Di Onlus, di informazione e di licantropi (19 ottobre 2012)

Altra puntata, altro regalo, cari aficionados di Zibaldone! In questo piovoso venerdì di metà ottobre abbiamo iniziato, come è ormai consuetudine, con la musica. E con un artista che vi abbiamo presentato nelle scorse settimane: il cantautore ceco Jaromír Nohavica che giovedì 18 ottobre ha aperto la rassegna di canzone d’autore Cose di Amilcare. Nel C.A.T. del quartiere di Gracia, Nohavica ha dimostrato di essere un grandissimo musicista, un poeta raffinato e un vero animale da palcoscenico. Notevole anche la partecipazione di Roger Mas, giovane cantautore catalano dalla voce meravigliosa. Un ottimo inizio, dunque, per questo festival di canzone d’autore che si propone come punto di incontro di culture diverse qui a Barcellona. Il prossimo concerto sarà il 22 novembre con gli Agricantus e Mariona Sagarra. Se volete saperne di più, cliccate qui. Ma non temete, vi terremo informati!

In questa puntata di Zibaldone non è stato con noi l’incombustibile Banzo, ma di sociale e di politica ne abbiamo parlato parecchio con gli ospiti che sono venuti a trovarci nel nostro piccolo studio affacciato sulla Plaza Reial di Barcellona. Francesco Petrone ci ha presentato Quando la Onlus diventa un guadagno. Tecniche per arricchirsi sfruttando i bambini (Aracne, 2012). Un libro interessante e che tocca una questione all’ordine del giorno: le Onlus e il loro modus operandi. Un libro che mette il dito nella piaga e da la possibilità di aprire un dibattito. Così abbiamo voluto fare anche noi qui a Zibaldone, sentendo opinioni diverse da quelle di Francesco. Ne hanno parlato con noi Luigi Cojazzi, scrittore, giornalista free lance e attivista di AltraItalia, e Andrea Lepore, che ha lavorato per parecchio tempo con Greenpeace Italia. Se volete saperne di più sul libro di Francesco Petrone, potete dare un’occhiata qui.

La canzone d’autore, non solo di Nohavica, ma anche di Dente, Alberto Patrucco e Miquel Pujadó ci ha accompagnato in questa prima parte del programma. Ma la nostra «colonna sonora» non è stata solo la canzone d’autore. Vi abbiamo presentato, infatti, anche due interessantissime e piacevoli ultime uscite di artisti italiani: Numero 6 con il suo ultimo lavoro Dio c’è e Gli Sportivi con Black Sheep. Dopo tanta musica toccava alla satira e all’ironia. E per la nuova rubrica Salutamm’a Sorreta abbiamo avuto di nuovo con noi la preoccupatissima signora Gina, una mamma milanese in cerca di suo figlio, «il Dani» come lo chiama lei. Una mamma che ha una gran voglia di chiacchierare e che dimostra di conoscere e di saper usare le nuove tecnologie. Questa volta la signora Gina ci ha preparato una sorpresa…

Non poteva mancare poi la Trash Zone, che da oltre un anno ci accompagna qui a Zibaldone. La nostra carissima Eva Vignini ci introduce negli anfratti del trash nostrano con un personaggio davvero speciale verso cui vale la pena nutrire unincondizionato affetto. È Donato Mitola uno dei numerosi fenomeni scoperti da “Mai dire Tv” trasmissione culto dei primi anni ’90. Personaggio incontenibile dall’aspetto spiritato, si autodefinisce cantautore Horror ed interpreta di volta in volta: Il vampiro, il maniaco, il licantropo, il sadico. Un occhialuto ometto sulla cinquantina lascia le vesti di impiegato per indossare un mantello nero e deliziarci con videoclip di fattura casereccia e canzoni spassosissime, bizzarro mix di temi gotico-mistici e allusioni sessuali.

Nella seconda parte della puntata è rimasto con noi Luigi Cojazzi che è stato l’inviato di Zibaldone al Festival di Internazionale, che si è tenuto, come ogni anno, a Ferrara. Tra il 5 e l’8 ottobre nella città emiliana si sono riunite 66.000 persone per la sesta edizione di questo Festival, per lo più lettori e fan di questa magnifica rivista italiana, ma anche moltissimi giornalisti, scrittori e attivisti italiani e stranieri. Luigi ci ha proposto un’ottima panoramica di quel che ha visto a Ferrara, soffermandosi su alcuni incontri tenuti dai redattori di Internazionale e dal direttore Giovanni De Mauro. E soprattutto sull’intervento del corrispondente di guerra americano Philip Gurevich riguardo al genocidio in Ruanda del 1994. Dove sta andando l’informazione? Questa è stata la domanda centrale a cui hanno cercato di rispondere gli invitati di questo bel Festival. Per saperne di più, cliccate qui.

Dopo una lunga assenza, dopo la ben allenata e ineccepibile supplenza di Banzo, ritorna nella sua originaria veste el último trago musicale, l’ultima canzonetta servita per voi da Laura di ritorno da viaggi per l’italica penisola. Concludiamo questa puntata con un pezzo molto surf e scanzonato, decisamente irriverente nel suo mascherarsi di frivolezza: L’Amore in città, dall’album Balera metropolitana dei messinesi Maisie. Gruppo nato nel 1995 il cui nome omaggia una canzone di Syd Barret, dopo dieci anni di mescolanze tra l’elettronica e il jazz, tra il folk e il pop più sfacciato, hanno deciso di passare alla lingua italiana vantandosi della collaborazione di artisti come Bugo e Mario Castelnuovo. Dedichiamo questo finale di puntata all’unione europea, mirabilmente insignita del nobel per la pace… a venerdì prossimo!

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