Fidel alla linea. VI: Chi parte e chi resta (16 giugno 2017)

Lo scorso mese di novembre moriva Fidel Castro. Con lui si è chiuso definitivamente il Novecento. E, logicamente, una lunga tappa della storia cubana. Per questo abbiamo pensato di ripercorrere la storia della rivoluzione cubana attraverso le canzoni e la musica. 14 puntate speciali, 28 ore di musica, oltre 200 canzoni che ci accompagneranno durante tutto questo 2017. Dalla dittatura di Batista al nuovo millennio, passando per la guerriglia, la vittoria de los barbudos, i primi anni rivoluzionari, le tensioni con gli Stati Uniti… Il titolo? Fidel alla linea. In studio con noi, Sergio Secondiano Sacchi, responsabile artistico del Club Tenco di Sanremo e fondatore dell’associazione Cose di Amilcare.

In questa sesta puntata, dedicata agli artisti che partono e che restano dopo la conquista del potere de los barbudos, il menù è stato il seguente:

Joseito Fernández (Guantanamera), Celia Cruz (Por si acaso no regreso), Pérez Prado (Mambo n. 5), Bebo Valdés (Bebo’s Blues), Olga Guillot (Lagrimas negras), Ernesto Lecuona (Malagüena nell’interpretazione di Daniel Barenboim & Berliner Philarmonik Orchestra), La Lupe (Alma llanera), Arsenio Rodríguez (Dame un cachito pa’huele), Guillermo Portabales (Romancero gitano), Antonio Machin (Yo soy el cubano), Xavier Cigat (Siboney), Miguelito Cuní (Prefiero el son), Benny Moré (Locas para el mambo), Maria Teresa Vera (Veinte años), Orquesta Aragón (Tremendo punto), Abelardo Barroso (El manisero), Los Compadres (Macusa), Felipe Dulzaides (Drume negrita),
Carlos Puebla (De Cuba traigo un cantar), Bola de Nieve (Vete de mi), Omara Portuondo (Lo que me queda por vivir), Vieja Trova Santiaguera (Guantanamera).

La prossima puntata sarà dedicata alle nazionalizzazioni e alle tensioni tra il 1960 e il 1961.

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