Della Metralli, di Vinicio e di strane conversioni (8 febbraio 2013)

Zibaldone inizia sempre con della buona musica. Questo lo sapete. Ma non potete sapere che cosa vi abbiamo preparato quest’oggi. Un gruppo nuovo, fresco, dal nome che è tutto un programma: La Metralli. Il nome Metralli porta in sé il mistero del metallo e della misura del non misurabile. Quello della Metralli è un progetto musicale d’autore che La Metrallifonde le sonorità della musica popolare con influenze mediterranee, acustiche ed elettriche, e poi, per intervalla insaniae, jazz e sperimentali. Un progetto che nasce a Modena, dall’incontro di Meike Maria Clarelli e Matteo Colombini, a cui si aggiungono successivamente la contrabbassista Serena Fasulo e la chitarrista Marcella Menozzi. Nell’ottobre del 2012 vincono l’importante Premio Ciampi. Ci siamo sentiti due pezzi dal loro ultimo EP.

Abbiamo voluto continuare con la musica perché queste settimane sono piene di concerti di artisti italiani in tour qui a Barcellona. Innanzitutto, abbiamo dedicato ampio spazio al concerto di Vinicio Capossela che si è tenuto alla sala Luz de Gas lo scorso 6 febbraio. Vinicio CaposselaCon una sala pienissima, Vinicio ha presentato il suo ultimo lavoro: Rebetiko Gymnastas, una rivisitazione a ritmo rebetiko di alcuni dei suoi grandi successi. Accompagnato da sei musicisti di altissimo livello, tra cui il greco Manolis Pappos – che ci ha deliziati con alcune sue perle musicali, oltre che con le sonorità del bouzuki che lo ha reso un vero simbolo in Grecia –, Vinicio ha conquistato il pubblico con l’intimo di Scivola Vai Via e il ritmo di Marajà e concludendo con due bis attesissimi: Che cossè l’amor e Il ballo di San Vito.

Ma poi, abbiamo voluto farvi ascoltare qualche canzone del prossimo italiano di passaggio qui nella ciudad condal: Eugenio Finardi, che suonerà Eugenio Finardi_Joan Isaacgiovedì 14 febbraio nell’Auditori Barradas de L’Hospitalet de Llobregat nell’ambito del Festival Cose di Amilcare e del Festival BarnaSants. Di Finardi siamo andati a pescare dal baule dei ricordi alcune canzoni che lo hanno reso famoso, da La Radio, una canzone-simbolo delle radio libere e dei movimenti della metà degli anni Settanta fino a Le donne di Atene, versione italiana di quella magnifica canzone di Chico Buarque de Hollanda. E per finire con la parte dedicata direttamente alla musica vi abbiamo proposto un’altra nuova uscita. Si tratta del nuovo singolo di Jaka, artista che a Zibaldone conosciamo bene, visto che è stato nostro ospite nel settembre scorso. You Are my Guide, brano cantato insieme al giovane artista giamaicano Hi Kee. Un brano mistico e armonioso con un sound che affonda le sue radici nel New Roots e nel Soul e che vuole comunicare l’importanza di riscoprire una saggezza di cui sempre più persone tornano a sentire l’importanza oggi. Per vedere il video, schiacciate qui.

E inesorabilmente, come ogni settimana, torna la Repressione Today dell’irrefrenabile Banzo, che si fa carico del compito di annunciarci le nuove, spesso ingrate. Questa settimana riprendiamo il caso di Sergi Garcia Rovira, già affrontato lo scorso Ada Colau alla Comisión de Economíasettembre, che dopo aver visto completamente disattesa la sua denuncia contro i Mossos d’Esquadra che lo avevano maltrattato, rischia ora fino a un anno e mezzo di carcere sulla base di un dossier preparato dagli stessi Mossos, al quale il giudice sembra disposto a dare credito nonostante le deposizioni in senso contrario di vari testimoni. Si parla anche di Ada Colau, rappresentante di spicco della piattaforma Afectados por la Hipoteca, e della sua controversa apparizione davanti alla comisión de economía del parlamento spagnolo, con un paio di dichiarazioni appena sopra le righe a catturare tutta l’attenzione della stampa, a scapito della presentazione di una iniziativa legislativa popolare sul tema degli sfratti che ha raccolto un appoggio incredibile da parte della società civile. Tornando in Italia abbiamo poi il caso di Mario Milucci, condannato per resistenza, unico tra tutti gli imputati per i fatti di Roma del 14 dicembre 2010, in occasione di uno dei tesissimi voti di fiducia dell’ultimo governo Berlusconi. Per chiudere le ultime novità sul fronte dei proiettili di gomma e la divertente iniziativa di un gruppo di indignados di stanza a Bruxelles che, con l’intenzione di imitare l’ex tesoriere Bárcenas, cerca di consegnare buste con banconote false alla sede del Partito Popolare Europeo, con destinatario Mariano Rajoy. 

La Trash Zone della carissima Eva Vignini è dedicata oggi un giornalista e personaggio televisivo che tanto ha dato al gigantesco calderone mediatico del trash. Stiamo parlando di Paolo Brosio, personaggio  dalla storia grottesca che è diventato suo malgrado Paolo Brosioprotagonista e vittima della spietata macchina televisiva. Lo ricordiamo come fedele spalla di Emilio Fede ai tempi di mani pulite e nella trasmissione Quelli che il calcio di Fabio Fazio. Ma nel 2009 Brosio si confessa in un best seller intitolato A un passo dal baratro. Perché Medjugorje ha cambiato la mia vita. Dopo varie delusioni personali Brosio ci narra di essersi perso nei torbidi abissi di droga, sesso e alcol fino al momento della rivelazione.  Brosio incontrerà dunque la sua svolta mistica nel bel mezzo di un’orgia: senza dubbio la conversione più originale mai raccontata che siamo sicuri non mancherà di destare la curiosità dei più convinti e appassionati sostenitori del trash nostrano.

Tra le (ormai attese) incursioni della signora Gina, preoccupata per le sorti del figlio Dani disperso nelle notti di lussuria barcellonese, e di quel fanfarone di Bruno, il comico serio, siamo riusciti a collegarci anche con Carlo Taglia, il nostro giramondo. Da oltre un anno Carlo sta facendo un giro del mondo assolutamente insolito: senza l’uso di aerei. Arrivato in Nepal nell’autunno del 2011, Carlo ha attraversato l’India e tutto il Sud-est asiatico per poi passare in Cina e in Corea del Sud da dove si è imbarcato per l’America Latina. Dalla Colombia all’Argentina, attraversando l’Ecuador, le Ande, la Bolivia, il Cile e la Tierra del Fuego. Prima di Natale, nel nostro ultimo collegamento, l’avevamo lasciato a Córdoba, in Argentina. Ora la ritroviamo in Brasile, in attesa di una nave che lo riporti in Europa… Per seguire il viaggio di Carlo Taglia, cliccate qui.

E concludiamo con un pezzo un po’ rock’n’roll, un último trago di musica proveniente dal vivace sottobosco torinese. Matteo Castellano è un cantautore che sa giocare con il Matteo-Castellano1palco e con le parole, corteggia la musica popolare ma sperimenta sonorità composite, e soprattutto è ironico, istrionico, un osservatore spietato e tenero delle manchevolezze umane. Ci lasciamo con una canzone d’amore non detto, Un po’ per i tuoi occhi, ma consigliamo d’ascoltare l’intero disco d’esordio, Ezio (2011): è un cappello magico pieno di sorprese.

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