Di vento del sud e di altre contaminazioni (22 giugno 2012)

In questo caldissimo venerdì di giugno ci siamo muniti di birra, sigarette e di buona musica e abbiamo aperto questa puntata di Zibaldone parlando di radio, con gli Ornamento y Delito e i R.E.M. E soprattutto di radio libere, come la nostra Radio Contrabanda che sta passando un momento di difficoltà a causa della repressione imperante in quest’inizio di millennio. Che le radio libere abbiano sempre dato fastidio a chi siede in alto, non è affatto una novità, questo lo sapevamo da un bel pezzo. Speravamo, questo sì, che i tempi bui fossero finiti o almeno che il peggio fosse passato. Purtroppo non è così. E ne abbiamo avuto un’ulteriore prova in queste settimane con il tentativo della Generalitat di Catalogna  di metterci il bavaglio. Radio Contrabanda, lo ripetiamo, non molla. E noi siamo qui a dimostrarlo. Per aiutarci a resistere, per darci il vostro appoggio, basta che entriate nella pagina  web di Radio Contrabanda..

Lo Zibaldone di questo 22 giugno è stato uno zibaldone musicale, nel vero senso della parola. Abbiamo avuto la fortuna e il piacere di condividere i pochi metri quadrati del nostro piccolo studio con due bravissimi artisti emergenti. La prima a sedersi davanti ai nostri microfoni è stata Anita Zengeza, una giovane cantautrice dello Zimbabwe da un paio d’anni attiva qui a Barcellona, dopo una prima esperienza in Italia. Una voce dolce ed armoniosa, delle canzoni intime, semplici, che ci hanno cullato e coccolato. Delle canzoni che parlano di amori e disamori, di viaggi e della ricerca dell’identità che ci portiamo sempre appresso e che cambia con il tempo a seconda dei nostri spostamenti, dei nostri incontri, delle nostre esperienze. Incontri ed esperienze che si materializzano anche negli studi radiofonici. Come l’incontro tra Anita e Giacomo Maria Carpa: ne è venuta fuori una live session meravigliosa, improvvisata, inaspettata e proprio per questo ancora più bella ed emozionante. Per conoscere meglio la musica di Anita e i suoi futuri concerti, date un’occhiata alla sua pagina di facebook.

La potenza del trash come uno tsunami spazza via qualsiasi ostacolo incontri sul suo cammino, ed è così che la  nostra carissima Eva Vignini, nonostante il piede fratturato, è riuscita a raggiungere gli studi di Radiocontrabanda pur di apportare a voi ascoltatori la innecessaria ma dovuta dose di Trash settimanale, con un personaggio questa volta davvero sgradevole: Leone di Lernia. L’emigrante meridionale trasferitosi a Milano negli anni del boom economico trascina con sé  un’estetica riconoscibile fatta di camice sgargianti, peli in vista, catene dorate ed un riporto considerevole. Leone di Lernia, icona trash anni Ottanta e Novanta, ha il merito di aver diffuso nel linguaggio musicale la raffinata arte del turpiloquio, le sue canzoni sono un mix musica dance, cattiva presenza, voce sgradevole, ironia pecoreccia e orgoglio pugliese. Così che ci siamo dedicati oggi a qualcuno di quei motivi ossessivi che hanno accompagnato le nostre estati in autoscontro agli inizi degli anni Novanta, quei tormentoni intollerabili e -ainoi- indimenticabili, tripudi di gastronomia e musica dance. Da indigestione, non c’è che dire.

Dopo la voce cavernosa e fastidiosa di Leone di Lernia, ci voleva qualcosa che ci facesse pensare e sognare. E così è stato. Dopo aver accompagnato nella prima parte del programma Anita Zengeza, Giacomo Maria Carpa ci ha raccontato con più calma il suo nuovo progetto musicale: Carpa Koi. Un progetto che sta piacendo molto nella penisola italica. E non a caso. L’EP che è appena uscito, I torni non contano, è un bel viaggio dentro se stessi e attraverso la Sicilia. E oltre che nella versione prodotta in studio, Giacomo Maria ci ha suonato qualche pezzo dal vivo. Da Agenda Rossa, dove la musica fa da contrappunto alla voce di Cuffaro in uno storico e apocalittico intervento del politico siciliano nella Samarcanda condotta da Michele Santoro, a Jornu Novu, dove la musica si converte in ricerca della propria identità. Come si legge nella sua web.CarpaKoi è il percorso musico-terapeutico del siciliano Giacomo Maria. Una realtà intima, domestica, con forti disturbi di personalità, concepito tra le pareti di uno sgabuzzino bolognese di via Albertoni e maturato durante una lunga ed inaspettata permanenza a Barcellona. «I Torni Non Contano», primo lavoro firmato Carpa Koi, è una produzione Lo-Fi realizzata a Barcellona presso gli studi SolDeSants di Alberto Perez e Bordeta30 di Giuliano Gius Cobelli a Barcellona. Vuole essere una fotografia della nostra società secondo il punto di vista di un pesce quasi sempre fuor d’acqua. L’individualismo sfrenato dei nostri giorni, l’immagine di una generazione orfana e smarrita, la necessità di recuperare il dialogo con la natura e la terra siciliana rappresentano infatti le portate principali di un menù turistico all’italiana con contorni improvvisati e schizofrenici.” Ascoltatevelo questo menù turistico all’italiana. Merita davvero.

Suonare il paese prima che cada, recita il titolo di un libro da poco in circolo nell’italica penisola, edito da X. Dal brulicare vivo della musica italiana in questi ultimi anni pare stia sorgendo qualcosa, e qualcuno ha voluto raccogliere le voci di quelli che hanno deciso di strimpellare e mettere insieme parole, solcando in lungo e in largo i palchi e le musiche d’Italia, quelli che si sono provati di guardare il paese attraverso i finestrini del furgone in trasferta, di dare un nome a quel che c’è attorno. Anche noi in questo finale di puntata, un venerdì dopo l’altro, cerchiamo di dare voce a quelli che, contro le leggi del mercato che hanno sancito la fine della musica, sono restati lì a suonare il paese e il nostro tempo, prima che cada, tenendolo stretto. Oggi chiudiamo la nostra puntata con I Ministri, band milanese attiva dal 2004, e con un pezzo che non potrebbe essere più appropriato di questi tempi: I soldi sono finiti.

E nonostante ciò, e nonostante siamo a punto d’essere privati di antenna e di frequenza, noi si resiste qui nel nostro studio e si procede a vele spiegate.

Buon ascolto e buon solstizio d’estate a tutti!

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