L’Italia dopo il referendum (8 maggio 2026)

La vittoria del “no” al referendum sulla riforma della giustizia in Italia lo scorso 23 marzo ha segnato un punto di inflessione. Per Giorgia Meloni si è trattata di una cocente sconfitta: da allora il governo è entrato in palla e, sostanzialmente, naviga a vista in una congiuntura internazionale che è riduttivo definire complessa. I 15 milioni di “no” alla riforma costituzionale della destra, e di fondo al progetto di orbanizzazione dell’Italia proposto dal duo Meloni-Salvini, spingono il centro-sinistra, ora molto più ottimista in vista delle elezioni politiche previste nel 2027. Tanti però sono i nodi sul tavolo: da Trump all’UE, dall’economia alla possibile riforma della legge elettorale fino alla capacità del centro-sinistra di costruire un’alternativa reale a Meloni e soci. Di tutto questo parliamo con Emanuele Felice, professore di Storia Economica alla IULM e analista politico.

Ci ha accompagnato la musica di I Gini Paoli (Le mani sulla città), Subsonica e Tära (Straniero), Georgeanne Kalweit (Heavenly Thoughts), Nu Genea e Gabriel Prado (Ondas do mar) e Tainá e i o u (Grande Liquidação)

Último trago: Tonino Carotone – Sapore di mare (Gino Paoli, Sapore di sale, 2000)

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