La vittoria del “no” al referendum sulla riforma della giustizia in Italia lo scorso 23 marzo ha segnato un punto di inflessione. Per Giorgia Meloni si è trattata di una cocente sconfitta: da allora il governo è entrato in palla e, sostanzialmente, naviga a vista in una congiuntura internazionale che è riduttivo definire complessa. I 15 milioni di “no” alla riforma costituzionale della destra, e di fondo al progetto di orbanizzazione dell’Italia
proposto dal duo Meloni-Salvini, spingono il centro-sinistra, ora molto più ottimista in vista delle elezioni politiche previste nel 2027. Tanti però sono i nodi sul tavolo: da Trump all’UE, dall’economia alla possibile riforma della legge elettorale fino alla capacità del centro-sinistra di costruire un’alternativa reale a Meloni e soci. Di tutto questo parliamo con Emanuele Felice, professore di Storia Economica alla IULM e analista politico.
Ci ha accompagnato la musica di I Gini Paoli (Le mani sulla città), Subsonica e Tära (Straniero), Georgeanne Kalweit (Heavenly Thoughts), Nu Genea e Gabriel Prado (Ondas do mar) e Tainá e i o u (Grande Liquidação)
– Último trago: Tonino Carotone – Sapore di mare (Gino Paoli, Sapore di sale, 2000)
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