premio (1977); Albatros, Stop-Stop violence (1977); Lee Hazlewood & Nancy Sinatra, Indian Summer (1976); Iggy Pop, Et si tu n’existais pas (2012); Ludmila Gurchenko, Gody proletayut (1978); Kari Tapio, Olen suomalainen (1983); De Strangers, ‘k zen liever lui as mug (1990); Elio e Le Storie Tese, Ameri (1994); Toto Cutugno, Mi piacerebbe (andare al mare di lunedì o giù di lì (1985); Toto Cutugno vs. Daft Punk (mixed by Erre) Toto by Cutugno (2017); Pecos Kanvas, Vuelve (1981).

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Le canzoni dell’estate. Vol. VI (14 luglio 2023)

Ormai è una delle tradizioni più durature del nostro programma: la stagione si chiude a luglio con uno speciale su canzoni dedicate all’estate: e anno dopo anno ci stupiamo sempre di più constatando che riusciamo a reperire senza troppo sforzo materiale per puntate varie e sorprendenti. E così, anche oggi, col fondamentale aiuto del Banzo e di Fausto De Salvia, vi offriamo 25 canzoni che coprono quasi sessant’anni di musica, saltellando fra Italia, Spagna, Francia, USA e Galles, e generi distanti come pop, beat, cantautorato, soul, indie rock, elettronica “cosmica” e psichedelia. 

Questa la scaletta della puntata:

Riccardo Del Turco, Luglio (1968);  Domenico Modugno, Mariti in città (1958, versione 1972); Quartetto Cetra, Se fossi Giulio Verne (1965); Le Gemelle Kessler, L’estate corta (1965);  Micky y Los Tonys, No sé nadar (1966); The Systems, L’estate è finita (1967); Gabriella Ferri, Stornello dell’estate (1966); Gino Paoli, Un’altra estate (1974); Nanni Svampa, Adesso vien l’estate (1974); Paolo Ormi e La Sua Orchestra, Spiaggia libera (1971); Love, Bummer in the Summer (1967); Gladys Knight & The Pips, It’s Summer (1968); The Isley Brothers, Summer Breeze (1974); Johnson Righeira, Tambroni Twist (1981); Paloma San Basilio, Unas Vacaciones (1983);  Los Vegetales, Odio el verano (seconda metà anni ’80); Baffo Banfi, Quella dolce estate sul pianeta Venere (1979); Animal Collective, Summertime Clothes (2009); The Zephyr Bones, Weird Summer (2015); Beat Happening, Indian Summer (1988); Verdena, Sorriso in spiaggia, parte I (2011); Wilco, Heavy metal drummer (2002); Gorky’s Zygotic Mynci, Face like Summer (2000); Brunori Sas, Guardia ’82 (2010); La Femme, Septembre (2016).

Buona estate! Ci risentiamo a settembre con importanti novità!

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I feel elections (7 luglio 2023)

Penultima puntata del nostro Zibaldone prima della pausa estiva. Puntata ricca, mi ci ficco. Tra icone pop e dibattiti sulla situazione politica spagnola alle porte di un voto cruciale. Qui il menù della puntata di questo venerdì di Zibaldone:

Il 23 luglio la Spagna torna alle urne. Si tratta di elezioni cruciali che possono aprire le porte del governo all’estrema destra di Vox. Qual è la situazione del paese? Cosa ha sbagliato la sinistra? Cosa dovrebbe fare? Ne parliamo con Luca Tancredi Barone, giornalista e collaboratore de Il manifesto, e Paola Lo Cascio, professoressa di storia contemporanea presso l’Universitat de Barcelona.

Donna Summer ha fatto ballare un’intera generazione (e non solo, in realtà). Ma oltre ad essere stata una vera e propria regina della disco, è stata anche un’icona pop. Ne parliamo con  Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano, autori di Donna Summer. La voce arcobaleno. Da disco queen a icona pop (Coniglio Editore, 2023). Dagli anni dorati della tappa dance di Donna Summer ci ascoltiamo Love to love you baby, I feel love e Hot Stuff, frutto della collaborazione con Giorgio Moroder e Pete Bellotte.

– Torna a trovarci Ricky Russo che ci propone due brani di Jesse Malin (Broken Radio e Here’s The Situation).

News che ci arrivano dall’ItaliaGabriele Laponte (Neri a metà), Almamegretta (Senghe), Il Re Tarantola (Aiutiamoli a casa loro comprando le loro lauree), Kento, Bestierare e Serhat Akbal (A las barricadas 2023).

Le Ultimissime

– De Italia a otra parteManzanita (Cosa Nostra, Toto Cotougno 1980)

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Garrincha Dischi, gioia del popolo (e altre musiche) (30 giugno 2023)

Paolo Benvegnù

Paolo Benvegnù

In questa puntata di Zibaldone, troverete soprattutto tantissima musica per accompagnarvi in questo inizio d’estate. Nella prima parte della trasmissione vi proporremo una serie di novità discografiche dall’Italia, in una specie di seguito del Rapporto Italia che vi abbiamo proposto lo scorso marzo: come tradizione, troverete tanta canzone d’autore, nel nostro instancabile tentativo di tracciare una mappa affidabile del cantautorato contemporaneo in Italia, ma anche pennellate di post rock e sperimentazione.

La seconda parte della puntata è invece dedicata a un doveroso omaggio a Matteo Romagnoli, ex-leader dei 4fioriperzoe, solista col nome di Matteo Costa, manager e sesto uomo de Lo Stato Sociale, e fondatore di Garrincha Dischi, una delle etichette indipendenti italiane che abbiamo seguito con più passione e costanza nel corso degli anni. Romagnoli è purtroppo venuto a mancare lo scorso 14 giugno dopo una lunga malattia, e ci è sembrato quindi doveroso proporvi una selezione dei progetti ai quali Romagnoli ha partecipato direttamente e che ha promosso con la sua etichetta, definendo in modo indelebile il suono dell’indie italiano nei recentemente conclusi anni dieci e oltre. Grazie di tutto, Matteo.

Questa la scaletta della puntata:

Daniela Pes

Daniela Pes

Novità musicali, o, il mini-rapporto Italia giugno 2023

Maria Antonietta, Con le buone maniere;  Paolo Benvegnù, 27/12; Giovanni Truppi, Intro e Centocelle; Galoni, Gino; Federico Dragogna, Dubbi; Daniela Pes, Làira; Staindubatta, A cavalcín; Laura Agnusdei, Sasha; Anna Ox, Ex macello (tutti i brani sono stati pubblicati nel 2023).

 -Omaggio a Matteo Romagnoli (1980-2023)

4fioriperzoe, Attendere, riuscire, averti (2008); Matteo Costa & The Lucky Strikes, A marzo ritorno (2012); Lo Stato Sociale, Sono così indie (2012); L’Officina della Camomilla, Squatter (2014); L’Orso, Con i chilometri contro (2012); Dimartino, Attenti al lupo (2011); manzOni, A mio padre (2012); Garrincha Star All-Stars feat. 33ore, Come è profondo il mare· (2014).

-Le Ultimissime

-Il libro della settimana: Manu Larcenet, Lo scontro quotidiano, Bologna, Coconino Press, 2014, 2020.

De Italia a otra parte: Pedro Marín, Cómprame (1982)

Último Trago: Colle der Fomento, Ghetto chic (2007)

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Il ragazzo che sparò a Mussolini e altre storie (23 giugno 2023)

Qui il menù della puntata di questo venerdì di Zibaldone:

– Il 31 ottobre 1926 il quindicenne Anteo Zamboni spara a Mussolini mentre è in visita a Bologna per i festeggiamenti del quarto anniversario della Marcia su Roma. Mussolini rimane illeso. Anteo è linciato sul posto dalla folla inferocita. In conseguenza dell’attentato vengono promulgate le leggi speciali a difesa dello Stato che segnano la fine della democrazia liberale in Italia e l’inizio definitivo della dittatura fascista. Ma il gesto di Anteo lascia molte perplessità nell’opinione pubblica. Possibile che un ragazzo di quindici anni abbia progettato e messo in atto da solo un attentato a Mussolini nonostante l’ingente spiegamento di forze a tutela dell’incolumità del “Duce”? A partire da fatti realmente accaduti, Andrea Prandstraller costruisce il suo primo romanzo, un giallo storico intitolato “Il ragazzo che sparò a Mussolini. La prima indagine del commissario Emiliano Solerti” (Arpeggio libero, 2022). Il protagonista è il giovane commissario di pubblica sicurezza Emiliano Solerti che si trova a indagare sul caso Zamboni. Ne parliamo con l’autore.

– Piccolo omaggio a Francesco Nuti di cui ci siamo ascoltati Va la nave in Argentina (con i Giancattivi), Puppe a pera e I dementi.

– Torna a trovarci Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara, Lussemburgo) che ci propone Calibro 35 (Gun Powder) e Il tesoro di San Gennaro (Pigliate na pastiglia)

– News che ci arrivano dall’Italia e da altre latitudini: Giua feat. Blue Dolls (Quella là), Angus McOg (Cirrus), Death Mantra for Lazarus (Nude), Iosonouncane & Paolo Angeli (Summer on a spiaggia affollata e Sela).

Le Ultimissime

– De Italia a otra parteLos Doltons (Teresa, Perú 1967) e Los Grillos de Chañaral (Lejos de mis ojos, Chile 1974)

– I libri dello ZibaldoneVolker Kutscher, Babylon-Berlin, La morte non fa rumore e Goldstein (Milano, Feltrinelli, 2017, 2018 e 2019)

– Último trago: The Andrè Signora mia

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Vita, morte e miracoli del Caimano (16 giugno 2023)

Il 12 giugno scorso è morto all’età di 86 anni Silvio Berlusconi. Dalla Spagna abbiamo osservato con perplessità l’inizio di un immediato processo di beatificazione che ha interessato la maggior parte dei media nazionali, ed è culminato nella proclamazione del lutto nazionale due giorni dopo da parte del governo: un onore fin qui mai riservato a ex presidenti del consiglio che non avessero ricoperto anche il ruolo di capo dello stato. Per quanto non siano mancate le voci di dissenso, queste sono rimaste sostanzialmente inascoltate.

Quello di Berlusconi è con tutta probabilità il nome più controverso e discusso dell’ultimo trentennio di storia politica italiana, e ci pare disonesto che l’analisi del suo spesso problematico operato sia confinata alle agiografie dei suoi sodali politici e delle figure di spettacolo che hanno popolato le sue televisioni. Per questo, nella puntata odierna di Zibaldone, abbiamo provato con la massima onestà intellettuale a raccontare una storia diversa e, crediamo, più rispondente ai fatti. Ne hanno parlato con noi Ramon Mantovani, ex deputato tra il 1992 e il 2008 e membro della direzione di Rifondazione Comunista, ed Emanuele Felice, storico dell’economia, saggista e professore alla Iulm.

A completare la puntata, una eterogenea selezione di brani variamente collegati al personaggio Berlusconi: lasciamo a voi il piacere di scoprire le motivazioni delle nostre scelte e i retroscena talvolta imprevedibili che si celano dietro alcuni dei brani proposti.

Questa la scaletta della puntata:

Roberto Benigni, È tutto mio (1995); Franco Battiato, Inneres Auge (2009); Technogod + RadioGladio, Qualcosa di perverso (c’ho di cui il paese ha bisogno) (1995); Mariposa, Forza Musica (2005); Fabio Frizzi, Ibo lelè (1974); Mariano Apicella, Meglio ‘na canzone (2003); Diva, Il paradiso su Retequattro (2011); Gerardo Carmine Gargiulo, A Silvio (1988); Augusto Martelli, Formula 5 (1981); Franco Piersanti, Ascesa (2006); Elio e le Storie Tese, Bunga Bunga (2010); C.S.I., Maledirai (1994).

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Lo stato di Liuponòpolis (9 giugno 2023)

Esiste uno stato che si chiama Liuoponòpolis in qualche posto sperduto del globo? O si tratta solo di uno stato della nostra mente? Di questo e di molto altro abbiamo parlato nell’ultima puntata del nostro Zibaldone. Qui il menú.

La grande corsa verso Liuponòpolis è il nuovo album di Peppe Voltarelli, cantautore cantastorie e giramondo come pochi altri. Per celebrare un ventennio di carriera da solista, iniziata nel 2008 con Distratto ma però, Peppe se n’è andato a New York: il frutto di questo suo viaggio è un disco registrato nel cuore della Grande Mela con una band d’eccezione. Un disco della maturità, si sarebbe detto un tempo, che cerca di fare il punto dopo i vent’anni in compagnia del Parto delle Nuvole Pesanti e gli ultimi anni segnati da dischi pluripremiati dove il nostro calabrese errante ha indossato le vesti dell’interprete (Voltarelli canta Profazio -2016- e Planetario -2021-). Vi abbiamo proposto Mareniro, Au Cinema, Spremuta di limone e Carizzi.

– Dopo decenni di dominio del neoliberismo e del suo culto del libero mercato, la politica contemporanea è marcata dal ritorno prepotente dello Stato interventista. I piani per la transizione verde, i sussidi per tamponare il crescente malessere sociale, le misure anti-contagio viste durante la pandemia, il ritorno del protezionismo commerciale e la richiesta della destra di chiudere le frontiere agli immigrati sono tutti tentativi di rispondere, in forme diverse, alla pressante domanda di sicurezza. In Controllare e proteggere. Il ritorno dello Stato (Nottetempo, 2022), Paolo Gerbaudo, sociologo e teorico politico alla Scuola Normale Superiore di Pisa e al King’s College di Londra, illustra gli elementi fondanti di questo nuovo paradigma neostatalista e il modo in cui ridefinisce il campo di battaglia político. Il saggio, uscito recentemente in edizione spagnola per Verso Libros, è stato presentato lo scorso 8 giugno alla libreria La Central del Raval di Barcellona.

– News che ci arrivano dall’Italia e da altre latitudini: Arpioni (L’artista e Il dritto), Vinicio Capossela (All You Can Eat), Giancane (Voglio morire), Maria Antonietta (Viale Regina Margherita), Calibro 35 (Eteretaco).

– De Italia a otra parte: Violeta Rivas (El baile del ladrillo – Rita Pavone, Il ballo del mattone, 1963) e Peret (Sapore di sale – Gino Paoli, 1964)

I libri dello Zibaldone: Xavier Rius Sant, Vox. El retorno de los ultras que nunca se fueron (Akal, 2023)

– Último trago: Astrud Gilberto – The Girl from Ipanema.

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Storie dall’alluvione (26 maggio 2023)

Nel corso di questo mese di maggio, la Romagna è stata vittima di violente alluvioni che hanno interessato con conseguenze drammatiche la maggior parte del suo

Sant’agata sul Santerno

territorio: un’emergenza che, mentre scriviamo, è tuttora in corso, e della quale è estremamente difficile calcolare le implicazioni future. Questa puntata del nostro Zibaldone è un sentito tentativo di raccontare almeno in parte cosa è successo e cosa sta succedendo da quelle parti.

Ne abbiamo parlato con Giovanni Costa, direttore generale del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, che con competenza e precisione ci ha aiutato a ricostruire gli eventi delle ultime settimane. Sono stati con noi anche Laura Orlandini, studiosa di storia contemporanea ed ex-collaboratrice del nostro programma, e Fausto De Salvia, che invece con Zibaldone collabora tuttora, ed è autore delle Ultimissime, una delle nostre rubriche più longeve: grazie alle loro testimonianze dirette abbiamo raccontato la situazione di Ravenna e Conselice, fra i comuni più colpiti dall’emergenza. Ci ha accompagnato anche Federico Savini, giornalista della testata Settesere, col quale abbiamo discusso, tra l’altro, del complesso rapporto tra realtà locali e mezzi d’informazione nazionali e delle incomprensioni che ne possono derivare.

Ad arricchire il tutto, anche una piccola selezione musicale composta quasi interamente da artisti romagnoli, sospesa fra tradizione, canzone d’autore e sperimentazione strumentale.

Per chi ne avesse la possibilità, è possibile effettuare donazioni su questo conto bancario aperto dalla regione Emilia-Romagna: IT69G0200802435000104428964 (specificate nella causale: “ALLUVIONE EMILIA-ROMAGNA”. Per maggiori informazioni: https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/notizie/attualita/conto-corrente-alluvioni-maggio-2023

Questa la scaletta della puntata:

Fabrizio De André, Dolcenera (1997); Secondo Casadei, Romagna mia (1954); Extraliscio, Mama luntena (2016); Giacomo Toni, A nessuno (2017); Ronin, Ravenna (2014); Cacao, Contadini (2016); Orchestra Spettacolo Raoul Casadei, Polesine (1977); Quintorigo, La nonna di Frederick lo portava al mare (2000); Andrea Lepri, Al mi radis (2006); Sacri Cuori, Madalena (2015).

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La famosa invasione dei dementi in Italia, parte terza (19 maggio 2023)

Ed eccoci giunti alla fine del nostro percorso: si chiude con questa puntata il viaggio intrapreso a inizio mese nella storia della musica demenziale italiana, rock ma non solo, che dall’inizio degli anni sessanta ci aveva fin qui portato fino all’inizio dei novanta: è da quel periodo che riprendiamo oggi, sorpassando agevolmente la fine dello scorso millennio fino a spingerci ai giorni nostri, per scoprire come le varie sensibilità artistiche che si sono ispirate allo sfuggente concetto di “demenzialità” hanno via via interpretato un contesto storico in continuo mutamento. E se per la prima parte della scaletta ci riferiremo a canali per così dire “tradizionali”, con dischi più o meno autoprodotti e apparizioni televisive nel contesto di programmi comici, vedremo come negli anni più recenti, internet abbia garantito a molti nomi nuovi una spontaneità e una libertà espressiva che hanno rinverdito lo spirito del rock demenziale, anche quando le musiche proposte di rock non avevano ormai più nulla.

Anche oggi quindi, ascolteremo di tutto: twist, cantautorato sui generis, punk rock, hard rock, heavy metal, dance, pop, hip hop, e perfino trap, in un calderone che potrebbe stordirvi ma che speriamo possa anche estasiarvi, o almeno sorprendervi. Per noi è stato un piacere proporvelo.

Questa la scaletta della puntata:

Pino Campagna, Donatella Raffai twist (1992); Stefano Nosei, Scioglimi il calcare (1993); Gianni Drudi, Mai Dire TV (1993); Paolino Paperino Band, Extracomunitario (1993) e Ave (2017); Santarita Sakkascia, John Zorn alla fermata del 23 (1994); Latte & I Suoi Derivati, Alla fiera der Tufello (1994) e L’altra mattina alla fermata del tram, mi sono accorto… (1996); Leone Di Lernia, Pippo Baudo uè (1995); Titta, Pane e prosciutto (versione originale con le Fecce Tricolori, 1996, la versione qui proposta è del 2009); Gianfranco Marziano, Gentimmerda (1999); Corrado Guzzanti, Grande raccordo anulare (2001); Gem Boy, Holly & Benji (2002); Prophilax, Pornografia unica via (2003); Paola Cortellesi & Wooden Chicks feat. Frankie Hi-NRG MC, Non mi chiedermi (2004); X-Mary, Zucca (2006); Juda Stronzelover, Ragazzi, io sono una sedia (2011); Duo Bucolico, S’è sposata la mia zia (2011); Ruggero de I Timidi, Timidamente io (2013); OEL, Le focaccine dell’Esselunga (2017); Tunonna, Mia nonna (2017); Nanowar of Steel, Esce ma non mi rosica (2018); Auroro Borealo, Villano (2018) e Mattarella (2022); Immanuel Casto, D!ck pic (2022).

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La famosa invasione dei dementi in Italia, parte seconda (12 maggio 2023)

Dopo la tappa d’esordio della settimana scorsa, proseguiamo questo venerdì il nostro viaggio alla scoperta del rock demenziale italiano e della sua peculiare storia, con tutti gli annessi e connessi del caso: e lo facciamo attraverso i tre nomi che più di ogni altro vengono accostati al genere, e del quale hanno fornito tre interpretazioni tanto divergenti quanto imprescindibili nel mettere a fuoco il fenomeno: Squallor, Skiantos e Elio e le Storie Tese. I primi, a onor del vero, col rock’n’roll hanno sempre avuto poco a che fare, preferendo recitati surreali e dissacrante canzone napoletana, ed esordendo oltretutto anni prima che i secondi coniassero finalmente la definizione di rock demenziale; a Bologna “Freak” Antoni e soci, immersi nel nascente movimento punk, intuirono tutto il potenziale dadaista e liberatorio di quel nuovo e rudimentale linguaggio sonoro, e se ne fecero interpreti. Gli “Elii”, invece, tra la fine degli anni ottana e il decennio successivo, portarono il genere a un impronosticabile successo di massa, dando anche libero sfogo a un estro esecutivo diventato quasi proverbiale.

Ma non è tutto, perché la puntata offre anche reggae, new wave, incursioni cantautoriali, “quasi-rap” e tante parodie, ancora una volta con aperture alle lingue locali italiane, a chiara conferma del fatto che il concetto di demenziale era e resta aperto alle interpretazioni più libere, come è giusto che sia. Continuate a seguirci, perché quest’avventura si concluderà soltanto la settimana prossima!

Questa la scaletta della puntata:

Squallor, Ti ho conosciuto in un clubs (1973), L’alluvione (1977), Cornutone (1981) e USA for Italy (1985); Skiantos, Eptadone e Io sono un autonomo (1978), Kakkole (1979) e Italiano terrone che amo (1992); Naif Orchestra, Io vorrei essere la Torre di Pisa (1980); Shampoo, ‘E zizze (1980); Francesco Salvi, La cansone alegra (1986); Brigantony, Mi stuppai ‘na Fanta (1987); Tony Tammaro, Il parco dell’amore (1989); Francesco Baccini, W gli scout (1989); Elio e le Storie Tese, Born to be Abramo (1990), Il vitello dai piedi di balsa (1992), You (1993), Dannati forever (2013); Marco Carena, Arbre magique (1991); Pitura Freska, So mato per ea mona (1991); Claudio Bisio con Rocco Tanica, Rapput (senzafiato) (1991); Powerillusi, Il bambino povero (1992); Gene Gnocchi and the Getton Boys, Giura che non è silicone (1992).

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La famosa invasione dei dementi in Italia, parte prima (5 maggio 2023)

E questo titolo così strano? Cosa ci viene a significare? Aldilà della citazione, del tutto episodica, di Dino Buzzati, la spiegazione è molto semplice: affascinati dall’idea di raccontare una storia strana e sfuggente come quella del rock demenziale italiano, ci siamo fatti prendere la mano: nella scelta del titolo, appunto, e nella selezione dei brani, tanto che questa puntata sarà solo la prima di una serie di tre nel quale il rock demenziale propriamente detto verrà toccato solo tangenzialmente. Sarà comunque una storia avvincente, ve lo promettiamo.

Selezionando un punto di partenza tra i vari possibili (perché allargandoci un pochino avremmo potuto retrocedere fino a Petrolini e agli albori della discografia moderna), ci siamo soffermati sugli esordi del rock’n’roll nel nostro paese, all’inizio degli anni ’60, con la sua vena di follia rimasta ai margini delle grandi narrazioni mainstream, e ci siamo spinti fino al termine del decennio successivo in un percorso che include cabaret, teatro canzone e pure stornellacci da osteria. Dalla Lombardia, terra nativa di molti maestri dell’ironia in musica, ci siamo progressivamente allargati al resto del paese, dedicando attenzione anche ad alcune delle molteplici lingue locali parlate nel nostro paese. Ma come dicevamo all’inizio, il viaggio è appena cominciato: restate con noi!

Questa la scaletta della puntata:

I 2 Corsari , Zitto, prego! (1960); Ghigo Agosti, Tredici vermi con il filtro (1961); Clem Sacco, Oh mama, voglio l’uovo alla coque (1961) e Baciami la vena varicosa (1963); Riz Samaritano, Ma che calze vuoi da me e Cadavere spaziale (1963); Giorgio Gaber, Goganga (1963, qui presentata in una versione del 1968); Walter Valdi, La busa noeuva (1965); I 5 Monelli, Balbettando (1967); Enzo Jannacci, Ho visto un re (1968); Cochi e Renato, 7+ (1968) e Canzone intelligente (1973); Pippo Franco, Cesso (1971); Culattini Fiorello, I frocioni (1971); I Gatti di Vicolo Miracoli, Storia di un lavoratore che rimane vittima delle disgrazie più cattive (1972) e Capito? (1978); Le Figlie del Vento, I carciofi son maturi se li mangi poco duri (1973); Leone di Lernia, Commara Maria (1975); Lino Banfi, Sciamuninn rock (1975); Frizzi Comini Tonazzi, E duc’ mi clamin cont (1976, qui in una versione live del 2003); Gianfranco Manfredi, Quarto Oggiaro story (1976); Benito Urgu, Sexy Fonni (1977); Maria Sole, Sono seduta sul water closet (1977); Andrea Mingardi Supercircus, Pus (1978); Marinella, Autunno, cadono le Pagine Gialle (1979); Pandemonium, Tu fai schifo sempre (1979); Roberto Benigni, L’inno del corpo sciolto (1979); Sorella Maldestra, Cadavere (1979).

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Inverno liquido e storia contesa (28 aprile 2023)

Cambiamento climatico e guerre della memoria: di questo abbiamo parlato in questa puntata di Zibaldone. Il tutto, ovviamente, condito da molta musica, tra cui parecchie news che ci arrivano dall’Italia. Qui il menù della puntata:

–  L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha messo in luce l’estrema debolezza del modello economico legato al turismo dello sci da discesa sulle montagne. In un’epoca nella quale il cambiamento climatico ne accorcia le stagioni e ne aumenta i costi di gestione, in cui la crisi economica lo rende uno sport elitario e il cambiamento culturale vede prospettarsi una diversa domanda di svago anche nei centri vocati alla monocultura del turismo invernale, quali prospettive di riconversione possono essere messe in campo? Quali possono essere le risorse attivabili? E quali gli attori e le reti che possono entrare in gioco? In un lungo reportage dalle Alpi e dagli Appennini, Maurizio Dematteis e Michele Nardelli hanno incontrato imprenditori, operatori e testimoni del mondo dello sci che analizzano i fallimenti e spiegano i possibili percorsi di riconversione, fotografano. Ne parliamo con Michele Nardelli, coautore di Inverno liquido. La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa (DeriveApprodi, 2023).

– Torna il collegamento mensile con il nostro Berardo Staglianò (Sentieri Sonori, Radio Ara – Lussemburgo) che ci propone Punkreas (Dai dai dai) e Daniela Pes (Carme).

– News che ci arrivano dall’Italia e da altre latitudini: Vinicio Capossela (Staffette in bicicletta), Marnàin (Azul Fellawen), Gianni Sciannamè (Sunny Cloudy), Gerardo Balestrieri (L’ame du vin), Baustelle (Andiamo ai rave), Colombre (Allucinazioni (It’s A Wonderful Keyboards Endless)), Yusuf-Cat Stevens (Take the World Apart).

Le Ultimissime di Fausto

I libri dello Zibaldone: Luca Falsini, La storia contesa. L’uso politico del passato nell’Italia contemporanea, Roma, Donzelli, 2020.

De Italia a otra parte: Los Catinos con Se oculta el sol (Si é spento il sole, Adriano Celentano) ed Encuesta (Proposta, I Giganti).

Último trago: Bob Dylan Watching the River Flow.

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Da chi ci siamo liberati, da chi dobbiamo liberarci (21 aprile 2023)

Mancano pochi giorni all’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, un 25 aprile che vede, per la prima volta in Italia, un governo guidato da un partito che (volente o nolente) nel regime mussoliniano ha le origini della propria vicenda politica. Quale occasione migliore per una puntata monografica del nostro Zibaldone su cent’anni di fascismo nelle canzoni?

Un viaggio dalla violenza squadrista allo “sdoganamento” di epoca berlusconiana, attraverso imprese coloniali vere e presunte, razzismo e sconfitte militari, omofobia e stragismo… il tutto passando dal combat rock alle parodie e agli stornelli satirici, dalla musica da ballo all’elettronica, dal progressive al rap, con alcune delle migliori pagine del cantautorato italiano di ieri e di oggi.

Per non dimenticare (anche ridicolizzandolo, perché no?) da chi ci siamo liberati e ricordare, una volta di più, da chi dobbiamo liberarci…

Questa la scaletta della puntata:

Gang, Alle barricate (2015); Banco del Mutuo Soccorso, 10 Giugno 1924 (1976); Franco Battiato con Giuni Russo, Lettera al governatore della Libia (1989); The Tiger, The Gold in Africa (1936); Gorni Kramer e la sua Orchestra, Crapa Pelada (1936); Righeira, Luciano Serra pilota(1983), Cesare Basile, L’arvulu russu (2019); Corrado Guzzanti, Fascisti su Marte (2002); Enzo Jannacci, Il primo furto non si scorda mai(1964); Enrica Calvi, Rosastella dimmi sì (Rosabella del Molise) (1964); Stormy Six, La fabbrica (1975); Lo Stato Sociale, Festa d’aprile (2012); Fausto Amodei, Dongo (1964); Flavio Giurato, Storia di un’osteria (1978); Enzo Del Re, I manifesti (1973); Giardini di Mirò con Angela Baraldi, Bufera (2010); Predappio Disco Dux, Camillo (2006); Canzoniere delle Lame, All’armi… siam digiuni (La Ballata del Cantagallo)(1973); Fabrizio De Andrè, Le storie di ieri (1974); Offlaga Disco Pax, Sensibile (2008), Assalti Frontali, Fascisti in doppiopetto (1996); Giancane e Lucio Leoni, Adotta un fascista (2017), Francesco Bianconi, Romanzo di formazione (2021).

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La solitudine del postino (14 aprile 2023)

Può un postino sentirsi solo? No, non vi proponiamo una riflessione su come si sente chi svolge un lavoro che, purtroppo, con la digitalizzazione probabilmente passerà presto di moda. O forse sì. Lo facciamo però a modo nostro, attraverso la musica, a partire da alcuni dischi che sono usciti in queste settimane in Italia e in Spagna. Qui il menù della puntata del nostro Zibaldone:

– Dopo quasi otto anni, Jordi Pélach torna con un nuovo disco, Ningú estima al carter che presenta in anteprima a Zibaldone. Il cantautore catalano, nostro ospite in questa puntata, ci parla di un concept album realizzato con la collaborazione di un tris di italiani residenti a Barcellona: Flavio Ferri, Olden e Ulrich Sandner. Ritmi rock e country, a volte oscuri, per raccontare la storia di un postino che nessuno ama in un mondo difficile, molto simile a quello in cui viviamo. Vi abbiamo proposto il brano che dà il titolo al disco, Glòria a les pedres e Nono.

– News che ci arrivano dall’Italia e da altre latitudini: Dente (Discoteca Solitudine e Il mondo con gli occhi), Porfirio Rubirosa (Un accidioso e Un invidioso), Andreotti (Camden Town), The Kinks (Celluloid Heroes), Psychopathic Romantics (Suzanne), Steven Munar (Sailing Days) e Angus McOg (Parts).

Le Ultimissime di Fausto

I libri dello Zibaldone: Paolo Berizzi, L’educazione di un fascista, Milano, Feltrinelli, 2020. Il libro si presenterà venerdì 21 aprile alle 19h00 alla Libreria Italiana Le Nuvole (C/Sant Lluís, 11, Barcellona)

De Italia a otra parte: Los de la Torre con A palos…! (Pietre di Gianco-Pieretti) e Saber Perder (Bisogna saper perdere di Lucio Dalla & The Rokes)

Último trago: Emidio Clementi – Corrado NucciniSe ne sta immobile accanto alla valigia sfasciata.

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Così vicini, così lontani (24 marzo 2023)

Così vicini, così lontani nello spazio e nel tempo. Sì, perché questa puntata di Zibaldone viaggia alla ricerca delle comunità italiane in giro per il mondo e tra il presente e il passato della musica.

– Ora che sembra che la pandemia sia terminata, conviene iniziare a riflettere e studiare seriamente gli effetti di quel lungo biennio. È quello che si propone Così lontani, così vicini. Italiani all’estero per lavoro nel biennio pandemico da Covid-19 (Futura Editrice, 2023), un libro curato da Francesco Carchedi. Dalla Germania alla Cina, dalla Francia al Brasile, dal Belgio al Canada, dall’Argentina alla Spagna, ovviamente. Ne parliamo con il curatore del volume e con Daniele Comberiati, autore del capitolo dedicato agli italiani a Barcellona.

– News che ci arrivano dall’Italia: Domenico Imperato (Sentimentale), Carlo Valente (Mentre qualcuno nasce a Belgrado) e Lepre (Capannone)

Le Ultimissime di Fausto

I libri dello Zibaldone: Paola Di Lazzaro e Giordana Pallone, Com’è successo. Una repubblica in crisi, parola per parola (Fandango, 2022)

De Italia a otra parte: omaggio a Mina: Silvana Di Lorenzo con Osvaldo Brandi – Palabras, Palabras (Parole parole, 1972); José Guardiola y su Orquestra – Baños de Luna (Tintarella di Luna, 1960), Luz Casal – Un año de amor (Un anno d’amore, 1991).

Piccolo omaggio a Gualtiero Bertelli: Nina, ti te ricordi; Stucky; Barche de carta.

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Il Rapporto Italia – Marzo 2023 (17 marzo 2023)

È una domanda che ci siamo posti altre volte, ma periodicamente è bene tornare a farlo: che musica si fa oggigiorno in Italia? E no, come sapete se avete la bontà di seguirci

Alessandro Fiori

regolarmente, non è una domanda retorica. Non si tratta di disquisire sui massimi sistemi, ma di immergersi nel marasma delle uscite recenti alla ricerca di esempi. Perché il sottobosco musicale italiano è in costante fermento, e seguendo le giuste piste, o a volte lasciandosi guidare dall’intuito o dalla fortuna, si scoprirà che di dischi interessanti non c’è sicuramente penuria.

Questa puntata, che con un pizzico di ironia abbiamo voluto intitolare “Il Rapporto Italia – Marzo 2023” è uno di quei viaggi musicali che tanto ci piace intraprendere, e in

C+C=Maxigross

questo caso, ovviamente, non per scoprire angolazioni inedite del passato, ma per provare a rimanere al passo col presente, visto che i brani proposti sono usciti quasi tutti tra settembre 2022 e questo mese di marzo 2023 ancora in corso. Senza pretese di esaustività, troverete alcuni nomi che seguiamo da tempo, e che ci piace accompagnare nella loro evoluzione, e altri che probabilmente cominceremo a seguire da oggi, si tratti di artisti o di etichette, il tutto all’insegna di una piacevole varietà stilistica: cantautorato più o meno off, rock, psichedelia, sperimentazione, guizzi di elettronica, un po’ di easy listening, con un occhio di riguardo anche per proposte interamente strumentali.

Abbandonatevi con noi al piacere dell’ascolto, sapendo che tra qualche mese sarà necessario farsi ancora quella domanda.

Torso Virile Colossale

Questa la scaletta della puntata:

Checco Curci, Che sia la notte (2023); Zois, Solo rumore di fuochi e Etilene per tutti (2023) ; Giovanni Mancuso e Debora Petrina, Dove va (2022); Petrina, Begonie (2022); Alessandro Fiori, Trasloco e Passeggiata (2023); Deian, Deltaplani e Zagor (2023); Crema, Spie e Europop (2023); C+C=Maxigross, Battelli ebbri e Io me ne sto fermo ad aspettare (2023); Everest Magma, Marco (2022); Bono / Burattini, Dinner illusion (2023); Villa, Liberazione (2022); Torso Virile Colossale, Estasi a Tor Caldara e Chi guida l’orgia? (2022); Davide Andreoni, Piumaggi e L’invasione delle terre emerse (2023); I Gini Paoli, Fibrocemento (2023); Bologna Violenta con Pierpaolo Capovilla, Dalla culla alla bara (2022).

Non sono mancate Le Ultimissime di Fausto.

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Sardegna è un nome di donna (10 marzo 2023)

La Sardegna è una terra ricca di musicisti e cantautori. E tante, tantissime sono anche le cantautrici. In questa puntata di Zibaldone vogliamo farvi scoprire questo lato della Sardegna che, appunto, è un nome di donna.

Premio Nobel della Letteratura, Grazia Deledda è stata una della grandi scrittrici sarde. La cantautrice algherese Claudia Crabuzza le ha dedicato un disco, Grazia, la madre, in cui rende omaggio alla densità della sua opera, che ha trasformato il piccolo mondo delle origini in un racconto universale di emancipazione al femminile. Per iniziativa di Stefano Starace, autore anche dei testi, in dieci canzoni sono stati tradotti in musica altrettanti romanzi della Deledda, capaci di parlare ancora al cuore della sensibilità contemporanea. Dal suo nuovo album vi abbiamo proposto Filos de prata, La solitudine non si muove e Sa Erentzia De Sos Barones.

Dopo molti anni come voce dei Dinatatak, progetto musicale che rappresentava bene il melting pot barcellonese, Vanessa Bissiri ha intrapreso un nuovo cammino che si è concretizzato in Empatica, un album sui generis finanche nel formato. Una ricerca di sé, un viaggio intimo e interiore in cui la cantautrice sarda si mette in discussione e si apre al mondo con inusuale coraggio. Da Empatica, ci siamo ascoltati Ossessione gentile, L’amore sono stagioni e Visione.

Ci ha accompagnato anche la musica di alcune giovani cantautrici sarde: Daniela Pes (Ca milla dia dì), Elisa Carta (S’incontru), Chiara Effe (La strada dei giardini) e Angela Colombino (Clinomania).

Tornano i collegamenti con il compagno di onde radiofoniche Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara, Lussemburgo) che ci propone due interessanti novità italiane: Checco Curci (Wind day) e Della Vega (La rivoluzione).

Daniela Pes

Le Ultimissime di Fausto

De Italia a otra parte: Ester Formosa – Ria’ ria’ (versione dal vivo in catalano, 2009, del brano di Marisa Sannìa)

Último trago: Maria Carta & Andrea Parodi – No Potho Reposare (Live 1993)

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Prima e dopo la scatola (3 marzo 2023)

Il 5 marzo 2023 sarebbe stato l’ottantesimo compleanno di Lucio Battisti. E ad ottant’anni d’età, dopo oltre sessanta di musica in prima linea, lo scorso 16 febbraio è scomparso Alberto Radius, per diversi anni uno dei più stretti collaboratori di Battisti, oltre che produttore e musicista per decine di artisti, in primis Franco Battiato. “Prima e dopo la scatola” è l’unico brano scritto insieme dai due, e dà il titolo a questo nuovo speciale di Zibaldone: un piccolo viaggio alla (ri)scoperta di Lucio Battisti, con un omaggio ad Alberto Radius.

Una (ri)scoperta perché, se negli ultimi decenni si sono susseguiti innumerevoli tributi, omaggi, rifacimenti dell’opera battistiana, l’attenzione si è focalizzata soprattutto sulla produzione con i testi di Mogol (1966-1980) e poco, pochissimo, su quella successiva, soprattutto sui cinque “album bianchi” realizzati a partire dai testi di Pasquale Panella. E anche nella sterminata produzione con Mogol tanti sono i brani poco o nulla ricordati, dai primi timidi “esperimenti” in studio fino al tentativo (fallito) di conquistare il mercato internazionale cantando in inglese. Tanta musica da riscoprire o, per molti, da ascoltare per la prima volta.

Questa la scaletta della puntata:

Per una lira (1966), Era (1967), Prigioniero del mondo (1968), Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto (1969), Seduto sotto un platano con una margherita in bocca guardando il fiume nero macchiato dalla schiuma bianca dei detersivi (1971), Il leone e la gallina (1972), Prima e dopo la scatola (1972, Alberto Radius), Confusione (1972), La nuova America (1974), Il veliero (1976), To Love A Bit (Amarsi un po’, provino inedito, 1976), I Think of You (E penso a te, versione inedita, 1978), Coccodrilli bianchi (1979, Alberto Radius), Il monolocale (1980), Scrivi il tuo nome (1982), Gente di Dublino (1982, Alberto Radius), Le cose che pensano (1986), La sposa occidentale (1990), La metro eccetera (1992), La voce del viso (1994), Banca d’Italia (2013, Alberto Radius).

De Italia a otra parte: Los Kifers – Una aventura (Un’avventura) (1969)

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Stati di alterazione (24 febbraio 2023)

“Pop” viene da “popular”, no? E la storia della musica pop è effettivamente piena di melodie, ritornelli, arrangiamenti, così famosi da essere ormai diventati proverbiali, pezzettini di immaginario riconoscibili da persone di età ed estrazione diversa alle latitudini più disparate. Ma cosa succede quando un esercito di smanettoni impenitenti si mette a pasticciare con la materia dei nostri sogni musicali e la distorce, la manipola, la ibrida, a volte solo con l’ausilio di semplici programmi di editing?

La puntata odierna del nostro Zibaldone prova a rispondere a questa domanda con una carrellata di esperimenti sonori pescati dal grande pandemonio internettiano: mashup, cioè incroci di due canzoni preesistenti, brani tagliuzzati e modificati a partire dalle premesse più bizzarre, cambi di tonalità che modificano il senso di canzoni celeberrime, riarrangiamenti impossibili, il tutto con un’ironia a volte beffarda, a volte infantile, che fa pensare a un corrispettivo musicale dei meme. Seguiteci in questo stranissimo viaggio per ridere, stupirvi, e perché no?, mettervi le mani nei capelli insieme a noi. Presente in studio anche il nostro affezionato Fausto De Salvia, che oltre alle sue incomparabili Ultimissime ci ha proposto alcuni esempi di divertente taglia e cuci musicale dai suoi archivi,

Qui la scaletta della puntata (tra parentesi quadre, gli autori dei rifacimenti, spesso coincidente col canale Youtube dal quale sono stati estratti, in grassetto la tipologia degli esperimenti):

Mashup: Sgt. Petsound’s Lonely Hearts Club Band (The Beatles vs The Beach Boys) – Wouldn’t Sgt. Petsound be nice? (Sgt. Pepper Lonely Hears Club Band + Wouldn´t it be nice?) [Clayton Counts] ; Al Bano e Romina Power vs Moderat – Felicità Moderat (Felicità + A new error) (RAGNYO mashup) [psnzzt] ; Julio Iglesias vs Robert Miles – Se mi lasci non Miles (Se mi lasci non vale vs Children) [mixed by ERRE] ; Lucio Battisti vs 50 Cent – La Canzone del Sole vs In da Club (emmediemme Mashup) [Andrea Luzzi] ; System of A Down vs Gianni Morandi – Toxicity vs In ginocchio da te [Bruxxx Music Shaker] ; The Offspring vs 883 – Self Esteem vs Tieni il tempo ( [Bruxxx Music Shaker]; Survivor vs I Cavalieri del Re – Eye of the tiger vs L’uomo tigre [Bruxxx Music Shaker] ; The Temptations and Black Sabbath – Get ready for the grave (Get Ready + Children of the Grave) [Bill McClintock] ; Micheal Jackson vs The Doors – Billie Jean on the storm (Billy Jean + Riders on the storm) [amoraboy] ; Eurythmics vs The White Stripes – Sweet dreams are made of seven nation army (Sweet dreams (are made of this) + Seven nation army) [DJ Poly]

Dr. Defausto, aka i Corti di Fausto: Al Bano vs Micheal Jackson – Nel criminal (Nel sole + Smooth Criminal) ; Vasco Rossi – Vado a (Vado al massimo, corto) ; Edoardo Bennato – Non c’è (L’isola che non c’è, corto) ; Adriano Celentano – Chi non lavora, a lavorare! (Chi non lavora non fa l’amore, corto) ; David Bowie – Ao’, tramp! (Rebel rebel, corto) ; Variazioni estemporanee: The Beatles – Every Beatles song at the same time [Arrrbol] ; The Beatles – Love me, do but every word is in alphabetical order [JhohnLenoOfficial] ; The Police – Roxanne, but every time Roxanne is said, it speeds up 10% [IanAC] ; Rick Astley – Never gonna give you up (autotune trying to make all the vocals C) [pluffnub] ; But every other beat is missing: Gorillaz – Clint Eastwood, but every other beat is missing [Adam Emond] ; Outkast – Hey ya, but every other beat is missing [Adam Emond] ; Toto – Africa, but every other beat is missing [Adam Emond] ; But beats 2 and 4 are swapped: Bee Gees – Stayin’ alive, but beats 2 and 4 are swapped [Adam Emond] ; Spice Girls – Wannabe, but beats 2 and 4 are swapped [Steve Badach] ; Major vs Minor Key: Europe – The final countdown, in major key [Oleg Berg] ; A-Ha – Take on me, in minor key [Oleg Berg] ; The Animals – House of the rising sun, in major key [Oleg Berg] ; Village People – YMCA, reworked to minor key [Oleg Berg] ; Henry Mancini – The Pink Panther theme, in major key [Oleg Berg] ; But everything is my voice: Franz Ferdinand – Take me out, but everything is my voice [shonkywonkydonkey] ; The Strokes – Hard to explain, but everything is my voice [shonkywonkydonkey] ; Super Mario 64 soundfont: Radiohead – Reckoner (Supermario 64 soundfont) [on4word].

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I mondi di ieri (17 febbraio 2023)

“Gira il mondo gira, nello spazio senza fine…” cantava oltre mezzo secolo fa Jimmy Fontana. E del mondo, o meglio dei mondi, quelli di ieri, ma anche quelli di oggi e, chissà, quelli di domani parliamo questo pomeriggio a Zibaldone.

Carmen Pérez Torrecillas, autrice di Giulietta Gordigiani. La italiana de Mendelssohn (Editorial Arpegio, 2023), ci riporta tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Cantante e pianista nata a Firenze nel 1871, amica di Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio, Giulietta Gordigiani si sposò con Felix Mendelssohn, di cui ereditò l’importante patrimonio che le sarà espropriato dal regime nazista. In contatto con alcuni dei maggiori esponenti dell’intellighentzia europea di inizio secolo, negli anni venti e trenta poi si legò al violoncellista catalano Gaspar Cassadó. Una vista straordinaria sotto il segno della musica tra l’Italia e la Germania, tra la belle époque e le due guerre mondiali.

Freddy Colt ci fa viaggiare poi negli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso e ci fa ballare al ritmo dello swing. Pippo Barzizza e Lelio Luttazzi sono alcuni dei compositori che la sua band, Freddy Colt and His Swing Kids, hanno riarrangiato e reinterpretato nel loro ultimo disco Time Pavillion, di cui ci siamo ascoltati Che musetto!, Bongusto’s Medley e Legata ad uno scoglio.

Torniamo apparentemente di nuovo indietro nel tempo, fino all’antichità classica, con il nostro ultimo ospite, il musicista fiorentino Tenedle. Il suo nuovo album si intitola infatti Demetra, ma non si tratta solo di un tuffo nella mitologia e, più in concreto, nella figura della dea greca associata all’agricoltura e alle stagioni. Tenedle, in realtà, ci parla del mondo di oggi, delle sfide che stiamo affrontando, degli errori che come esseri umani continuiamo a commettere e delinea un possibile mondo di domani. Da Demetra vi abbiamo proposto The Gift, Stream of Consciousness e The Beast.

Le Ultimissime di Fausto

I libri dello Zibaldone: Marco Philopat, La banda Bellini. Romanzo sugli anni settanta (Agenzia X, 2015). Ci accompagna anche la musica degli Spartiti (Servizio d’ordine).

De Italia a otra parte: Marilina Ross – Danza (1984, versione del brano scritto da Ivano Fossati per Mia Martini nel 1977).

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Storie di lotta (10 febbraio 2023)

“La storia siamo noi…” cantava Francesco De Gregori qualche anno fa. E alla storia, o meglio alle storie, storie di lotta per essere più precisi, dedichiamo questa puntata di Zibaldone. Storie raccontate in modi diversi.

Claudio Stassi ci ha parlato della sua ultima graphic novel, Los pacientes del Doctor García (Planeta, 2022), basata sul romanzo omonimo di Almudena Grandes. Dopo aver trasformato in fumetto La ciudad de los prodigios di Eduardo Mendoza e Nada di Carmen Laforet, questa volta l’illustratore siciliano ci conduce mano nella mano in una storia ambientata nella Madrid degli anni successivi alla Guerra Civile spagnola.

Daniele Comberiati ci ha immerso nella letteratura migrante italiana a partire dai testi e dalle riflessioni contenute nel volume che ha curato con Chiara Mengozzi, Storie condivise nell’Italia contemporanea. Narrazioni e performance transculturali (Carocci, 2022). Cos’è la letteratura migrante? Com’è cambiata negli ultimi trent’anni? E che altri registri troviamo nei linguaggi postcoloniali? Una panoramica che spazia dai romanzi ai fumetti, dal teatro alla musica fino ai videogiochi.

Nel gennaio del 1973 veniva ucciso Roberto Franceschi, leader del movimento studentesco. Gaetano Nicosia ha recuperato la sua storia e quella della madre Lydia, staffetta partigiana, che ha lottato per oltre vent’anni per avere giustizia dallo Stato italiano. Nicosia lo racconta in un concept album, Sparare a vista, prodotto da Flavio Ferri, di cui ci siamo ascoltati il brano che dà il titolo al disco e Ma io non sono Stato.

E infine Cecilia Ricciarelli ci ha parlato delle molte storie che conformano il Festival GaetanoNicosiadi Letteratura Italiana di Barcellona (FLIB) che in queste settimane sta riempiendo il quartiere di Gracia con degli incontri che sono parte della sua programmazione “off”.

Ci ha accompagnato anche la musica di Francesco De Gregori (La storia), Commissione Musicale Mov. Stud. Milanese (Compagno Franceschi), Chicho Sánchez Ferlosio (Los gallos), Joaquín Sabina (De Purísima y oro), Orchestra di piazza Vittorio (Sahara Blues), Canto Sconfinato (Malaika) e Francesco Guccini (Gulliver).

Le Ultimissime di Fausto

I libri dello Zibaldone: Ulrich Alexander Boschwitz, Il viaggiatore (Rizzoli, 2019)

De Italia a otra parte: TorrebrunoBusqué Tus Flores (Ci vuole un fiore) (Sergio Endrigo – Luis Bacalov – Gianni Rodari, 1977)

Último trago: Vanessa Bissiri – C’è sempre il mare

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Respinti all’Ariston (3 febbraio 2023)

Ogni anno l’Italia si blocca per il Festival di Sanremo. Noi a Zibaldone non ne abbiamo praticamente mai parlato. Quest’anno rompiamo una tradizione vecchia oltre una dozzina d’anni, ma ovviamente lo facciamo a modo nostro. No, non vi parliamo dell’edizione del 2023, né degli ospiti più o meno illustri. Men che meno delle beghe provinciali (o nazionali) che sono sorte al riguardo.

Abbiamo deciso invece di fare una cosa che, da quanto ci consta, non è mai stata fatta: andare a vedere quali sono state le canzoni escluse dal Festival nei suoi oltre settant’anni di storia. Di canzoni non ammesse per una ragione o per l’altra ce ne sono infatti a bizzeffe, ma nessuno le ha mai raccolte. Alcune sono poi diventate dei grandi successi in barba al Festival, altre sono passate senza pena né gloria, altre ancora poi non sono nemmeno mai state incise. Godetevi questa prima carrellata dei respinti all’Ariston!

Qui la scaletta della puntata:

Marino Marini e il suo Quartetto (canta Ruggero Cori), Basta un poco di musica (1957); Claudio Villa, Sempre più solo (1960); Fred Buscaglione, Nel cielo dei bars (1960); Paul Anka, La verità (1965); Bruno Lauzi, Sul metrò (1968); Domenico Modugno, Meraviglioso (1968); Nada, La fotografia (1970); I Nuovi Angeli, Donna felicità (1971); Piero Focaccia, Il sabato a ballare (1972); Lucio Dalla, Un auto targata TO (1973); Rosa Balistreri, Terra ca nun senti (1973); Adriano Celentano, L’unica chance (1973); Tempi duri, Tempi duri (1982); Matia Bazar, Palestina (1983); Silvia Conti, Favola triste (1984); Ivan Graziani, Blen blen blen (1993); Giuni Russo, La sua figura (1994); Stefano Pais, Questo è il mondo (2006); Irene Grandi, Bruci la città (2007); Robert Freak Antoni, Però quasi (2012); Alice, Veleni (2014); Bugo, Me la godo (2016); Eugenio in via di gioia feat. Elio, Quarta rivoluzione industriale (2022).

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La canzone d’autore romana, ieri e oggi (27 gennaio 2022)

Negli anni sessanta e settanta se bazzicavi Roma, dovevi per forza fare un salto al Folkstudio. Non era solo un locale dove ascoltare i nuovi cantautori, ma anche un punto di incontro. Lì suonò un giovanissimo Bob Dylan di passaggio da Roma. Lì iniziarono ad esibirsi Francesco De Gregori e Antonello Venditti. Lì nacquero i Giovani del Folk dove, accanto a Venditti e De Gregori, c’erano anche Giorgio Lo Cascio ed Ernesto Bassignano. Il Folkstudio, la cui anima era Giancarlo Cesaroni, ha avuto varie tappe fino alla chiusura negli anni novanta.

Ne parliamo con Ernesto Bassignano che fu una delle colonne portanti di quella tappa del Folkstudio. Bax ci presenta anche il suo nuovo disco, Siamo il nostro tempo (2022), da cui ci ascoltiamo Passerà e Le voci della strada, oltre a Sentirti dire, brano inedito di Piero Ciampi, interpretato da Bassignano in una mitica serata di metà anni novanta al teatro Brancaccio.

Incontriamo poi Fabrizio Emigli, cantautore, direttore artistico dell’Antica Stamperia Rubattino e, nell’ultima tappa del Folkstudio, responsabile della sezione giovani. Di Emigli vi abbiamo proposto due brani che anticipano il suo prossimo album, Le tre cose che so e Non rivestirti mai più.

Ci ha accompagnato anche la musica di Gabriella Ferri con Luisa De Santis (La società dei magnaccioni), Antonello Venditti e Francesco De Gregori (In mezzo alla città), Giorgio Lo Cascio (Il poeta urbano), Stefano Rosso (Una storia disonesta), Edoardo De Angelis feat. Sergio Cammariere, Luca Barbarossa, Tosca, Simone Cristicchi, Mimmo Locasciulli, Neri Marcoré, Antonella Ruggiero, Ilaria Spada (Lella), Mannarino (Bar della rabbia), Margherita Vicario (Per un bacio).

Le Ultimissime di Fausto

I libri dello Zibaldone: Joan M. Oleaque, En éxtasis. El bakalao como contracultura en España (Barlin, Valencia, 2017)

De Italia a otra parte: Yuri, Maldita primavera (1981)

Último trago: Simone Presciutti Fiore

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Cento giorni di Giorgia (20 gennaio 2022)

Lo scorso 22 ottobre si è formato il governo più a destra della storia dell’Italia repubblicana. Che cosa ha fatto in questi primi 100 giorni l’esecutivo presieduto da Giorgia Meloni? Quali sono le sue priorità? Come si sta muovendo in politica estera? La maggioranza è solida? Durerà questo governo? Si percepiscono cambiamenti nel paese? Ne abbiamo parlato con Francesco Olivo, giornalista de La Stampa, e Leonardo Bianchi, news editor di Vice Italia ed autore di La gente. Viaggio nell’Italia del risentimento (2017) e Complotti (2021).

– Mentre in Italia l’ultradestra entrava nei palazzi, in Brasile Lula batteva Bolsonaro e il primo gennaio ritornava alla presidenza del paese. Le turbe bolsonariste, però, copiavano Q-Shaman e distruggevano le istituzioni democratiche a Brasilia in un tentativo di golpe, fortunamente senza successo. In appoggio a Lula abbiamo deciso di accompagnare la nostra puntata con musica brasiliana: Caetano Veloso (O Império Da Lei), Chico Buarque e Milton Nascimento (O Que Será), Nara Leão (Maria Moita), IZA e Caetano Veloso (Divino maravilhoso), Os Mutantes e Caetano Veloso (A Voz do Morto), Tuze de Abreu (Gaiola Invisível).

Le Ultimissime di Fausto

I libri dello Zibaldone: Valerio Mattioli, “Superonda. Storia segreta della musica italiana”, Milano, Baldini+Castoldi, 2016.

De Italia a otra parte: Salvador Escamilla canta Giorgio Gaber: “Una idea”, e “El shampoo” (1976)

Último trago: Joe Strummer – The Road To Rock ‘N’ Roll

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Le canzoni di Natale Vol. 5 (23 dicembre 2022)

Vabbè, sì, Zibaldone ha prolungato le vacanze estive quest’anno. Ci siamo presi una pausa e ad autunno non siamo andati in onda, ma ora ritorniamo a bomba e lo vogliamo fare LittleTonyproprio per la chiusura di questo 2022 con lo speciale dedicato alle canzoni natalizie. Dopo il successo delle edizioni degli ultimi quattro anni, ecco qui il volume 5 delle Canzoni di Natale. Come negli anni precedenti la selezione che vi proponiamo è ovviamente sui generis. Nulla o quasi di scontato. Si tratta di canzoni che non vi immaginereste (o sì?) in uno speciale con questo titolo. Dal rock al punk, dall’indie alla canzone d’autore, dallo ska all’hip hop, dal jazz al pop.

Questa la scaletta della puntata:

Elvis Presley (Blue Christmas), Little Tony (Non è natale senza te), I Trovatori (Tu scendi dalle stelle), Torero Band (Silent night), Vince Guaraldi Trio (Skating), Akim & The Teddy Vann Production Company (Santa Claus is a black man), Jorge Ben (Natal Brasileiro (Que natal é esse)), Julio Iglesias (En un burrito orejón), Vainica Doble (Oh! Jesus), Giorgio Gaber (La cartolina colorata), Mario Merola (Natale ‘ngalera), Articolo 31 (È natale (Ma io non ci sto dentro)), Wingclipper (Little star), Everybody Tesla (Mamma per natale voglio la cassetta dei Sangue Misto), Paul and Storm (Christmas eve eve), Gruff Rhys (Post apocalypse Christmas), Half Man Half Biscuit (All I want for Christmas is a Dukla Prague away kit), Ballboy (Merry Christmas to the drunks, merry Christmas to the lovers), Mac Demarco (Wonderful Christmas time), Alex Reed as Joy to The Wham! (Last Christmas love tore us apart), No Doubt (Oi to the world), Angry Snowmans (Bing Crosby wrote festive Christmas songs), Tàrraco Surfers (25 de desembre), Spaziobianco (Natale di merda), The Hives & Cyndi Lauper (A Christmas duel), Serge Gainsbourg & Michel Colombier (Un noël 67)

Buone feste a tutti! Ci risentiamo a gennaio!

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Le canzoni dell’estate. Vol. V (22 luglio 2022)

Anche quest’anno chiudiamo la stagione di Zibaldone con uno speciale dedicato alle canzoni dell’estate. In questa trentunesima puntata dell’anno, con l’aiuto imprescindibile del Banzo e di Fausto De Salvia, abbiamo spaziato tra anni Sessanta e anni Venti del nuovo millennio, tra canzone d’autore e rock, pop e jazz, tra Italia, Messico, Giappone e States, per offrirvi uno sguardo spassionato, ironico, allegro, malinconico all’estate. Ascoltare per credere.

Qui la scaletta della puntata:

Riccardo Del Turco (Luglio), Richard Youngs (Summer through my mind), Comaneci (Summer Hit), Ornella Vanoni (Poco sole), I Due Corsari (Birra), I Camaleonti (Il mare non racconta mai), The Lovin’ Spoonful (Summer in the city), Lee Hazelwood & Nancy Sinatra (Summer wine), The Surfaris (Wipe out), Cacao (Lambada), Musica per bambini (Vento d’estate), Cassix (Coste), Adriano Pappalardo (Giallo uguale sole), Nada Trio (L’estate sul mare), Giuni Russo (Abbronzate dai miraggi), Diaframma (Caldo), The Smiths (Ask), Luis Miguel (La Chica Del Bikini Azul), ZeroZen (Zona bikini), Abba (Summer night city), Library Tapes (A Summer beneath the trees), Ryo Fukui (Early Summer), Nino Ferrer (Le Sud), Francesco Bianconi & Baby K (Playa), Duo Bucolico (Via col vento).

Buona estate! Ci ritroviamo a settembre!

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Qui Radio Libertà (8 luglio 2022)

In questa trentesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone vi abbiamo parlato dei canti partigani insieme ad Alessio Lega, cantautore, scrittore ed autore di La Resistenza in 100 canti (Mimesis, 2022).

I canti nati nei venti mesi di guerra partigiana sono la testimonianza diretta delle opere, degli uomini e dei giorni che diedero vita a un’altra Italia. Questi canti sono un trattato di storia orale, pagine strappate dal diario della lotta. Canzoni battagliere, ironiche, che mescolano il riso e la festa al ricordo dei compagni caduti. A queste si aggiungono le canzoni che, via via, dal 25 aprile del 1945, stratificano nella memoria destini personali ed eroismi collettivi.

Qui la scaletta della puntata:

Fischia il vento (Alessio Lega & Friends), La badoglieide e Pietà l’è morta (I Gufi), Marciam marciam (Gruppo di Piadena), Dai monti di Sarzana (Michele Straniero), Dalle belle città (Mario De Micheli), Šivala je deklica zvezdo (canto partigiano sloveno), Festa d’aprile (De’Soda Sisters), Per i morti di Reggio Emilia (Fausto Amodei), Ballata dell’ex (Sergio Endrigo), Partisan Song (Leonard Cohen), Il comandante della mia banda e La GAP (Paolo Ciarchi), Napule nun t’o scurdà (Sergio Bruni), La pianura dei 7 fratelli (Gang), I cannoni del sagro (Davide Giromini), Bella Ciao (Alessio Lega, Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Andrea Salvadori, Gigi Biolcati e Riccardo Tesi).

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Verona, non solo camicie nere (1 luglio 2022)

Ecco qui il menú della ventinovesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Alle recenti elezioni comunali, a sorpresa a Verona ha vinto il centro-sinistra guidato dall’ex calciatore Damiano Tommasi. Una vittoria storica, importante e simbolica perché la città scaligera non era solo un bastione della destra più radicale e ultraconservatrice, ma un vero e proprio laboratorio dell’ultradestra italiana ed europea. Ma la sconfitta del sindaco uscente Sboarina e con lui di Salvini e Meloni è importante anche perché Tommasi è riuscito a tenere insieme un “fronte largo” progressista e ad avvicinare molti giovani alla politica. Ne parliamo con Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica e autore di È gradita la camicia nera (Rizzoli, 2021), e con Michele Fiorillo, ricercatore presso la Normale di Pisa ed esponente della sinistra veronese. Ci ha accompagnato la musica di alcuni artisti veronesi come Dino (Gli occhi miei), Gigliola Cinquetti (O qué será) e I Gatti di Vicolo Miracoli (Verona beat).

Documentare la memoria e tessere relazioni in tempo di emergenza. Questo, in sintesi, è il progetto ideato dalla giornalista Sara Beltrame durante i mesi del lockdown del 2020. Un progetto che si è trasformato ora in una mostra, Anada i tornada, che dà voce a sei donne del quartiere barcellonese di Poble Sec e che si potrà vedere dal 14 luglio al Museu Nacional de Art de Catalunya (MNAC). Ne parliamo con Sara Beltrame, curatrice della mostra insieme a Daniela Longobardi.

– Torna a trovarci anche Berardo Staglianò (Sentieri Sonori, Radio Ara – Lussembrugo) con due proposte musicali: Calibro 35 feat. Diodato (C’era una volta il West) e Interiors (Little Lullaby).

News che ci arrivano dall’Italia: Fanfara Station (Nagran e Ya Baba), Parole liberate (Ambrogio Sparagna – Per non credere e Yo Yo Mundi – La finestra).

Último trago: Gerardo Balestrieri Vasto Abrakadabra

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Miracoli e rivoluzioni in fondo al 900 (17 giugno 2022)

Ecco qui il menú della ventottesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

Miracoli e rivoluzioni è il nuovo disco dei Foja, una delle più interessanti band della scena partenopea. Un album, a cui partecipano Clementino, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Enzo Gragnaniello, Alejandro Romero e Lorenzo Hengeller, con due anime, due atti in cui si indagano tematiche legate alla sfera sentimentale da un lato e questioni esistenziali e sociali dall’altro, miscelando tradizione e modernità musicale. Ne parliamo con Dario Sansone, leader della band che suonerà alla sala Tinta Roja di Barcellona il prossimo 30 giugno, alle 20.00. Da Miracoli e rivoluzioni vi abbiamo proposto Nunn’é ancora fernuta, Duje comme nuje, A mano ‘e D10S e ‘Nmiezo a niente (feat. Enzo Gragnaniello).

– Torna a trovarci Andrea Tarquini che ci presenta il suo terzo disco, In fondo al 900. Un lavoro discografico che continua il percorso intrapreso con Reds. Canzoni di Stefano Rosso (2013) e Disco rotto (2016). Un album che racconta di storie di vita comune, quotidiana, e di ricordi, attraverso sonorità legate alla musica americana. “Musica per adulti” lo definisce lo stesso Tarquini perché si tratta di canzoni piene di riferimenti generazionali agli anni settanta e ottanta. Da suo nuovo disco ci siamo ascoltati In fondo al 900, Cantautori indipendenti (feat. Federico Sirianni) e Pioggia d’estate.

News che ci arrivano dall’Italia: I matti delle Giuncaie & Bobo Rondelli (Vado a stare in campagna), Vasco Brondi (Va dove ti esplode il cuore), Giacomo Lariccia (Tremenda voglia di vivere), Vargas (Terra!), Parole Liberate (Luca Faggella feat. Giorgio Baldi con Clown Fail, Petra Magoni e Finaz con Hotel Chimera, Magicaboola Brass Band con E il pensiero vola)

Le Ultimissime di Fausto

I libri dello Zibaldone: Enrico Brizzi, L’inattesa piega degli eventi (Baldini Castoldi Dalai, 2008)

Último trago: Giovanni Truppi Alcune considerazioni

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Talking Quarantotto (10 giugno 2022)

In questa ventisettesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone vi abbiamo parlato di Lucio Quarantotto, uno straordinario cantautore e compositore purtroppo ancora sconosciuto ai più.

Autore di tre dischi tra l’inizio degli anni Ottanta e il 1990 (Di mattina molto presto (1983), Ehi là (1986), L’ultima nuvola sui cieli d’Italia (1990)), Quarantotto, accompagnato dai suoi storici musicisti Piercarlo D’Amato e Francesco Sartori, fu amatissimo e invitato più volte al Premio Tenco di Sanremo, ma non riuscì mai a sfondare commercialmente. Eppure, ci fu interesse per lui da parte di grandi nomi della canzone italiana, da Fabrizio De Andrè a Franco Battiato e, soprattutto, Caterina Caselli. Autore dei testi di canzoni internazionalmente conosciute, come Con te partirò, portata al successo da Andrea Bocelli, Lucio Quarantotto ha sempre sofferto di depressione, male che lo portò al suicidio il 31 luglio 2012. Recentemente è uscito, grazie al grande lavoro di D’Amato e Sartori, un nuovo disco di Quarantotto, Come un film sul muro, che raccoglie le sue ultime canzoni. Nel decennale della sua scomparsa lo abbiamo voluto ricordare insieme a Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco di Sanremo.

Qui la scaletta della puntata:

Un amore, Rissosi (live al Tenco 1984), Entrai in un ristorante, Di mattina molto preso (live al Tenco 1984), Lavare il mare, They Unload The Black Wood (Wayne Scott, live al Luz de Gas 2022), Tripoli, Quarantotto, Pulito (Live al Tenco 1989), Mandolino, Caffè austriaco, Ulricke Meinhoff, Viaggiando verso Iesolo, E se questa fosse l’ultima (con Caterina Caselli), Con te partirò (Andrea Bocelli), Come un fiume tu (Andrea Bocelli), Tripoli (Live al Tenco 1988), Guarda me, Alba arriverai.

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Conversazioni in alto mare (3 giugno 2022)

Ecco qui il menú della ventiseiesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Sullo sfondo dell’ipocrisia istituzionale che contrassegna un’Europa formalmente paladina dei diritti umani ma di fatto sempre più arroccata in se stessa, Riccardo Gatti, da anni impegnato nei soccorsi in mare, in Conversazioni in alto mare (Eleuthera, 2021) racconta, in dialogo con Marco Aime, il mestiere del salvare. Così, in queste conversazioni condotte sul “campo”, ovvero in navigazione nel Mediterraneo centrale, un “capitano anarchico” e un antropologo che si occupa di migrazioni provano ad analizzare la complessità dei salvataggi in mare e le loro implicazioni, umane ma non solo, così come il clima culturale e la narrazione che intorno a esse si è venuta a creare. Ne parliamo con Riccardo Gatti.

– A tre anni di distanza dall’EP La faccia degli dei e a due dal singolo Stella danzante, torna ad affacciarsi sulle scene la band alt-indie bolognese MANICAs, diventati ormai un consolidato power trio. Ne parliamo con Andrea Manica, vocalist del gruppo, che ci presente in anteprima Posh Punk, il loro nuovo disco che conta con le collaborazioni di Dandy Bestia, storico chitarrista degli Skiantos, e Glezös alla produzione. Dal loro album ci siamo ascoltati Lilium, Pinocchio con frac (feat. Dandy Bestia) e Alla mia età.

– Ritornano i collegamenti con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori, Radio Ara – Lussembrugo) che questo mese ci propone Chiara Vidonis (Quello che ho nella testa) e Africa United feat. David Hinds (Non è fortuna).

Le Ultimissime di Fausto

Vangelis e l’Italia: Lacrime e pioggia (Dalida), Lontano dagli occhi (Aphrodite’s Child), Quanta strada da fare (Claudio Baglioni), Nonostante tutto. Parte II (Riccardo Cocciante), Io ti venderei (Patty Pravo), Suffocation (Vangelis), Ich hab’ keine Angst (Milva), Ti ho perso (Nana Mouskouri), It’s Five O’Clock (Franco Battiato), End Theme (The Bluebeaters).

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Ballando sulle rive del fiume (27 maggio 2022)

Ecco qui il menú della venticinquesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Un disco di canzoni estive scritto in pieno inverno, una terapia dovuta in questi anni chiusi in casa. Un concept album dedicato all’estate, in cui i testi spesso sono un patchwork, un “collage” di parole prese dalle canzoni italiane degli anni ’60 e ’70: destrutturandole e a volte capovolgendone il senso. Questo è Dancing, il nuovo disco di Gerardo Balestrieri che ce lo presenta in anteprima. Ci siamo ascoltati Dancing, È finita a scuola e Fiume giallo Singapore

– Un viaggio a piedi dalla sorgente alla foce del Po. Beside Flows the River è il documentario su questa esperienza che vede protagonista (e regista) Marco Leone che ha fatto del cammino un lavoro. La colonna sonora, che ora esce in formato disco, è di Davide Tosches che ci accompagna questo pomeriggio. Vi abbiamo fatto sentire The First Steps, The Human Body, My Cocoon (feat. Hugo Race), Besides Flows The River e Where Is The End?

Naturalia è l’esposizione dell’artista napoletana Anna Corcione che si potrà vedere fino al 31 maggio presso la Galleria Espai Souvenirs di Barcellona (Travessia de Sant Antoni 27). Una riflessione tra arte e ambiente, una ricerca spontanea e progressiva nata durante i suoi viaggi. Ne parliamo con Anna Corcione.

Le Ultimissime di Fausto

Omaggio a Vangelis: It’s Five O’Clock (Aphrodite’s Child), Come on, Athina (feat. Melina Mercouri), Dervish D., Hymne, Main Theme (da Missing OST), Italian Song (feat. Jon Anderson), Theme for Antarctica (da Antartctica OST) e Tears in Rain (da Blade Runner OST).

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La conquista dei diritti (20 maggio 2022)

Ecco qui il menú della ventiquattresima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– È possibile trovare un senso nella storia umana? Secondo Emanuele Felice, il significato della storia è rintracciabile nella progressiva estensione dei diritti dell’uomo. A partire dal Settecento, gradualmente, questi si sono ampliati dalle tradizionali libertà civili e politiche ai diritti sociali e ai nuovi diritti ambientali. E del pari si sono ampliati i doveri. Non è stato un percorso lineare, ma un processo reso possibile dall’incontro durante il Novecento di liberalismo e socialismo nella cornice dello Stato democratico. In modo analogo oggi, nel mondo globalizzato, entrambi devono incontrarsi con l’ambientalismo. Ne parliamo con Emanuele Felice, professore ordinario di Economia e Storia economica presso l’università IULM e autore di La conquista dei diritti. Un’idea della storia (Il Mulino, 2022).

– Ritiratosi dalle scene agli inizi degli anni Ottanta, Gianni Siviero ha continuato a scrivere canzoni: oltre duecento brani, pubblicati sul suo sito, in un eccezionale accumulo di bellezza e poesia. Su questo enorme deposito di memorie e testimonianze in musica si è affacciato ora Olden, estraendone dieci pezzi che più sentiva nelle sue corde e dando loro una veste sonora del tutto nuova, grazie alla produzione di Flavio Ferri. Un album che si avvale della partecipazione straordinaria dello stesso Siviero e di Claudia Crabuzza, Rusò Sala, Sighanda e Wayne Scott, a indicare che si tratta di istanze che abbracciano diverse generazioni e più latitudini. Ne parliamo con Davide Sellari, in arte Olden, che ci presenta il suo nuovo disco, Questi anni. Dieci brani inediti di Gianni Siviero, da cui vi abbiamo proposto Non vogliamo capire, Sera di luglio, In cerca di un ragionamento, Questi anni e Che bella luna.

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Fluxus – Nessuno si accorge di niente e Talidomide

Ci ha accompagnato anche la musica di Joe Strummer & The Mescaleros (Willesden to Cricklewood), Billie Holiday (Strange Fruit), Sergio Endrigo (Canzone della libertà), Francesco De Gregori (La storia) e Bob Dylan (Blowing in the Wind).

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Primo & Amilcare (13 maggio 2022)

Ecco qui il menú della ventitreesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– A 35 anni dalla scomparsa di Primo Levi e a 75 anni dalla pubblicazione di Se questo è un uomo, el Born Centre de Cultura y Memoria de Barcelona dedica allo scrittore italiano il ciclo Primo Levi. El testimonio, el escritor, el científico. Tra le attività programmate, è andato in scena anche Don’t Forget about that, uno spettacolo in cui la pianista Sira Hernández, accompagnata dagli attori Cristina Giordana y Francesc Orellas, ha interpretato un suo brano dedicato a Primo Levi. Ne parliamo con Sira Hernández di cui vi abbiamo proposto frammenti di Don’t Forget About That e Terra Santa, ispirato a una poesia di Alda Merini. Ci hanno accompagnato anche i Karadell (Se questo è un uomo).

– Partigiano socialista, commerciante di fiori e fondatore, nel 1972, del Club Tenco di Sanremo che quest’anno compie mezzo secolo di vita. Così potremmo riassumere la vita di Amilcare Rambaldi a cui sarà dedicato lo spettacolo Casa Rambaldi che si terrà a Barcellona, nella sala Luz de Gas, il prossimo 28 maggio. Ce ne parla Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco di Sanremo. Ci ha accompagnato la musica di Paolo Conte (Roba di Amilcare), Roberto Benigni (Amilcare Rambaldi), David Riondino (Milonga bislonga), Francesco Guccini e Roberto Vecchioni (Gli amici) e Tom Waits (Time).

News musicali che ci arrivano dall’Italia: Andrea Tarquini (UFO Robot), Nicola Manzan (Anthem of The Soviet Union e Anthem of The Soviet Cosmonaut Program)

Parliamo di Eurovision e ci ascoltiamo due partecipazioni italiane dei tempi che furono: Emilio Pericoli (Uno per tutte, 1963) e Matia Bazar (Raggio di luna, 1979)

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Pierpaolo Capovilla e I Cattivi Maestri – Follow the Money

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Gli algoritmi di Marco Polo (6 maggio 2022)

Ecco qui il menú della ventiduesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

Marco Polo viaggiò fino in Cina lungo la via della Seta alla fine del Duecento: come si sa, raccolse poi ne Il Milione le esperienze dei suoi viaggi. Il nuovo disco di Alessio Arena si intitola proprio Marco Polo: il cantautore e scrittore napoletano ci propone un viaggio interiore dove si spoglia di ogni “corazza” e si racconta a 360 gradi. Ne parliamo con Alessio Arena. Da Marco Polo, vi abbiamo proposto Il paese che non c’era, Mio padre, la luna, Epistolario e Kublai Khan.

– Oggi sono gli algoritmi a governare il mondo, il nostro quotidiano, il lavoro, le nostre scelte, persino la nostra sfera sentimentale e sessuale. Algoritmi è il sesto album di Fabrizio Tavernelli che ci accompagna nella seconda parte della puntata. Il cantante, musicista e produttore emiliano, storico membro degli Afa (Acid Folk Alleanza), continua la sua ricerca artistica e di osservatore del nostro presente, mediante il formato del concept album, come i precedenti Infanti e Homo distopiens. Da Algoritmi ci siamo ascoltati Il bagno e l’antibagno, Il lupo e lo sciacallo e Algoritmo alfanumerico.

News musicali che ci arrivano dall’Italia: The Sleeping Tree (Our Somber Song e Poets), Canio Loguercio (Maliziusella, un turment d’amour) e Santoianni (Litorale)

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Fluxus Una splendida giornata di luna

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Dentro il collettivo, dentro la danza (18 marzo 2022)

Ecco qui il menú della diciannovesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– A Parma c’è una bella realtà: si chiama Art Lab, uno spazio occupato da oltre dieci anni nel quartiere dell’Oltretorrente. Luogo di incontro e dibattito, spazio culturale e politico, Art Lab è stato il punto di riferimento per un’intera generazione figlia della crisi e delle politiche securitarie. Ora c’è un documentario che ne racconta la storia, in presa diretta, e dall’interno del colletivo. Si intitola, appunto, Dentro il collettivo. Ne parliamo con il regista Lorenzo Melegari. Ci ha accompagnato la musica di Atarassia Groep (L’Oltretorrente), Assalti Frontali (Mappe della libertà) e Beside (Mood Spiral).

Moreno Bernardi non ha bisogno di presentazioni. È stato nostro ospite in numerose occasioni. In questa puntata ci parla di diversi progetti, come Per Elsa, un solo di danza dedicato alla scomparsa Elsa Peretti (disponibile sul canale di YouTube de Lo Spazio), o il ciclo che la Filmoteca de Catalunya gli dedica per festeggiare vent’anni di attività artistica a Barcellona con ben tre documentari dove la danza è protagonista. E poi a maggio ritorna al Teatre Akademia con l’Eduard II di Christopher Marlowe. Ci ha accompagnato la musica di Anthony & the Johnsons (One Dove), Miles Davis (Freddie Freeloader) e Annie Lennox (Every Time We Say Goodbye).

– Sono molti i musicisti sardi residenti a Barcellona. Uno di questi è Carlo Doneddu che, insieme all’Associazione dei Sardi in Catalogna, ha organizzato il Festival Sardenya Barcelona: Anada i Tornada che porta nella Ciudad Condal muscisti, cantautori e artisti sardi come Zoe Pia (di cui vi abbiamo proposto Shardana) e Maria Carta (di cui ci siamo ascoltati Mela Granada ruja). Ne parliamo con Carlo Doneddu.

News musicali che ci arrivano dall’Italia e altre latitudini: Fanfara Station (Yemule Mulladiwen), Roberto Massafra & Groove Society (Caravan)

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Shijo XAnyone Who Knows What Love Is (Will Understand)

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25 aprile, il dovere di ricordare

Ecco qui il menú della ventunesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Che cosa significa il 25 aprile a settantasette anni di distanza dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo? Come possiamo aggiornare i valori dell’antifascismo in un momento in cui le estreme destre continuano ad aumentare i propri consensi elettorali? Ne parliamo con Alberto Pellegrini, professore di storia contemporanea presso l’Universitat de Barcelona e presidente di ANPI Spagna. Con lui parliamo anche della recente creazione della sezione spagnola dell’ANPI dedicata a Guido Picelli e dell’evento organizzato a Barcellona in occasione del 25 aprile 2022.

Ribelli è un romanzo ambientato ai tempi della Repubblica partigiana dell’Ossola, nell’autunno del 1944, nelle valli alpine del Piemonte al confine con la Svizzera. Una fiction basata sui racconti di uno zio partigiano, protagonista di un’esperienza di libertà nel cuore dell’Italia ancora in mano alle brigate nere di Salò e ai soldati della Wehrmacht. Ne parliamo con Stefano Scacchetti, autore di Ribelli. Il romanzo dalla scintilla di Villadossola alla Repubblica dell’Ossola (La Pagina, 2020).

News musicali che ci arrivano dall’Italia: Flo feat Peppe Servillo (Boccamara), Claudio Cirillo (Gennaio), Andrea Tarquini (In fondo al ‘900), The Zen Circus & Motta (Caro fottutissimo amico)

Le Ultimissime di Fausto

– Prossimi concerti a Barcellona: Casa Rambaldi (28 maggio, 21h00 – Luz de Gas). Ci siamo ascoltati Peppe Voltarelli & Rusó Sala (Els mariners)

Último trago: Pierpaolo Capovilla e i Cattivi MaestriMorte ai poveri

Ci ha accompagnato anche la musica di Yves Montand (Bella Ciao), Ustmamó (Siamo i ribelli della montagna), CSI (Guardali negli occhi) e Marc Ribot & Tom Waits (Bella Ciao).

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Canzoni di ieri e di oggi (22 aprile 2022)

Ecco qui il menú della ventesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Integerrimo apostolo della contestazione, assurto a simbolo di un’epoca di lotta e di protesta, Enzo Del Re per il suo esordio da solista, nel 1973, scelse un profilo in apparenza più dimesso, con un LP, Mauldedicato alla sua città natale, Mola di Bari. A poco più di dieci anni dalla morte dell’autore, Maul viene ora rivisitato da  Forthyto che, cresciuto come lui tra le case dello stesso paese, ne conosce alla perfezione la lingua e la storia e può dunque non disperdere la ricchezza di assonanze e rimandi presenti nel canto ritmato di Del Re. Ne parliamo con Vito Quaranta, in arte appunto Forthyto. Dal suo disco, «Forthyto» rilegge Maul di Enzo Del Re vi abbiamo proposto I manefiste, Maul, I prete e Mara Lueise.

Matteo Castellano è un cantautore sui generis: se l’autoironia e la provocazione sono probabilmente i suoi cavalli di battaglia, non manca mai l’intimità e nemmeno uno sguardo trasgressore, ma mai banale, sul mondo in cui viviamo. A cinque anni di distanza dal suo precedente disco, esce ora Come un matto sano, arrangiato da Pugo, che ci presenta in questa intervista. Dal suo nuovo album ci siamo ascoltati Vogliam solo star tranquilli, Figli di un milionario e Come un matto sano.

News musicali che ci arrivano dall’Italia: Angelini & D’Erasmo (Place to be feat Manuel Agnelli, Saturday Sun feat Niccolò Fabi) Alessandro Fiori (Io e te, Una sera) Jennà Romano (Hai mai visto), Barlafus (Ho visto un re)

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Diaframma – Coperte tumorali

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L’home còsmic (11 marzo 2022)

Ecco qui il menú della diciottesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

Sonic Matters, ossia i suoni importano. Così si chiama il nuovo progetto del chitarrista e compositore Matteo Sacilotto che si muove tra il jazz e la musica leggera italiana degli anni sessanta. Accompagnato da eccellenti musicisti, il progetto si avvale della voce della cantante argentina Sabina Witt. Ne parliamo con Matteo Sacilotto. Dei Sonic Matters ci siamo ascoltati Solare, In un buco nero e Sogno in bianco e nero.

– Dopo quasi due anni di stop, riprendono i concerti live di artisti italiani a Barcellona. Nelle prossime settimane saranno a Barcellona Fabrizio Paterlini, Olivia Belli e Tosca. A maggio sarà il turno di Ligabue e a luglio di Zucchero. Ne parliamo con Augusto Casciani di Italia.ES. Vi abbiamo proposto Fabrizio Paterlini (Rainy Days), Olivia Belli (Fingers Be Rain) e Tosca (Un giorno in più)

– Torna a trovarci Berardo Staglianò (Sentieri Sonori, Radio Ara – Lussemburgo) con due news italiane: Alessandro Fiori (Amami meglio) e Roberto Angelini & Rodrigo D’Erasmo (Pink Moon)

Omaggio a Pau Riba: Taxista, Helena desenganya’t, Brian a clown, Orenella i Gladiol, Les mosques de colors e Ataràxia

– Piccolo omaggio a Mark Lanegan: I am the Wolf

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Oumou SangaréWassulu Don

Ci ha accompagnato anche la musica di Edwin Starr (War).

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Città invisibili e deviazioni musicali (18 febbraio 2022)

Ecco qui il menú della diciassettesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Dopo aver girato l’Europa, i fratelli Maurizio e Roberto Giannone si sono stabiliti sul Lago di Garda. Nel 2006 hanno dato vita al progetto Corimé dove la musica popolare della loro Sicilia si incontra e si incrocia con molte altre tradizioni musicali. Dopo Zagara, il loro album d’esordio, nel 2015 è uscito La scelta, premiato anche oltreoceano, e ora stanno lavorando a un nuovo disco. Ne parliamo con loro. Da La scelta ci siamo ascoltati A leggenda do piscaturi e El pueblo, mentre Semu ci semu e Hai perso sono le prime chicche dell’album in uscita quest’anno.

– Si può scrivere un racconto a partire da progetti architettonici e urbanistici mai realizzati? Sì, ed è quello che hanno fatto otto scrittori barcellonesi a partire da un progetto di Raul Cianella, Daniele Porretta e Daniele Comberiati. La Ciutat invisible. Vuit relats ucrònics barcelonins, uscito per i tipi della nuova casa editrice Sfabula, raccoglie appunto otto racconti ucronici ambientati in una Barcellona del passato o del futuro. Ne parliamo con Daniele Comberiati, co-editore del volume, e Sara Beltrame, autrice di uno dei racconti.

– News che ci arrivano dall’Italia e da altre latitudini: Pippo Pollina (Pizzolungo e Scacciaferro), Shijo X ((You Don’t Know) How Glad I Am), Keith Richards (Demon).

Piccolo omaggio per i 70 anni di Vasco Rossi, o meglio deviazioni del Blasco: Dente & Le Luci Della Centrale Elettrica (Siamo solo noi), Peppe Voltarelli, Ste Sardo & Cato (La nostra relazione), Giorgio Canali, Ronin & Helena Velena – Colpa d’Alfredo

Le Ultimissime di Fausto

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Il mare, l’odore, la patria (11 febbraio 2022)

Ecco qui il menú della sedicesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

Il deserto, la notte, il mare è il titolo del nuovo disco, il decimo in studio, di Andrea Chimenti. Dopo essersi cimentato con le poesie di Ungaretti e aver girato l’Italia reinterpretando David Bowie, lo storico leader dei Moda presenta un album intimo e profondamente poetico in cui chiama a raccolta amici di vecchi data come Ginevra di Marco, Antonio Aiazzi e Francesco Magnelli, oltre a contare con la presenza di David Jackson dei Van De Graaf Generator. Ne parliamo con Andrea Chimenti. Dal suo disco ci siamo ascoltati Milioni, Allodola nera, Beatissimo e In eterno.

– Torna a trovarci Marco Barlocci per parlarci di un nuovo spettacolo del Teatro Stabile di Barcellona. Il prossimo 25 febbraio, alle 20h30, andrà in scena presso il Teatre Lluïsos di Gracia (Plaça del Nord, nº 7-10) Amore in tre atti, su testi di Stefano Benni, Chiara Tambani e Stefania De Ruvo.

– News che ci arrivano dall’Italia: Massimo Zamboni (La mia patria attuale e Italia chi amò), Francesco Bianconi (La cometa Halley e L’odore delle rose), L’Attimo del Dubbio (Lupus in fabula)

Piccolo omaggio per i 70 anni di Vasco Rossi: Bollicine, Lunedì e Splendida giornata

Il libro della settimana: Paolo Berizzi, È gradita la camicia nera (Rizzoli, 2021)

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L’emancipazione è passata di qui (4 febbraio 2022)

Ecco qui il menú della quindicesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– È possibile scandire il periodo succesivo alla fine della Seconda guerra mondiale a oggi in tre grandi momenti: i «trent’anni gloriosi» (dal 1945 al 1975); i «trent’anni ingloriosi» della globalizzazione finanziaria e informatica (tra gli anni Ottanta del secolo scorso e il primo decennio del secolo in corso); infine, l’epoca del sovranismo, più recentemente rivendicato dalle maggiori potenze mondiali. Tre epoche che descrivono un unico ciclo: quello dell’ascesa, poi del declino, infine della scomparsa dall’agenda di tutti governi mondiali del principio universalistico della giustizia sociale. Di questo tratta L’emancipazione a venire. Dopo la fine della storia (DeriveApprodi, 2022), il nuovo libro dello storico Valerio Romitelli, il cui obiettivo principale è provare a riaprire la discussione su come sia possibile ripensare un nuovo internazionalismo proletario, interloquendo con i migranti e con gli ovunque crescenti cittadini declassati. Ne parliamo con l’autore.

– “Abbiamo cominciato per gioco a cantare alcune sue canzoni e ci siamo sorprese della loro attualità e di quanto, oggi più che mai, ci fosse bisogno di leggerezza intelligente, di un punto di vista opposto alla normalità e alla consuetudine.” Così, Chiaria Riondino e Alessia Arena raccontano Piero è passato di qui, il disco che ripercorre la vita e la musica di Piero Ciampi lungo un itinerario che, accanto a brani noti, ne propone altri più oscuri ma non meno affascinanti. Ne parliamo con Chiara e Alessia. Dal loro album, insignito con il Premio Speciale del Premio Ciampi, vi abbiamo proposto Il vino, Alé alé, Fino all’ultimo minuto e Una estate così fredda.

– News che ci arrivano dall’Italia: Calibro 35 (It’s a Man’s Man’s Man’s World feat Marina Maximillian e Cool Funk) + Mario Pigozzo Favero (Ai defilati) e Murubutu (Marcus ed Ewa), ossia i consigli mensili del nostro Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara, Lussemburgo)

Le Ultimissime di Fausto

Triplice último trago: Trovarobaudo con Giorgio Faletti (Signor tenente), Enzo Carella (Barbara) e Tricarico (Vita tranquilla)

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Tra storia e distopia: con Alfonso Botti e Daniele Comberiati (28 gennaio 2022)

Ecco qui il menú della quattordicesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Che una rivista compia trent’anni è sempre una bella notizia. Lo è ancor di più, poi, se si occupa dall’Italia della storia e della cultura spagnola. È il caso di Spagna contemporanea, la rivista scientifica regina dell’ispanismo italiano. Ne parliamo con lo storico Alfonso Botti, direttore e co-fondatore di Spagna Contemporanea all’inizio degli anni Novanta insieme a un gruppo di giovani docenti e ricercatori italiani in storia contemporanea appassionati delle vicende iberiche.

– Mark Fisher parlava dell’impossibilità di immaginare il mondo al di là del capitalismo e di come le critiche al sistema finissero inevitabilmente per esserne riassorbite. Ma è davvero più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo? Se lo domanda Daniele Comberiati nel suo nuovo saggio, Il mondo che verrà (Mimesis, 2021), in cui attraverso l’analisi di cinque narrazioni catastrofiste di lingue, culture ed epoche diverse – La peste scarlatta di Jack London (1912), Sfacelo di René Barjavel (1943), Seconda origine di Manuel de Pedrolo (1974), Lacrime nella pioggia di Rosa Montero (2011) e Anna di Niccolò Ammaniti (2015) – ci racconta le modalità immaginate di ricostruzione dell’umanità, mettendone in luce gli aspetti più suggestivi, ma anche quelli più ambigui e problematici. Ne parliamo con Daniele Comberiati.

– Dopo tre anni i Prismatiks, band soul e funk che rappresenta bene il melting pot artistico barcellonese, stanno finalmente preparando il loro primo disco, la cui uscita è prevista in estate. Ne parliamo con Lalo Harris, leader della band, che ci regala due nuovi brani dei Prismatiks, Settle Down e Breathe.

– News che ci arrivano dall’Italia e altre latitudini: Massaroni Pianoforti (Apri le tue braccia al cielo), Johann Sebastian Punk (Vivo nello scandalo), Monica P (Senza di noi), Keith Richards (How I Wish)

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Zen Circus feat. Claudio Santamaria118

Ci ha accompagnato anche la musica di Mimmo Locasciulli (Intorno a trentanni), David Bowie (1984), Jack London & Sparrows (Take it slow) e Catharsis (Masq).

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Best of della musica italiana del 2021 (21 gennaio 2022)

Ecco qui la scaletta della tredicesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone dedicata al meglio della musica italiana del 2021 (secondo noi, ovviamente):

Canarie (I ghiacciai non si sciolgono di notte), Porfirio Rubirosa and His Band (Lazzaro e Epulone), Crema (Ragazzo), Giacomo Toni (Sarà), Olden (Per diventare un fiore), Serena Altavilla (Epidermide), Cristina Donà (Senza fucile né spada), Roberta Giallo (Il canto della lavatrice), Alessio Bondì (200 voti), Alessandro d’Alessandro feat. Musica Nuda (Quello che non voglio), Peppe Voltarelli feat. Adriana Varela (Voce d’asfalto), Bobo Rondelli (Se vuoi andare), Giancane (Strappati lungo i bordi), Bachi da Pietra (Di che razza siamo noi), Aiazzi e Maroccolo (Das Ende), Calibro 35 (Being a robot is awesome), Blak Saagan (Scuola Hiperion), Eterea Postbong Band (Nordwalkers march), Gerardo Balestrieri (Telefunken), Garrincha Star All-Stars feat. Jacopo e Lo Stato Sociale (Bandiera bianca), Iosonouncane (Sangre).

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Tra Trento e Trieste (14 gennaio 2022)

Ecco qui il menú della dodicesima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone dedicata a Trento e Trieste:

– Fino al 20 febbraio, al MART di Rovereto si può visitare Il falso nell’arte. Alceo Dossena e la scultura italiana del Rinascimento, una mostra che riporta l’attenzione sulla figura di un geniale artigiano e falsario, Alceo Dossena, che tra gli anni Venti e Trenta divenne un fenomeno artistico transatlantico. Ne parliamo con Roberta Ferrazza, già direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, e studiosa dell’arte che a Dossena ha dedicato diversi studi.

– Il Trentino è solcato da centinaia di kilometri di trincee della Grande Guerra. Alcune di queste sono state recuperate negli ultimi anni, permettendo la creazione di percorsi che uniscono la memoria del primo conflitto mondiale con il paesaggio alpino. Una di queste è la Forra del Lupo, nella zona di Serrada, sull’altipiano di Folgaria e Lavarone. Ne parliamo con lo storico Matteo Tomasoni, professore presso l’Universidad de Valladolid, che ha collaborato al progetto di recupero della trincea.

– A distanza di dieci anni, il cantautore triestino Toni Bruna esce con un nuovo attesissimo disco, Fogo Nero. L’intimità dei testi e il dialetto triestino si uniscono, rispetto al precedente Formigole, a un album suonato tutto in solitario. Ne parliamo con Toni Bruna che ci racconta che cosa è successo in questo decennio. Dal suo disco vi abbiamo proposto Fogo nero, Eta, Coi corvi e Pele e ossi.

– Ritorna Ricky Russo, il triestino più entusiasto nella Grande Mela, che ci propone una band storica della scena punk triestina, gli Upset Noise con Growing Pain

– News e non news trentine e triestine: Matteo Ferrari (Ma l’amore no) e Lelio Luttazzi (Ritorno a Trieste)

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: COD – Polaroid

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Le canzoni di Natale. Vol. 4 (17 dicembre 2021)

Ormai è tradizione chiudere l’anno solare dello Zibaldone con uno speciale dedicato alle canzoni natalizie. Dopo il successo delle edizioni degli ultimi tre anni, ecco qui il volume 4. Come negli anni precedenti la selezione che vi proponiamo è ovviamente sui generis. Nulla o quasi di scontato. Si tratta di canzoni che non vi immaginereste (o sì?) in uno speciale con questo titolo. Dal beat al funk, dall’indie alla no wave, dalla rumba al punk, dal cha cha cha allo ska.

Questa la scaletta della puntata:

Nat King Cole (Buon natale), Spike Jones & His City Slickers (All I want for Christmas (is my two front teeth)), The Surfers (Here comes Santa Claus in a red canoe), Lalo Guerrero (Pancho Claus), The Flippers (Bianco natale cha cha cha), Gli Stranieri (Il primo natale beat), I Gufi (Era natale), Bruno Lauzi (Al pranzo di gala di Babbo Natale), Elton John (Ho! Ho! Ho! (Who’d be a turkey at Christmas)), Jethro Tull (Christmas song), Giuni Russo (Adeste fideles), Andrea Chimenti (Natale), Salvatore Adamo (Noël sur les Milandes (á Josephine Baker)), Víctor Manuel (En el portalin de piedra), Los Bravos (Hagamos una navidad), Los Chunguitos (Esta noche es nochebuena), Albert King (Santa Claus wants some lovin’), Gary Walker (Santa’s got a brand new bag), James White (Christmas with Satan), Suicide (Hey lord), Was (Not Was) (Christmas time in Motor City), Descendents (Christmas vacation), The Bollweevils (White Christmas), Agoraphobic Nosebleed (Like a cretin on Christmas eve), Riz Ortolani (Natale in casa d’appuntamento), Babalot (Natale), The Downsetters (Rudolph was a rude boy), Mando Diao (Christmas could have been good).

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Sciascia, Pittau & Dom Salvador (10 dicembre 2021)

Ecco qui il menú della decima puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Nel centenario della nascita di Leonardo Sciascia, esce per la prima volta in spagnolo la traduzione delle poesie giovanili dello scrittore siciliano, La sicilia, il suo cuore (1952), un viaggio nella terra che gli ha dato i natali e che tanto ha amato percorso dai silenzi e dalle riflessioni intime. Uno Sciascia diverso e particolare, inaspettato. Ne parliamo con Lorenzo Cittadini, scrittore, ricercatore presso l’Universidad de Málaga ed esperto della letteratura di viaggio tra Italia e Spagna, traduttore insieme a Giovanni Caprara di questo Sicilia, su corazón (El Toro Celeste, 2021) che si presenterá il prossimo 19 dicembre alle 12h00 presso la Libreria Italiana Le Nuvole di Barcellona.

– Un jazz che spazia dalla rielaborazione della musica popolare sarda all’elettronica. Questo è molto altro è quello che propone il trombettista e compositore Riccardo Pittau, prossimamente in concerto a Barcellona. Una commistione di suoni, ritmi e tradizioni che trova nel Mediterraneo il suo baricentro. Ci siamo ascoltati B Folk dal progetto Congregation, The Heads insieme agli HardWin e Cabudanni, un anteprima del suo nuovo album.

– Ritorna anche Berardo Staglianò (Sentieri Sonori-Radio Ara, Lussemburgo) che in questo collegamento ci propone due news tutte italiane: Calibro 35 (Ready Steady feat MEI & Arya Delgado) e Roberto Angelini (Condor).

– Alla scoperta di Dom Salvador e del jazz-samba e jazz-soul brasiliano: Salvador Trio (Rio e sempre Rio, 1965; Índio perdido, 1966), Rio 65 Trio (Desafinado, 1965), Dom Salvador (Moeda, reza e cor, 1969; My family, 1976), Dom Salvador e Aboliçao (Som, sangue e raça; Uma vida, 1971), Dom Um Romão (Wait on the corner, 1973; Amor en Jacuma, 1976)

Le Ultimissime di Fausto

Último trago: Dom Salvador TrioHi Energy (2007)

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Terre del ritorno e della ripartenza (3 dicembre 2021)

Ecco qui il menú della nona puntata della stagione 2021/2022 del nostro Zibaldone:

– Rileggere la canzone popolare non è facile. Per aggiornarla ci vuole coraggio, sapienza e maestria. È quello che propone Ambra Pintore, cantautrice, attrice e conduttrice televisiva. Nel suo ultimo disco, Terre del ritorno, prodotto da Michele Palmas, c’è la sua Sardegna, ovviamente, ma anche la Sicilia e un po’ tutto il Mediterraneo. Quello di Ambra è un viaggio non solo geografico, ma anche linguistico, culturale e, ça va sans dire, musicale. Ne parliamo con lei, mentre ci ascoltiamo Sa este, Sante per chi e Meglio accussì.

– Torna la Mostra de Cinema Italià de Barcelona che come ogni anno offre uno spaccato della cinematografia italiana. In questa decima edizione, che si terrà ai Cines Verdi di Gracia dal 10 al 15 dicembre, i film selezionati spaziano da Andrea Segre a Marco Bellocchio, passando per i fratelli D’Innocenzo, Laura Samani, Mario Martone, Jonas Carpignano e tanti altri. Non mancherà l’ormai “classica” selezione di cortometraggi e un omaggio al Fantozzi di Luciano Salce. Ne parliamo con Luca Di Leonardo, collaboratore della Mostra a Barcellona.

News musicali che ci arrivano dall’Italia e altre latitudini: Vasco Brondi (Il sentiero degli dei), Francesco Forni (Pure si fosse), Ditonellapiaga (Non ti perdo mai), Aiazzi–Maroccolo (Mephisto Ballad e Die Ballade von Mephisto), Rosario de la Aurora (Una noche de verano e La princesa está triste feat. Carlos Larra).

Le Ultimissime di Fausto

– A volte ritornano (purtroppo): Bruno, il comico serio, nel 2046. Again.

Último trago: Ornella VanoniSpecialmente quando ridi.

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