Di Rocco, di Pastis e di anestesie totali (5 ottobre 2012)

In una settimana di grandi eventi musicali qui a Barcellona, con il ritorno di due icone della canzone d’autore e del punk, rispettivamente, come Leonard Cohen e Jello Biafra, noi zibaldoniani non potevamo proprio non darvi qualche gran bella pillola di musica di qualità. E l’abbiamo fatto fin dal primo minuto del programma, proponendovi tre canzoni del nuovo album di Valentino Corvino: Anestesia Totale. Un album che è frutto della collaborazione tra Valentino Corvino e molti esponenti della canzone e della musica italiana, come Lucio Dalla, Simone Cristicchi, Antonella Ruggiero, Daniele Silvestri, Paola Turci, Franco Battiato, Petra Magoni e Caparezza. Un album che è anche, e soprattutto, il filo rosso musicale dell’omonimo spettacolo, Anestesia totale appunto, di e con Marco Travaglio ed Isabella Ferrari.

Dalla musica al cinema il passo è breve. Soprattutto se al microfono abbiamo un attore, sceneggiatore, scrittore e regista del calibro e della simpatia di Angelo Orlando. Da qualche anno ormai residente a Barcellona, Angelo Orlando sta portando avanti vari progetti, tra cui un nuovo film, girato proprio nella ciudad condal: Rocco tiene tu nombre. Un film «a mezzo tra Totò e David Lynch», come lo definisce Angelo. Una commedia surreale alla Jodorowsky, che vedrà la luce la prossima primavera. Un film che è stato autoprodotto grazie al crowfounding e alla disponibilità di attori (come Michele Venitucci e Fabio Ferri), troupe e collaboratori. In studio sono venuti a trovarci anche altri due attori di Rocco tiene tu nombre: Daniele Ridolfi e Esther Cuspinera Ramos, le cui voci ai nostri aficionados non dovrebbero essere nuove. Ma dall’ultimo film abbiamo fatto anche più d’un salto indietro nella ormai ventennale carriera di Angelo Orlando in una gran bella chiacchierata: dalla partecipazione in film diretti da Fellini e da Troisi alle molte presenze come comico e cabarettista in tivù e nei teatri, fino alle tre precedenti esperienze dietro la macchina da presa… Per saperne di più su Rocco tiene tu nombre e per poter aiutare questo progetto, date un’occhiata qui.

Torna implacabile la Repressione Today dell’incombustibile Banzo, che riprende esattamente dove si era interrotta la settimana scorsa, col racconto delle vicende successive alla manifestazione del 25-S di Madrid: la grande mobilitazione del 29-S con due nuovi arresti, la medaglia al merito conferita a Javier Nogueroles, capo degli antisommossa proprio il 25-S, il nuovo alterco con la polizia di Alberto Casillas Asenjo, il gerente del bar del Paseo del Prado diventato suo malgrado uno dei simboli della protesta, e soprattutto l’archiviazione delle gravi accuse contro gli otto promotori della manifestazione madrilena da parte del giudice dell’Audiencia Nacional Santiago Pedraz, che ha suscitato le reazioni furibonde di vari esponenti del PP, primo fra tutti il portavoce aggiunto alla Camera Rafael Hernando, che ha definito Pedraz «fighetto anarcoide». E per oggi può bastare.

E come di consueto passiamo al momento della Trash zone con la carissima Eva Vignini ed un personaggio davvero speciale. Andrea Dipré di origini trentine, arriva dalla politica e dalla militanza cattolica per approdare alla carriera di critico d’arteinsinuandosi nel tubo catodico attraverso televendite di improbabili artisti disperati e casi umani scelti con una cura inimmaginabile degna di un vero re del trash. Ospite delle squallide dimore degli artisti, Dipré mira al riscatto di realtà esuberanti, come lui ama definirle, muovendosi al loro interno con ritmi blandi e divertiti, un look da ragioniere spento, cravatte a buon mercato carnagione pallida e occhiaie profonde. Innumerevoli perle trash ci regalano i suoi artisti svogliati allucinati o semplicemente maniaci del sesso. Ricordiamo, soprattutto, il grande Osvaldo Paniccia che ci ricorda con sguardo inquietante e voce roca che : “L’arte è una cosa seria!”. Insomma un mondo incantato galleria inesauribile di spunti trash che meriterebbe ancora moltissimo spazio.

Dopo Diprè riprendere le fila del discorso e ritornare alla canzone d’autore non è stato facile. Per fortuna che nel piccolo studio di Radio Contrabanda c’erano due giovani e davvero bravi cantautori trentini e una altrettanto brava violinista, trentina anche lei. Luca Porcelluzzi l’avevate già conosciuto qualche tempo fa, era passato a Zibaldone a farci sentire alcune delle sue canzoni ed ha partecipato anche nel nostro The Zibaldone Radio Experience. Questa volta è ritornato, in occasione di un bel concerto tenutosi al Bar Pastis, per proporci tre nuove canzoni (una proprio dedicata allo storico locale del barrio chino di Barcellona). Ed è venuto accompagnato da Francesca Ferrai e soprattutto da Luciano Forlese, che ci ha deliziato con altri due pezzi in una meravigliosa live session condita da una chiacchierata sulla musica, la poesia e la vita. Se volete conoscere la musica e i progetti di Luciano Forlese, cliccate qui.

Le sorprese di questa puntata di Zibaldone però non finiscono qui… è tornato infatti a farci visita anche il grandissimo Roberto Fenocchio, il creatore di questo programma radiofonico in italiano 15 anni fa, nel novembre del 1997. «Dalle langhe con furore», avrebbe detto qualche regista italiano. Lui ci dice invece, con la sua ironia, «Dalla provincia di California con furore»…

Con la cara Laura ancora in patria, anche questa volta El último trago, ossia il consiglio musicale della settimana, tocca al Banzo che, ben contento, ci proponegli X-Mary, quartetto lodigiano che ridendo e scherzando ha già pubblicato sei album (l’ultimo, Green Tuba è uscito lo scorso febbraio) zeppi di pezzi tanto brevi quanto concitati, all’insegna di una disarmante varietà stilistica che li porta a spaziare impunemente tra rock, pop, funk, punk, hardcore, samba, bossa nova. A quest’ultimo genere appartiene il brano selezionato, Alle 18 le capre bevono che, fin dal titolo, ci lascia intuire l’unico vero collante dello schizofrenico suono del gruppo: Oun’ironia surreale e disarmante. Gustateveli.

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