Abbecedario Pallonaro (6 febbraio 2026)

Splendori, miserie e strane storie del gioco del pallone. Di quello dei tempi che furono, però. Di questo parla, in fin dei conti, Abbecedario pallonaro. Da Aaltonen a Zubizarreta, libro uscito recentemente per i tipi di Garrincha Edizioni a firma del Collettivo AthletiQuillo, dietro cui si “nasconde” una rosa di scrittori – dodici per la precisione: il mister e undici giocatori – che ha trasformato in piccoli racconti la vita di 26 giocatori del passato. Da Aaltonen a Zubizarreta passando per Baggio, Charles, Luís Sílvio Danuello, Edmundo, Friday, Béla Guttman, Hatzipanagis, Índio da Luz, Juary, Kempes, Lodetti, Macina, Nakata, Ortega, Pagano, Raposo, Skuhravý, Tevez, Uribe, Valderrama, West, Xavier e Yashin.

Nato come un gioco inventato nelle osterie di Parma alla metà degli anni Novanta e apprezzato dal compianto Gianni Mura, l’abbecedario pallonaro si è trasformato in libro mantenendo, però, lo stesso spirito realistico e magico, ribelle e alcolico, accademico e surreale. Ce ne parlano Marco Valesi, mister del collettivo, e Marco Galeotti, inventore del gioco. Ed entrambi, ovviamente, “giocatori”, ossia autori di alcuni racconti. Ma in questo caso, anche noi di Zibaldone siamo parte integrante del progetto: Forti libero vecchio stile e Banzo terzino alla Bergomi.

Ci ha accompagnato la musica di Juary (Sarà così), Marlon And The Confidence (Oliver – The spirit of Luis Silvio Danuello), The Pete Surgeon Experience (Viva Carlos Valderrama), La Lucha Libre (Lev Yashin) e John Charles (Sixteen Tons)

– Le Ultimissime  

Último trago: Jordi Pèlach & Sergi Estella Vull matar (2025)

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Senza fine: omaggio a Ornella Vanoni (30 gennaio 2026)

A fine novembre ci ha lasciato Ornella Vanoni. La sua storia è, in fin dei conti, quella della canzone d’autore italiana: dal piccolo di Strehler ai cantautori genovesi, dal legame con il Brasile al jazz, dalle infinite collaborazioni (Gino Paoli, Franco Battiato, Delta V,giusto per citarne tre) agli ultimi progetti. Oltre sessant’anni sulle scene. Spirito libero, donna coraggiosa, curiosa per natura. Questo vuole essere il nostro piccolo omaggio. Ci accompagnano Stefano Senardi, presidente del Club Tenco di Sanremo, e Flavio Ferri dei Delta V.

Di Ornella Vanoni ci siamo ascoltati Senza fine (1961), Hanno ammazzato il Mario (1959), Senza paura (con Toquinho e Vinicius de Moraes, 1976), L’Infinito (con i Delta V, 2000), Aurora (2013) e Amore vicino (1997).

Último trago: La Band del Brasiliano (canta Serena Altavilla) – Ti voglio (2017)

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Trump e l’America Latina (23 gennaio 2026)

Il 2026 si è aperto con l’attacco militare degli USA al Venezuela e il sequestro di Nicolás Maduro. L’impero americano in declino mostra i denti e mette in atto una strategia neoimperialista aggressiva, specialmente in America Latina con un aggiornamento della dottrina Monroe. Parallelamente, in un mondo in cui l’ordine globale liberale creato dopo la Seconda Guerra Mondiale va in frantumi, Donald Trump vuole annettersi con le buone o le cattive la Groenlandia e crea un orrorifico Board of Piece per Gaza. Nel mentre nella regione latino-americana avanzano le estreme destre di Milei, Kast e Noboa. Di tutto questo ne parliamo con Ramon Mantovani, ex deputato di Rifondazione Comunista che con l’America Latina ha avuto stretti contatti tra anni novanta e duemila.

Ci ha accompagnato la musica di Peter Maybarduk (Statues of Simón Bolívar), Marco Castello (Editto dal sottoscoglio), Selton e Emma Nolde (Panda 2013), Luigi Lo Cascio e Moni Ovadia (Canto e canterò ancora) e Porfirio Rubirosa (La mia parola è un impegno).

– Le Ultimissime

Último trago: Los Melódicos – Come prima (Tony Dallara, 1959)

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Pasolini secondo Zamboni (16 gennaio 2026)

Che cosa rimane, in questo 2026, dell’opera e dell’impegno civile di Pier Paolo Pasolini, a cinquant’anni dalla sua uccisione? Ne abbiamo parlato con Massimo Zamboni, storico chitarrista dei CCCP Fedeli alla Linea e dei CSI e protagonista, da vent’anni, di un personalissimo percorso artistico solista fra rock d’autore e scrittura (il suo ultimo libro, Pregate per ea, è uscito per Einaudi lo scorso ottobre).

Zamboni ha pubblicato lo scorso anno su disco P.P.P. – Profezia è Predire il Presente, reading/concerto che segue il percorso di Pasolini, come uomo e come intellettuale che ha saputo intuire le successive, laceranti, trasformazioni dell’Italia. Un percorso arricchito da vecchie e nuove canzoni, da canti popolari e dall’omaggio a Giovanna Marini, multiforme e ricco di sfaccettature come così come lo sono l’anima e il pensiero di Pasolini.

Da “P.P.P.” (2025) ci siamo ascoltati Vorremmo esserci, La rabbia e l’hashish e Lamento per la morte di Pasolini / Beati noi, e abbiamo riscoperto la primissima versione di Sorella sconfitta, cantata nell’album omonimo da Lalli (2004).

Ci ha accompagnato anche la musica dei LOSTATOBRADO (Auguri).

Último trago: Combo Piano – Diary (2004)

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Le canzoni di Natale. Vol. VIII (19 dicembre 2025)

Gli anni si succedono, le traduzioni proseguono, ed eccovi quindi l’ottavo volume delle nostre canzoni di natale. La constatazione che ci guida, edizione dopo edizione, è in fondo sempre la stessa: i brani natalizi che si sentono in giro sono sempre gli stessi, quando invece si potrebbe spaziare quasi a piacimento. Al natale, ovunque si festeggi, sono state dedicate canzoni di praticamente qualsiasi genere musicale, e spesso con punti di vista molto diversi dall’abituale trionfo di buoni sentimenti. No, non è cinismo, ma un’altra semplice constatazione: il natale si può racconare in molti modi diversi, facendoli anche coesistere nella stessa scaletta. Stavolta i paesi coinvolti sono sette, e i generi probabilmente undici, cioè uno diverso per canzone, e come sempre speriamo di farvi scoprire qualcosa di inatteso (e piacevole). A voi la risposta.

E anche per quest’anno (solare) è tutto! Zibaldone va in vacanza, ci risentiamo il 16 gennaio 2026. Nel frattempo fate i bravi e godetevi le feste!

Questa la scaletta della puntata:

The Beach Boys, The man with all the toys (1964); Joseph Kamaru, Happy Christmas (metà anni ’60); Maki Asakawa, Zenkasha no Christmas (1970); Rosko, Oú est Pére Noël (1973); Patrizio, Papà… è natale (1975); The Waitresses, Christmas wrapping (1981); The Vestibules, Christmas on acid (1994); The Men That Could Not Be Blamed for Nothing, Ebenezer’s carol (2010); Queen of Saba, Natale anticapitale (2024); Crudbump, Fuck you if you don’t like Christmas (2010); Paolo Benvegnù (feat. Piccolo Coro dell’Antoniano), Buon natale anche per te (2025).

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I vent’anni di Vittorio Cane (12 dicembre 2025)

Vi ricordate cosa stavate facendo vent’anni fa? Speriamo che siano bei ricordi, e non troppo agrodolci. Chi non ha dubbi al riguardo è il nostro amico Vittorio Cane, che vent’anni fa –mese più, mese meno- pubblicava il suo album d’esordio omonimo. E che ha deciso di festeggiare questa ricorrenza con un progetto molto speciale pubblicato dalla sua etichetta Innabilis Produzioni, “Vittorio Cane. Venti anni dopo”, che raccoglie altrettante cover delle dieci canzoni di quel disco: fra gli artisti coinvolti, ovviamente abbondano quelli della scena torinese, la sua scena, coi quali il nostro ha intrecciato il suo percorso in tempi più o meno recenti. Insieme a noi in collegamento telefonico lo stesso Vittorio, per una lunga e bella intervista a tutto campo, nella quale abbiamo parlato di collaborazioni che diventano amicizie, e viceversa, del concerto-happening che pochi giorni fa ha presentato l’album al pubblico torinese, della vita in campagna, del passato, ma anche del presente (che per lui, dal punto di vista musicale, si chiama Latleta). E ovviamente abbiamo ascoltato alcune delle cover di “Venti anni dopo”, oltre a due brani dello stesso Vittorio.

Questa la scaletta della puntata:

Vittorio Cane, Speciale (2005)

Da “Venti anni dopo” (2025): Mapuche, Mestiere; Deian, Mille; Crema, Un punto; Sasso, Ti do qualcosa; Mao, Dipendente.

-Le Ultimissime

-Último trago: Vittorio Cane, Domingo (2012)

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Il Rapporto Italia – dicembre 2025 (5 dicembre 2025)

Ormai lo sapete, i monografici musicali sono parte integrante nella programmazione del nostro Zibaldone, e in più di un caso hanno dato origine a serie e format che ci accompagnano di stagione in stagione: è questo il caso del Rapporto Italia, che ha fatto il suo esordio nel 2023 e, al ritmo di due puntate all’anno, giunge oggi alla sua sesta edizione, con una formula ormai consolidata: una panoramica sulle uscite discografiche italiane degli ultimi mesi, discostandoci in parte dalle coordinate autoriali tanto care al nostro programma. Senza procedere al solito elenco di stili e sottogeneri, anche questa volta avrete di che sollazzarvi, fra rarefazioni sperimentali e ambientali, brani variamente fragorosi e una sezione centrale più orientata al songwriting. Insomma, come al solito, un gran bel saliscendi per l’ennesima fotografia, mossa ma affascinante, della scena italiana.

Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono del 2025):

Casamatta, Fortuna; Hate Moss, Aiknow; Lillo Morreale, Nivuru munnu; Juni, Chiagne; Francamente, Telephone tango; Viaggi Andromeda, Little Tony; Queen of Saba, Rizoma; Orange Combutta, Cartone; Sì! Boom! Voilá!, Pinocchio; Litania, Jamuniya; Michele Andreotti, Luna Calante.

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Quelli di… Calibro 35 (28 novembre 2025)

Sono da quasi vent’anni sulle scene. Hanno sfornato già nove album, tra cui l’ultimo, Exploration, uscito nel 2025. Hanno in attivo decine di collaborazioni. Hanno scritto colonne sonore di successo, come quella della serie Blanca. Hanno dedicato tre dischi al maestro Ennio Morricone. Hanno girato in lungo e in largo l’Italia e, cosa molto difficile per gli artisti del nostro paese, l’Europa. A Barcellona, ad esempio, hanno suonato in varie occasioni e tornano il prossimo 3 dicembre a La Nau. Stiamo parlando dei mitici Calibro 35 a cui dedichiamo questa puntata di Zibaldone. Ci accompagna Enrico Gabrielli con cui parliamo anche di alcuni dei suoi innumerevoli progetti al di là dei Calibro, dedicati, ad esempio, al liscio o alla musica per bambini.

Ci siamo ascoltati: Calibro 35 (Notte in Bovisa, Jazz Carnival, Drowning & Burning feat. Davide Shorty), L’Orchestrina di Molto Agevole (Polka Felicità) ed Enrico Gabrielli feat. I Cani (Il treno fa…).

– Le Ultimissime

Último trago: Calibro 35 con Roberto Dell’Era L’appuntamento (Sentado À Beira do Caminho, 2008).

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Intelligenza Artificiale, questa sconosciuta (21 novembre 2025)

L’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il mondo, nel bene e nel male. Prevedere cosa succederà tra un decennio è praticamente impossibile. Siamo sommersi da visioni distopiche retro-futuriste e, allo stesso tempo, da visioni utopiche tecno-ottimiste. Gli ambiti di cui potremmo parlare sono molti, praticamente infiniti. Uno è, ad esempio, quello della musica. Nel luglio scorso, una band inesistente è diventata virale su Spotify UK. L’IA significherà la morte della creatività artistica? Sarà – o meglio: è già – una preziosa alleata dei giganti dello streaming? Modificherà il concetto di proprietà intellettuale? Cerchiamo di capirci qualcosa insieme a Irene Buselli, cantautrice e ricercatrice in Intelligenza Artificiale presso l’Università di Genova.

Ci ha accompagnato la musica di The Velvet Sundown (Dust on the Wind), Kraftwerk (The robots), Nirvana (Smells like Teen Spirit – 1960’s Motown Soul Version AI Cover by @tolisoprano), France Gall (Der Computer Nummer Drei) e Roy Wood (Miss Clarke & The Computer).

– Le Ultimissime

Último trago: Irene Buselli Scegli con cura (2024)

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James Senese, ricordo di un gigante (14 novembre 2025)

Lo scorso 29 ottobre ci ha lasciato un gigante, James Senese. A lui dedichiamo questa puntata di Zibaldone, ripercorrendone la vita e la traiettoria artistica: dalle prime band nella Napoli degli anni sessanta ai Napoli Centrale, passando per l’esperienza degli Showmen, l’amicizia con Pino Daniele e gli anni del Neapolitan power. Uno spirito libero, un artista che si è sempre messo in gioco, un uomo legato come pochi alla sua città, Napoli. Ne parliamo con Carmine Aymone, giornalista, scrittore e autore di Je stò ccà… James Senese (Guida, 2005).

Ci ha accompagnato la musica di James Senese (Ll’America, 2018 e Habbanera, 1983), Napoli Centrale (Chi fa l’arte e chi s’accatta, 1976), Showmen 2 (Abbasso lo zio Tom, 1972) e Pino Daniele (Musica musica, 1980).

– Le Ultimissime

Último trago: Ligiana Costa – Vem a Tempestade (Pino Daniele, Lassa che vene) (2013).

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Voci libere (7 novembre 2025)

Raccontare la storia della canzone d’autore italiana non è compito facile. Ancora più difficile, poi, è cercare di farlo per il grande pubblico e, in particolare, per i più giovani che sovente ormai non hanno conosciuto molti dei cantautori del nostro paese. Da Renato Carosone a Mario Castelnuovo, passando per la scuola genovese di De Andrè, Paoli, Tenco e Bindi, il rock di Edoardo Bennato e Vasco Rossi, il folk di Giovanna Marini e Rosa Balistreri, i “nuovi orizzonti” di Lucio Battisti, l’inclassificabile genio di Enzo Jannacci… Sono 69 i ritratti di cantautori contenuti in Voci libere. Storia della canzone d’autore italiana (Edizioni Curci, 2025) di Luigi Cuna ed Emanuele Felice. Il tutto accompagnato dalle illustrazioni di Alessandro Ventrella. Ne parliamo con i due autori a cui si deve anche un libro monografico dedicato a Giorgio Gaber, sempre edito da Curci e con le illustrazioni di Ernesto Anderle.

Ci ha accompagnato la musica di Edoardo Bennato (La torre di Babele), Bruno Lauzi (Naviganti), Giorgio Gaber (Chiedo scusa se parlo di Maria), Milva (Tempi moderni) e Sergio Caputo (Libertà dove sei).

Último trago: Edmond Taillet Du citron dans de l’eau fraîche (“Una fetta di limone”, Giorgio Gaber, 1962).

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Il Cantamostri. Vol. 2 (31 ottobre 2025)

Visto che l’anno scorso ci siamo divertiti, rieccoci: arriva la fine d’ottobre, arriva Halloween, e cogliamo la palla al balzo per una nuova selezione di canzoni a tema mostri, che oltretutto va in onda proprio il 31 ottobre, e non il giorno dopo com’era successo nel 2024. Non sappiamo dirvi se è nata una nuova serie, ma l’occasione che ci offriva il calendario era troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire. Come è noto, a noi di Halloween frega il giusto, e in redazione siamo troppo anziani per aver vissuto in prima persona il progressivo affermarsi di questa festa anche in Italia, quindi una bella playlist è il massimo e (miglior) contributo che possiamo dare alla causa: dodici brani, pubblicati soprattutto fra gli anni ’60 e gli anni ’80 del secolo scorso, anche se non manca qualche incursione più recente, due strumentali, e almeno due new entries per quanto riguarda i mostri rappresentati. E come sempre, tendendo fede al nome del nostro programma, tanti stili diversi (e a volte inconciliabili). Non vi spaventerete sicuramente, quindi cercate di divertirvi!

Questa la scaletta della puntata:

Comateens, The Munsters Theme (1981, Jack Marshall cover); Andrés Pajares, Dracula ye-ye (1968); The Frantics, Werewolf (1959); Los Locos del Ritmo, El fantasma (1965): Red Blood, Soul Frankenstein (put your money where your mouth is) (1976); Warren Zevon, Werewolves of London (1978); Roky Erickson and the Aliens, I walked with a zombiev(1980); The Dead Milkmen, Big lizard (1985); Super Furry Animals, Chupacabras (1997); Jonathan Richman, Vampiresa mujer (2009); YMA, Vampiro (2019); Nico Fidenco, Bem (1981).

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Tutto il calcio – A squarciagola (24 ottobre 2025)

A circa due anni dall’esordio, ecco il quarto capitolo della nostra serie dedicata alle canzoni a tema calcistico. Il titolo dà un suggerimento sul contenuto, e no, non si tratta di cori da stadio: oggi ci avventuriamo sul terreno minato degli inni delle squadre di calcio, genere singolarmente avaro d’ispirazione e prodigo di stereotipi, sia testuali che musicali. Difficile uscirne indenni, e per riuscirci ci siamo mossi a zigzag, con una preferenza per i campi di provincia e alcune imprevedibili sortite fuori dall’Italia. Non mancano le oldies, non mancano le bizzarrie, non mancano nemmeno i brani che alla fine non hanno mai rivestito la funzione di inno ufficiale. E sì, parlare solamente di undici squadre fra le migliaia possibili potrebbe suscitare il risentimento di alcuni tifosi, ma rilassatevi, questa non è una classifica, e non c’è nessun obiettivo da raggiungere: salvo quello di offrirvi un ascolto divertente e, speriamo, sorprendente. Come avrebbe detto l’indimenticabile Bruno Pizzul, tutto molto bello!

Questa la scaletta della puntata (fra parentesi, prima dell’anno d’uscita, il nome della squadra omaggiata):

Gerry & The Pacemakers, You’ll Never Walk Alone (Liverpool FC, 1963); Antonello Venditti, Roma (non si discute si ama) (AS Roma, 1974); Angelo [Pierangelo] Bertoli, Sunem al campanaun (SC Sassolese, 1973); Coro Pro Vercelli, Pro Vercelli Foot –Ball (FC Pro Vercelli 1892, fine anni ‘70); Guerino con il Complesso di Cesare De Cesaris, Dai, dai, Cesena! (Cesena FC, probab. 1967-1968); Johnny Bokelo, Orchestre Conga 68, F.C. Dragons (AS Dragons, 1969); Grupo Coisa Acesa, Hino para o CAT (Clube Atlético Taquaritinga, 1983); Massimo Melodia, Un fiore rosanero (Palermo FC, 1979); Reeds (Maurizio Potocnik), Sempre tu (Torino FC, 1985); Thees Uhlmann, Das hier ist Fußball (FC St. Pauli, 2012); Manuel Bongiorni, Dalle valli alla città (Piacenza Calcio 1919, 2023).

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Premio Tenco 2025 (17 ottobre 2025)

Arriva metà ottobre ed arriva il tempo del Premio Tenco. Quest’edizione della Rassegna della Canzone d’Autore, intitolata “Con la memoria”, si terrà a Sanremo dal 22 al 25 ottobre 2025. Moltissime le attività, così come gli artisti che saliranno sul palco dell’Ariston, come Goran Bregovic, Daniele Silvestri, Tosca, Ricky Gianco e i Baustelle (tutti premi Tenco alla carriera) o Lucio Corsi, Ginevra Di Marco, La Niña e Anna Castiglia (tutti targhe Tenco 2025). Ma ci saranno presentazioni di libri, spettacoli gratuiti alla Pigna di Sanremo, una master class dedicata a Lucio Dalla, documentari… e, come filo rosso, la Palestina con il Premio Yorum al poeta e scrittore palestinese Refaat Alareer, oltre alla presenza della storica band turca Grup Yorum, censurata e repressa dal regime di Erdogan. Ne parliamo con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco.

Ci ha accompagnato la musica di Goran Bregovic (Gas Gas), Daniele Silvestri (Il mio nemico), Ricky Gianco (Compagno sì, compagno no, compagno un caz’), Tito Schipa Jr. (Combat), Grup Yorum (Ölümden öte ne var), Tosca feat. Arnaldo Antunes (João), Baustelle (La guerra è finita), La Niña (Figlia d’a tempesta) e Lucio Corsi (Sigarette).

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Free Palestine! (10 ottobre 2025)

Da due anni Israele sta commettendo un genocidio a Gaza. Le immagini che ci arrivano dalla striscia lasciano sgomenti nel mezzo del silenzio complice della maggior parte dei governi. I morti sono quasi 70.000, senza contare le decine di migliaia di feriti e mutilati; oltre l’80% degli edifici e delle infrastrutture di Gaza sono state distrutte. In questo scenario che definire drammatico è poco, la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, i cui membri sono stati arrestati e torturati, ha ridato speranza, mobilitando centinaia di migliaia di persone nelle città di tutta Europa.

Di tutto questo ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e Gianluca Costantini, artista-attivista che sta portando in giro per l’Italia la mostra Nel mirino della memoria, dedicata ai quasi 200 giornalisti uccisi a Gaza dall’esercito israeliano.

Ci ha accompagnato la musica di Piotta (Free Gaza), Murubutu (Sumud), Cosmo (Brucia tutto) e Bassolino e Marzouk Mejri (Baid Alik).

Le Ultimissime

Último trago: Jyonson Tsu – 7月、8月、(黒い) 9 (Luglio, agosto, settembre (nero), 2011).

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