Tra lati oscuri della luna e grilli parlanti (1 marzo 2013)

L’anno era il 1973. Il mese quello di marzo. In quei giorni usciva un album che avrebbe segnato come pochi altri la storia del rock e della musica in generale. Stiamo parlando diDarkSideoftheMoon Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Non potevamo iniziare la puntata senza fare un omaggio ad un disco che ha compiuto 40 anni. Per aprire Zibaldone ci siamo ascoltati i due pezzi che chiudevano questo concept album: Brain Damage e Eclipse.

La musica, lo sapete, è il nostro filo rosso. La corrente sotterranea che ci guida da un argomento ad un altro. Musica italiana, ma non solo. E questo venerdì abbiamo voluto farvi sentire le canzoni di alcuni degli artisti del Belpaese che passeranno da Barcellona nelle prossime settimane. Abbiamo iniziato con David Riondino e le sue ironiche David RiondinoQuando vengono le ballerine? e La Ballata del sì e del no, la canzone con cui vinse la Targa Tenco nel 1994. Riondino, infatti, suonerà a Barcellona il prossimo giovedì 7 marzo nella sala Luz de Gas nell’ambito del Festival Cose di Amilcare / Festival BarnaSants. E il giorno prima sarà anche alla Libreria Italiana Le Nuvole di Gracia per presentare Il trombettiere, il suo ultimo libro dove le decime in rima di Riondino si accompagnano alle illustrazioni di Milo Manara. La prossima settimana (venerdì 8 marzo, sala Razzmatazz) sarà a Barcellona anche Max Gazzè, di cui ci siamo riascoltati due dei primi successi: Vento d’estate e Una musica può fare. Mancano invece ancora più di due settimane per l’attesissimo concerto di Franco Battiato, che mercoledì 20 marzo presenterà all’Auditori del capoluogo catalano il suo Apriti Sesamoultimo lavoro, Apriti Sesamo. Del grande musicista e cantante siciliano siamo andati a ripescare la meravigliosa cover di (Sittin’ on) The Dock of the Bay di Otis Redding inclusa nel suo Fleurs 2 e cantata insieme a Anne Ducros. E per chiudere con i prossimi concerti, vi abbiamo fatto sentire un paio di pezzi di Mar Endins, il nuovo album che Rusó Sala presentará mercoledí 6 marzo alla sala Jamoboree; un album che è frutto della collaborazione della bravissima cantautrice catalana con il pianista pugliese Kekko Fornarelli.

Nel mezzo di tutto ciò abbiamo chiacchierato con il nostro Sergio Sivori, attore, regista e fondatore, insieme a sua moglie Cristina Giordana, di Laboratorium Teatro, attivo a Barcellona da oltre due anni, dopo quasi un decennio a Roma. Il prossimo sabato 9 SergioSivorimarzo, infatti, Laboratorium Teatro metterà in scena al Rai Art di Barcellona la intensa piece teatrale Quartett del drammaturgo tedesco Heiner Müller. Abbiamo chiuso questa prima parte di Zibaldone con una nuova uscita musicale. Quella di Samuele Arba, cantautore sardo residente da qualche tempo a Tarragona. È praticamente pronto il suo nuovo album: Por encima de las palabras. Un album intenso e molto bello, ricco di spunti e di messaggi. In esclusiva per Zibaldone vi abbiamo fatto sentire La herencia. Sapete che sono tempi duri per tutti, soprattutto per gli artisti. Se volete aiutare Samuele a produrre questo nuovo album, potete entrare qui e convertire in realtà Por encima de las palabras.

E come ogni settimana, riecco il nostro partecipe osservatorio speciale sui movimenti sociali, la Repressione Today dell’incoercibile Banzo. Cominciamo con la notizia, definitiva dopo tante voci di corridoio, dell’istituzione di una commissione di studio sull’uso di materiali antisommossa al parlamento catalano: dopo il rifiuto del 2011, a proporla è l’attuale maggioranza di governo, che sembra voler evitare accuratamente ogni menzione diretta ai proiettili di gomma. Vedremo come si evolverà la situazione. Parliamo poi dello sciopero studentesco del 28 febbraio, che ha interessato tutta la Catalogna e che a Barcellona ha registrato momenti di grande tensione tra manifestanti e polizia, e anche alcune cariche. Proseguiamo con il secondo Sciopero educazione 28 febbraiosciopero della fame dei dipendenti di Telefonica per la riassunzione di Marcos Andrés Armenteros, a tre mesi di distanza dal primo. La protesta ha avuto luogo nei giorni del Mobile World Congress, e ha cercato di avvalersi della risonanza dell’evento per sensibilizzare quante più persone possibili sulle conseguenze della riforma del mercato del lavoro del 2010, che ha permesso il licenziamento agevolato di Marcos. Spazio anche alle manifestazioni della Marea Ciudadana che si sono tenute lo scorso 23 febbraio in circa 80 città spagnole: moltissimi movimenti riuniti per protestare contro lo strapotere dei mercati finanziari e incidenti soltanto a Madrid, dove si sono verificati scontri e sono stati arrestati circa 40 manifestanti. Chiudiamo con una notizia dall’Italia, per il secondo tempo dell’attacco personale di Casa Pound al candidato di Rivoluzione Civile Sandro Ruotolo. Dopo i fatti dell’11 febbraio a Civita Castellana, presso Viterbo, nuova irruzione a un atto elettorale di Ruotolo presso Frosinone, a soli due giorni dal voto. Era presente anche Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli Cervi, trucidati dai nazisti nel 1943. Casa Pound ha poi ottenuto risultati elettorali molto modesti, ma da parte nostra, non è mai troppo poco.

La trash zone della carissima Eva Vignini è dedicata a Luis Miguel, gigante della musica pop sudamericana che divenne, dopo la sua partecipazione a Sanremo dell’85, a soli 15 anni una delle tante icone trash degli anni ‘80 Italiani. Così, confusi e sperduti in questo difficile momento di tempeste elettorali Italiane, siamo incappati per sbaglio in un vecchio pezzo Sanremese che potrebbe essere considerato una sorta di inno grillino LuisMiguelante-litteram. Il testo in questione cantato da Luis Miguel si chiamava: “Noi ragazzi di oggi”, con le sue drammatiche pretese di inno generazionale ed i suoi ridondanti e ridicoli versi tradiva uno stile inconfondibile, fatto di baggianate in rima e proclami stereotipati. Dietro questo ragazzino messicano e le sue movenze da consumato chansonnier si nascondeva infatti il genio creativo di Toto Cutugno autore del testo della canzone. «Noi, ragazzi di oggi, noi con tutto il mondo davanti a noi viviamo nel sogno di poi. Noi, siamo diversi ma tutti uguali abbiam bisogno di un paio d’ali e stimoli eccezionali puoi farci piangere ma non puoi farci cedere noi, siamo il fuoco sotto la cenere…”

Come ogni mese non poteva poi mancare il collegamento con il nostro Ricky Russo (In Orbita – Radio Capodistria), che ci tiene sempre al corrente sulle novità musicali TriesteRockCityprovenienti dalla penisola italiana (e non solo). Dopo l’intensa esperienza nella Grande Mela, Ricky è ritornato nella sua Trieste, da dove ci ha informato di un paio di progetti molto interessanti. Il primo è la compilation Trieste Rock City, il secondo è il nuovo album del triestino adottivo Eddie Cat. Ascoltatelo, perché merita! Ma ne riparleremo sicuramente qui a Zibaldone…

Prima che finisca la puntata non potevano mancare tre cose. Due sono delle intrusioni ormai all’ordine del giorno in ogni puntata che si rispetti del nostro programma: quella della signora Gina alla ricerca del figlio disperso in Spagna e desiderosa di raccontare le proprie vicende e quella di quel fanfarone di comico serio che si presenta come Bruno. La terza è invece la nostra consueta chiusura: l’último trago musicale. Ma questa settimana la nostra cara Laura non c’è: non è andata via, come cantava Nek, è semplicemente influenzata. E allora noi, come consiglio Bennatomusicale, abbiamo pensato di farvi sentire un pezzo di grande attualità politica: Al diavolo il grillo parlante, l’ultimo pezzo del grande Edoardo Bennato (qui il videoclip).  Una canzone dove il cantante napoletano canta “Al diavolo il Grillo Parlante / filosofo da baraccone / che è comico senza volerlo / drammatico con convinzione / Contate sul Grillo Parlante / sull’angelo vendicatore / che incassa denaro contante / contando sul vostro sacro furore”. Un Bennato che ritorna ai suoi tempi migliori, con quell’ironia e quello sbeffeggiamento che colgono in castagna il nuovo leader delle piazze italiane, facendo arrabbiare i grillini che lo hanno insultato e bombardato con messaggi e post. Una reazione di questo tipo è la riprova, in fin dei conti, che Bennato ha colto, ancora una volta, nel segno… no? Ma sì, al diavolo il grillo parlante!

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