Indonesia, un genocidio dimenticato (27 marzo 2026)

Il novecento è stato un secolo di violenza, attraversato da numerosi esempi di genocidio e di stermini di massa, dall’Armenia al Ruanda (seguendo un criterio strettamente cronologico). E se in alcune situazioni persistono sacche di negazionismo motivate da interessi politici o distorsioni ideologiche, potremmo affermare che in linea di principio vige un consenso di massima sull’applicazione di questi termini. Esistono però anche massacri dimenticati, vicende che per una molteplicità di fattori non sembrano aver lasciato nella coscienza collettiva l’impronta dovuta. Un caso drammaticamente calzante è quello dei massacri indonesiani del 1965-1966 nei quali persero la vita centinaia di migliaia di militanti e simpatizzanti del PKI, il Partito Comunista indonesiano (le stime oscillano fra mezzo milione e un milione di vittime) e dei quali, almeno nel nostro continente non si sa praticamente nulla.

Ne parliamo con una vecchia conoscenza di Zibaldone, Nicola Tanno, che ha appena pubblicato per i tipi di Mimesis il volume “Arcipelago Rosso. Lotta politica e genocidio in Indonesia (1914-1968)”, un interessante saggio che ripercorre tutta la storia del PKI, dalle lotte anticoloniali all’ascesa che lo portò a essere il più grande partito comunista del mondo dopo quelli sovietico e cinese, per poi giungere al tragico epilogo. Cosa rese possibile uno sterminio di quelle dimensioni? Quali premesse lo resero possibile? E perché a distanza di sessant’anni questi fatti sono ricordati, discussi, commemorati così poco?

Questa la scaletta della puntata: The Secret Prostitutes, Partai Komunis Indonesia (2013); Lilis Suryani, Gang Kelinci (1963); Homicide, Megatukad (2006); Kuntari, Selestia (2021); Koko Moon (feat. Marta Del Grandi), Sirio B (2026).

-Le Ultimissime

– Último trago: Viktor Sodoma, Stále Mi Vyčítá (cover de I Nuovi Angeli, 1972).

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