Il Rapporto Italia è un format che ormai non ha più bisogno di troppe presentazioni: appare due volte all’anno dal 2023 (sia considerando l’anno solare che le singole stagioni del programma) e va alla ricerca di novità discografiche italiane
all’interno di uno spettro sonoro che spazia dall’indie più alternativo alla musica sperimentale: ricerca sempre fruttuosa, questo va detto, perché il sottobosco italiano sembra perennemente prodigo di progetti perlomeno interessanti. Non abbiamo la pretesa di stupirvi, perché a volte le strade dell’underground sono tortuose, e imbattersi in un nome promettente dalla lunga discografia può richiedere anni (meglio tardi che mai, ovviamente): piuttosto ci muove l’intenzione di mettere in comune i nostri percorsi d’ascolto, per mettere di tanto in tanto dei punti fermi in un viaggio potenzialmente privo di unvero punto d’arrivo. Perché, appunto, in un paese per certi versi in difficoltà come l’Italia, almeno la musica indipendente sembra lontana da una crisi. E meriterebbe un po’ d’attenzione in più.
Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono del 2026):
Filippo Ansaldi, Simone Sims Longo, Dodici; So Beast, New York; A Nice Noise, I’ll be different; Marco Fracasia, Essere come te; Weekend Martyr, Cruel house; Bahia Principe, 2030; Rareş, Sincero; Alessandro Fiore, Buonanotte, N. 2; Julinko, Jeanne de Rien; Omar Cheikh, Varcamondi; Palmer Generator, Corpo celeste I.
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